Nel cuore di Pisa, tra le pareti austere del Salone ex Borsa Merci della Camera di Commercio, si è tenuta una masterclass che ha saputo coniugare rigore tecnico e profondità emozionale. A guidarci in questo viaggio sensoriale, Daniele Cernilli, fondatore di DoctorWine, voce autorevole del panorama enologico italiano.
L’incontro, promosso dal Consorzio Vini Terre di Pisa nell’ambito della manifestazione Terre di Pisa Food & Wine Festival, ha esplorato l’identità autentica del Sangiovese in una delle sue espressioni più sorprendenti e forse meno raccontate: quella pisana.

Il Sangiovese, qui, non si impone. Si rivela. E lo fa attraverso il racconto di un territorio che, pur giovane nella sua configurazione consortile – nato nel 2018 – custodisce una tradizione agricola profonda, fatta di artigianalità, ricerca e rispetto per l’origine. Come ha sottolineato Cernilli, “è l’origine a determinare le espressioni del vitigno”: un concetto di terroir complessivo che si manifesta nel calice con sfumature figlie di suoli, altitudini, esposizioni e mani diverse.
La degustazione ha offerto un panorama coerente e variegato, articolato in otto interpretazioni in purezza, firmate da otto produttori del Consorzio. Ecco le etichette protagoniste:
- Castelvecchio – Le Colline 2023 (Terricciola)
Affinato 16 mesi in tonneau, si presenta con un rubino vivo e un naso di ciliegia e spezie. In bocca, l’acidità spinta e il tannino ancora vivo si rincorrono, generando un equilibrio dinamico. Il legno è ben dosato, il frutto resta integro. - Fattoria Uccelliera – Raggiungerti Adesso 2022 (Fauglia)
Proveniente da vigneti vicini al mare, affina 12 mesi in tonneau francese. Note speziate e tabacco al naso, tannino evidente ma ben sostenuto da una freschezza ancora viva. - Podere La Chiesa – Opera in Rosso 2022 (Terricciola)
24 mesi in rovere di Slavonia. Il colore è più limpido e chiaro, la ciliegia meno scura. Il tannino è più gentile, il profilo più classico. Un Sangiovese che parla con voce elegante e misurata. - Beconcini – Reciso 2021 (San Miniato)
Annata severa, visione in riduzione con affinamento in botti grandi di Slavonia. Vino austero, destinato all’evoluzione. Ricorda certi Chianti Classico di Gaiole: profondo, verticale, di grande prospettiva. - Badia di Morrona – Vignaalta 2021 (Terricciola)
Colore granato, grande alcolicità, affinamento in botte grande di rovere francese. Note di pietra focaia, frutto di un lungo contatto con le fecce fini. Complesso, stratificato, con un’anima chiantigiana.

- Tenuta di Ghizzano – Mimesi 2021 (Ghizzano)
Vinificato in anfora di cocciopesto, che consente micro-ossigenazione senza cessione aromatica. Il tannino è presente, il vino ancora giovane. Un esperimento raffinato, che unisce tecnica e sensibilità. - Vallorsi – Argante 2020 (Terricciola)
Macerazione in acciaio, 12 mesi in tonneau. Sangiovese moderno, concentrato, con note di amarena e mandorla. Strutturato, avvolgente, con calore alcolico ben integrato. Un vino mediterraneo. - Fattoria Fibbiano – Ceppatella 2019 (Terricciola)
Annata importante. Colore granato intenso, profumi di frutto maturo, grande ricchezza olfattiva. Imponente, solare, profondamente radicato nella collina pisana. Una chiusura potente e identitaria.
Questa masterclass ha restituito un’immagine nitida e affascinante del Sangiovese pisano: un vitigno credibile, capace di farsi trait d’union tra territori diversi, raccontando l’autenticità dei produttori attraverso le sue molteplici interpretazioni. Un’esperienza che conferma come, nelle Terre di Pisa, il Sangiovese non sia solo un vitigno: è una voce corale che parla di origine, ricerca e visione.



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