Napoli: la quinta edizione di Be.Come giunge a promuovere l’eccellenza del vino e la sua rinnovata comunicazione

Si è svolto a Napoli dal 17 al 19 Novembre nelle prestigiose e sontuose sale del Grand Hotel Parker’s il quinto appuntamento di Be.Come, evento organizzato da Gabriele Gorelli MW in collaborazione con Allumeuse.

Allumeuse infatti ha creato un progetto in formula Club, dove le aziende vitivinicole hanno la possibilità di comunicare, incontrarsi e scoprire le tecnologie di comunicazione e i linguaggi di marketing che molti marchi di fascia alta (moda, design, food & beverage e finanza) utilizzano per interagire con il consumatore finale.

Be.Come porta allo stesso tavolo i più importanti rappresentanti dell’enologia internazionale con i buyer, gli operatori del settore HO.RE.CA, creando opportunità di business e sinergie intersettoriali. Durante l’evento, Clizia Zuin, miglior sommelier per la guida ristoranti Gambero Rosso 2026, ha illustrato con precisione l’importanza della corretta conservazione del vino.

Il primo campione, conservato rispettando le condizioni ottimali era perfettamente integro, mentre l’altro era “ svanito” e aveva completamente cambiato il suo profilo organolettico. Durante l’incontro è stata presentata EuroCave, che da fine anni ’80 grazie al suo fondatore René Martin, propone armadi climatizzati che consentono di proteggere le bottiglie per una perfetta maturazione.

Vengono soddisfatti così i cinque principi da seguire per garantire una idonea protezione al vino e cioè temperatura costante, tasso di umidità adatto, circolazione dell’aria, assenza di vibrazioni e massima protezione dalla luce. Nella prima giornata, inoltre, la masterclass condotta da Gabriele Gorelli MW e Danielle Callegari – Writer at large – Wine Enthusiast – che ha focalizzato l’attenzione della sala sul concetto di grandi rossi italiani intesi come “ Instant classic”: dalla Puglia al Piemonte, vini che colpiscono per personalità e delicatezza.

I successivi appuntamenti sono stati con ‘In equilibrio tra radici e visione’ a cura di Gabriele Gorelli MW in collaborazione con Jeffrey E. Porter Writer at Large – Wine Enthusiast, ‘I vini del Piemonte’, una conversazione con  Jeffrey E. Porter Writer at Large – Wine Enthusiast e l’introduzione di Giulia Novajra – Direttrice de I Vini del Piemonte e la Masterclass sui Vini della Doc Mandrolisai in Sardegna.

Tra gli incontri sicuramente più emozionanti, due cantine precedentemente conosciute a Merano Wine Festival: Tenuta la Massa e Masseria le Fabbriche.

Giampaolo Motta ha realizzato un sogno con l’acquisizione dei vigneti situati in una delle zone più vocate del Chianti Classico. La Conca d’Oro, Panzano in Chianti. L’amore per il vino è nato in modo romantico e lo ha coinvolto tanto da cambiare completamente vita e percorso di studi. Appassionato della zona di Bordeaux e delle sue massime espressione enoiche, ha saputo far dialogare in vigna il sangiovese con cabernet sauvignon, merlot e petit verdot in modo davvero ammirevole. I suoi vini sono caratterizzati da grande eleganza e precisione, apprezzabili da palati esperti e non proprio per la loro franchezza e per la capacità di parlare direttamente al cuore.

Chianti Classico La Massa Docg 2021 ( Sangiovese 50%, Merlot 25%, Cabernet Sauvignon 25%), 14 mesi in legno di cui il 20% nuovo e la restante parte di secondo e terzo passaggio. Come lo definisce Giampaolo “ socialmente trasversale” e non posso che essere d’accordo. Apre su profumi di ciliegia, china, scorza di arancia, prugna e erbe di campo. Il sorso è scorrevole, il tannino ben integrato e la chiusura sapida.

Carla 6 annata 2021 è il sangiovese in purezza dedicato alla figlia. Proviene da un singolo vigneto dove i suoli sono ricchi di scisti, quarzi e sabbia. Vengono prodotte 4000 bottiglie. il vino affina in botti di legno 500 hl e successivamente un anno in cemento. Al naso si apprezzano la marasca, arancia sanguinella, grafite, cardamomo, lentisco. In bocca è pieno e allunga in modo davvero emozionante, con una vibrante persistenza.

Il fiore all’occhiello dell’azienda è sicuramente Giorgio primo, che ho assaggiato nell’espressione della vendemmia 2021: 18 mesi di barrique di cui il 50% nuove. Un vino che ha avuto una evoluzione durante gli anni ed è arrivato alla composizione attuale: cabernet sauvignon 60%, merlot 35%, petit verdot 5% . Un vino che fa subito viaggiare lontano, le brezze atlantiche, il ritmo lento della Garonna. Il profilo olfattiva regala sentori di humus, china, foglia di peperone, rabarbaro, tabacco, frutta rossa. In bocca è regale e fa presagire una lunga vita e mille evoluzioni interessanti.

Masseria Le Fabbriche vuole proporre il primitivo in una veste più moderna e certamente con un appeal rivolto alle nuove generazioni, dove la storicità di questa tipologia incontra un gusto più attuale e la ricerca di una maggiore bevibilità. Senza però stravolgere il “senso” del primitivo stesso.

Il vino vede uniti un 85% primitivo e 15% aglianico, che dopo la fermentazione trascorrono 12 mesi in barrique e ulteriori 12 mesi in bottiglia. La vigna ospita viti centenarie condotte ad alberello e tutte le operazioni in campo sono svolte manualmente.

Primitivo di Manduria Doc Marrubium Riserva Del Bono 2022 porta un nome che deriva dal latino. La zona dove è stata recuperata la cantina sorge a  Maruggio, in provincia di Taranto, sulla costa ionica, a 2 km dal mare. Un posto meraviglioso: la  masseria è esistita dal ‘600 ed è raffigurata nel logo sull’etichetta. La produzione agricola è riportata sin dal Medioevo, come testimoniano le antiche cartine; la proprietà è passata di mano in mano, fino ad arrivare alla famiglia Perrucci.

Nel 2020 viene acquisita da un imprenditore milanese Rinaldo Del Bono, che inizia un progetto di restyling prima di tutto della Masseria e contemporaneamente avvia il progetto vino, chiamando. Mattia Vezzola come enologo.

Be.Come è stato un evento utile alla stampa del settore per il dialogo con i produttori, finalizzato a comprendere le espressioni dei loro vigneti, promuovendo una nuova forma di comunicazione e di attenzione al mondo enoico sempre al passo con i tempi e con le esigenze dei consumatori.

Immagine di Olga Sofia Schiaffino

Olga Sofia Schiaffino

Medico Psichiatra, stregata da Dioniso, sommelier dal 2013,degustatore ufficiale, miglior sommelier della Liguria 2019. Recentemente ho inoltre superato il Wset level 3 a pieni voti. Blogger, comunicatrice del vino, media partner. Operatore enoturistico certificato. Ideatrice della prima guida social "I vini del Cuore". Una passione per le storie del mondo del vino che alimento con visite, degustazioni, approfondimenti e studio... e che amo raccontare con la mia "penna virtuale".

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