Milano ha fatto da cornice a una serata che non è stata solo degustazione, ma racconto: Muzic on Tour, il progetto itinerante di Gambero Rosso, che fa dialogare cucina d’eccellenza e l’Azienda di grandi vini del Collio. L’evento ha confermato la cantina Muzic come una delle voci più autorevoli dell’areale, capace di tradurre in bottiglia la sensibilità agronomica del territorio e far brillare il territorio di San Floriano, uno spicchio eccellente della complessità geologica del Collio.

Dopo Roma, l’appuntamento meneghino ha confermato il ruolo della cantina Muzic, oggi la più premiata del Collio secondo Decanter, come ambasciatrice di un territorio che sta ridefinendo la propria identità.
Fabijan Muzic: un volto giovane per un Collio in evoluzione
Fabijan rappresenta la generazione che ha ricevuto in eredità una tradizione familiare e l’ha trasformata in progetto contemporaneo. I suoi vini cercano chiarezza e territorialità: profili aromatici netti, acidità vibrante, texture minerale. La sua è una pratica che unisce cura in vigna e decisioni coraggiose in cantina, con l’obiettivo di far emergere la singola parcella più che uno stile omologato.

Vini puliti, sinceri, capaci di raccontare il territorio senza forzature. La sua filosofia del “meglio non imbottigliare piuttosto che offrire un vino non all’altezza” è diventata la cifra stilistica dell’azienda e fa di questa Cantina l’ambasciatrice di un Collio unito e forte, che vuole essere Brand sociale ma oggi può e deve essere di più, deve essere riconosciuto per il mosaico di zone, microclimi e vigneron che rappresenta.
Dal Collio Evolution a Milano: un messaggio chiaro
Il recente evento Collio Evolution ha segnato un passaggio decisivo: il Collio non si accontenta più di rappresentare l’eccellenza tecnica dei bianchi italiani, ma punta a farsi riconoscere come territorio con molte facce e un linguaggio comune. La valorizzazione delle singole unità zonali, l’approccio agronomico più accorto e la comunicazione di una matrice geologica e pedologica (la “ponca”) sono i pilastri di questa nuova consapevolezza.

In questo contesto, Muzic si inserisce come interprete autentico: la ponca è lo spartito, le note sono gli autoctoni: Ribolla, Malvasia, Friulano, ed è un’arte del territorio e dei grandi Vigneron ricamare attraverso queste note grandi composizioni, vinificazioni e evoluzioni in contenitori differenti per ogni singola parcella, poi riuniti come in un coro polifonico all’interno di uno stesso calice.
Abba: Milano industriale e cucina contemporanea
La serata si è svolta da Abba, ristorante milanese guidato da Fabio Abbattista, dalle radici pugliesi e consolidate esperienze internazionali, una mano delicata, saporita ed eccellente per una cucina dal passo moderno. Il locale, si trova nel Certosa District, una zona rinnovata di Milano, in grande fermento, è un open space in un contesto industriale ristrutturato, e ha offerto un palcoscenico ideale: piatti pensati per esaltare i vini Muzic, con un approccio che privilegia leggerezza, contrasti e precisione tecnica.

Abba non ha mai cercato di sovrastare i vini, ma di dialogare con loro: ogni portata è stata costruita come un racconto parallelo, capace di sottolineare freschezza, sapidità e profondità delle etichette in degustazione. Il nostro plauso a Gambero Rosso per aver curato e creato questo splendido connubio.
I piatti e gli abbinamenti, tanti i richiami alle origini dello Chef, rivisitati in una chiave di grande eleganza:
Il primo calice è una Ribolla Gialla 2024 in versione ferma. Premesso che l’apertura con bolla non è una convenzione ma una scelta largamente diffusa (a volte scientemente) i Muzic non spumantizzano, non per intolleranza verso le bolle ma per una scelta dettata dall’interpretazione del vitigno che il loro territorio permette. Il clima nella località Bivio di San Floriano del Collio è Mediterraneo, accogliente, e la Ribolla che ama questo clima qui esprime il suo varietale fruttato agrumato in maniera importante, abbinato a una piacevole mineralità e salinità figli del patrimonio geologico. Un vino schietto, che soddisfa fin dal primo sguardo dai contorni dorati, coinvolge con i suoi toni di pompelmo e la freschezza che insieme alla dotazione salina invogliano tantissimo la beva.

In abbinamento:
• Entreè di Benvenuto, Polpettine di Melanzana e Melanzana laccata al mosto di fichi. La prima è un racconto classico e una frittura ben eseguita, la seconda un perfetto gioco di texture, che danno alla melanzana una consistenza caramellata e brunita fuori, succulenta e scioglievole all’interno, impreziosita dal cacioricotta a sovrastare. Un ricordo spensierato delle grigliate tra amici, abbinamenti puliti e piacevoli.
• Triglia di Scoglio, pepe Timut e mandorla — Splendido il ricordo delle fritture di paranza fronte mare, un assaggio carnoso,dai contorni crunchy, dal tocco pepato e quel finale lungo e umami portato dalla mandorla tostata che crea dipendenza. Qui la Ribolla Gialla Muzic ha trovato il suo terreno ideale: freschezza e acidità hanno bilanciato la grassezza del pesce, con ritorni agrumati che hanno accompagnato la nota aromatica del piatto.

Si prosegue col Collio Sauvignon DOC “Pàjze” 2024 di Muzic, una anteprima la cui chiave è ancora il territorio e il suo calore ben dosato. È un Sauvignon paglierino, di bell’ampiezza, che mette i toni vegetali in coda e coinvolge con toni di ananas e frutti freschi tropicali, erbe balsamiche, salvia e mentuccia, un leggero peperone in sottofondo.
• Seppia e Carciofi — Bellissimo a vedersi e non solo, il velo è delicato e tenace al tempo stesso, il ripieno un concentrato di mare. L’abbinamento di difficile esecuzione del vegetale del carciofo è ottimamente riuscito e il sauvignon, ha accompagnato la delicatezza del ripieno che a sua volta esalta la freschezza del vino.

Proseguiamo col Collio Friulano Valeris 2024 un vino fortemente territoriale, è prodotto con vigne di oltre 40 anni, è la spina dorsale, del blend dello Stare Brajde e vinificato a sé fa subito comprendere perché. Carattere, bouquet olfattivo ampio e intensamente floreale svelano un sorso secco e morbido, dalla grande freschezza e con chiusura ammandorlata.
• Gnocchetti di zucca, robiola e berberè – Un ricordo d’autunno. La dosata dolcezza gioca con l’acidità del formaggio, poi intervengono le spezie magistralmente dosate che proseguono il messaggio del piatto e donano nuovi spunti. Il Friulano trova in questa pienezza terreno fertile e completa benissimo creando sinergia e piacevolezza.

Entra in scena il Collio Bianco DOC “Stare Brajde” 2023 – Muzic, una celebrazione del Collio, una selezione delle migliori uve friulano, malvasia istriana, ribolla gialla, a cui viene effettuata decantazione statica, poi fermentazione in Tonneau di acacia e affinamento sur lie. 12 mesi minimi di affinamento in bottiglia. Vino di equilibrio estremo, curato da mani sapienti minuziosamente.
Descrive perfettamente la bellezza del Collio e la tradizionalità, l’arte del mélange di queste bacche bianche che tra loro si completano, si rafforzano, ampliano il loro messaggio e sotto mani sapienti si uniscono in una voce unica. Si apre al naso un ventaglio di agrumi, girando si amplia e svela toni di salvia e rosmarino, miele, mandorle tostate. Tensione di beva, salinità e una giusta grassezza lo rendono agile e versatile, più teso in gioventù, più largo e persistente nell’invecchiamento, che in questa etichetta (ma anche nelle altre) può protrarsi davvero molto e dare grandi emozioni.

• Risotto, Castelmagno e mais Affumicato – una cartolina dal Piemonte, impreziosito dal mais affumicato da personalità. Lo Stare Brajde 2023 si coniuga e duetta bene col piatto, dando pulizia, coinvolgendoci con la sua vivacità aromatica.
Si torna allo Stare Brajde ma in annata più vecchia e temperatura leggermente più alta. Il volume si amplifica, la burrosità emerge, le note di frutta a guscio, di humus iniziano a far capolino al naso insieme a una piacevole oleosità al palato che lo allarga e gli da più capacità di pulizia.

• Lavarello, lenticchie nere e curcuma — Piatto di equilibrio, succulenza e ricercata aromaticità, in abbinamento si completa gradevolmente e con pulizia.
• Manzo alla brace, pastinaca e fava tonka – Dietro un canovaccio semplice si cela una esecuzione attenta a rendere ogni singolo morso un concentrato di sapore, delicato e suadente. L’abbinamento regge e convince, è pulito e piacevole.

Doc Friuli Isonzo – Picolit 2018 chiude gli assaggi di giornata un vino dolce raro, il Picolit soffre di acinellatura, ha rese bassissime ma estremamente eccellenti. L’uva viene raccolta e lasciata appassire sui graticci di legno per 30 giorni. Viene poi diraspata e lasciata macerare in botti di rovere da 228 litri per circa dieci mesi. Giallo dorato dai profondi riflessi ambrati, ricco e complesso al naso apre con ricordi di Frutta gialla matura, confettura di albicocca e miele, poi spezie dolci sul finale. Vellutato e ben dosato di zucchero.

• Sorbetto ai cachi e cannella – Un duetto perfetto col picolit, la componente grassa lenisce l’effetto termico del sorbetto e lascia un tema fruttato giallo perfettamente in armonia col vino.
• Focaccia dolce – Chiudiamo con un dolce della tradizione e col suo intingolo cremoso un percorso eccelso.
Oltre il “brand sociale”
Il Collio è conosciuto e amato, ma spesso percepito come marchio collettivo più che come somma di storie individuali. È necessario raccontare le zone, i singoli vignaioli, le radici familiari. Fabijan Muzic, con la sua energia e la sua visione, rappresenta proprio questo: una generazione che porta nel sangue i valori del territorio e li traduce in vini capaci di parlare al mondo con voce limpida e coerente.

Cosa ci lascia questo racconto La serata milanese è stata un tassello di un racconto più ampio: Muzic e Fabijan non rappresentano solo una cantina premiata, ma un modello di come il Collio possa farsi riconoscere uscendo dalla dimensione di “brand sociale” per affermarsi come territorio vivo, plurale e identitario. Milano ha ascoltato, assaggiato e capito: il prossimo passo è far conoscere ancora meglio le singole zone e gli autoctoni che rendono unico questo territorio. E Muzic, con Fabijan, è oggi uno dei protagonisti di questa rivoluzione.



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