A Montecompatri (RM), è stata inaugurata la nuova cantina di Eredi dei Papi alla presenza del sindaco Francesco Ferri. Il taglio del nastro è stato pieno di emozioni, con i titolari Chiara e Lorenzo Iacoponi che hanno ripercorso il loro cammino fino ad oggi, interessato anche da eventi dolorosi in cui si sono fatti forza a vicenda per andare avanti. L’inaugurazione della cantina è stata dedicata a tutti gli amici, ma soprattutto ai genitori che purtroppo non ci sono più e che hanno creduto nel loro nuovo percorso.
Lorenzo, trascorsi da avvocato, mentre Chiara manager di successo per una famosa azienda americana. Lorenzo non si vedeva a suo agio con la cravatta tra sale di tribunale e il richiamo delle origini era forte. Così decide di cambiare rotta e intraprendere gli studi di enologia.

Il loro nonno aveva alcuni ettari vitati che erano rimasti alla famiglia, ma gestiti da altri. Un problema di salute dei genitori fa capire a Lorenzo che è il momento di fare una scelta, e quella che gli viene naturale è passare dalla facoltà di giurisprudenza a enologia. Diventato un giovane enologo pieno di passione e con tanti progetti, Lorenzo decide di riprendere i vigneti che gli aveva lasciato il nonno “Papi”.
Ma anche Chiara capisce che non poteva mancare dagli affetti familiari e ritorna per aprire, con il germano, una Cantina vinicola come desiderava il nonno. Loro due eredi di un vignaiolo non potevano che chiamarsi Eredi dei Papi.

Iniziamo gli assaggi insieme a Chiara, con le bollicine del rosato “Fuori Onda”, metodo classico a base Montepulciano dal color rame brillante, versatile e complesso allo stesso tempo.
A seguire entrano in gioco gli autoctoni laziali come la Malvasia Puntinata e il Cesanese, accompagnati da alcune varietà internazionali. In ordine Albagia, Caparbio e Schietto sono i bianchi di annata e Composto il rosso che unisce il Syrah a altre uve a bacca rossa. Poi ci sono le Edizioni limitate rappresentate da un bianco “Galatea” e un rosso, il “Neralbo”. Le etichette sono dei disegni moderni in rilievo, molto piacevoli alla vista e al tatto, impreziosite da elementi lucenti, attraverso quel concetto che per i designer si chiama Family Look.

- Galatea – IGT Lazio Malvasia Puntinata. Galatea è un’etichetta dell’azienda prodotta esclusivamente nelle annate in cui la natura regala le migliori espressioni di Malvasia Puntinata. Le uve, accuratamente selezionate e raccolte a mano con una vendemmia leggermente tardiva, vengono messe a fermentare in botti di castagno da 350 litri. Segue un affinamento nelle stesse botti per 9 mesi e in acciaio per ulteriori 3 mesi. Al centro dell’etichetta una stella blu che brilla d’oro. Esplosione di frutta gialla matura, con note speziate di vaniglia e cannella unite a note dolci come il caramello e il miele. Una morbidezza accompagnata da una leggera freschezza che ne invoglia la beva, un sorso ricco e un finale lungo che torna con note di frutta secca, mandorla.
- Neralbo – IGT Lazio Syrah, Uve di Syrah vinificate in purezza, frutto di una selezione estrema dei migliori grappoli che danno vita ad una tiratura limitata di bottiglie. Un affinamento di 12 mesi in acciaio e una permanenza di altri 12 mesi in barrique hanno reso Neralbo un vino in continua evoluzione, possente ed equilibrato, sensuale e puro al naso e al palato, elegante e austero nella sua complessità. Quindi la caratteristica della speziatura e del pepe, sono armonizzate con note fruttate e meno austere.

Degustazione verticale del Syrah “Neralbo”
Una degustazione affascinante e rivelatrice quella dei Syrah Neralbo della Cantina Eredi dei Papi, che ci ha permesso di esplorare tre annate (2018, 2019, 2020) e di confrontare il comportamento del vino nei formati classici da 0,75 l e magnum. Un viaggio sensoriale che racconta la mano del produttore, la voce del territorio e l’influenza decisa delle annate.
Neralbo 2020 – Formato 0,75 l
Annata calda e poco piovosa, e si sente: il vino si presenta con una spiccata nota speziata, un mosaico di spezie dolci e orientali, affiancate da un profilo erbaceo che richiama le erbe mediterranee. In chiusura, emerge un’interessante nota ferrosa, quasi ematica, che conferisce carattere e profondità al sorso. Un vino intrigante, diretto e sincero, che riflette bene l’annata.
Neralbo 2020 – Formato Magnum
Il formato più grande amplifica la complessità aromatica: oltre alle note già presenti nella versione standard, si avverte una leggera ma seducente sfumatura affumicata e un tocco di liquirizia che aggiunge profondità. Al palato, la struttura risulta più coesa, con una persistenza decisamente superiore. La maturazione in magnum sembra regalare un’espressione più elegante e stratificata di questo Syrah.
Neralbo 2019 – Formato 0,75 l
Un’annata felice, con un buon equilibrio climatico, che si riflette in un vino di grande armonia. Al naso e in bocca, si impone con eleganza e complessità: le componenti fruttate, speziate e vegetali sono perfettamente fuse in un corpo strutturato ma sempre equilibrato. Il tannino è setoso, integrato, senza spigoli. Un vino rotondo, pieno, che mostra una maturità stilistica evidente.
Neralbo 2019 – Formato Magnum
Rispetto alla bottiglia da 0,75 l, questa versione magnum rivela una maggiore freschezza, con note vegetali più vivaci che alleggeriscono la beva e prolungano il sorso. L’equilibrio resta impeccabile, ma con un tocco più “verde” che lo rende potenzialmente ancora più longevo. Un vino che riesce a unire forza e slancio.

Neralbo 2018 – Formato 0,75 l (prima annata)
L’esordio di Neralbo avviene in una delle annate più difficili: la pioggia a intermittenza e la vendemmia scarsa hanno portato a una selezione quasi maniacale delle uve. Il risultato è un vino sorprendente per bevibilità e carattere. Frutto in primo piano, accompagnato da note aromatiche di erbe e spezie che lo rendono coinvolgente e piacevole. Un Syrah ancora “giovane” nella visione produttiva, ma già ricco di personalità.
Il Neralbo si conferma un Syrah dal carattere deciso, capace di interpretare in modo autentico le annate e il territorio. Il confronto tra i formati rivela chiaramente come il magnum offra maggiore profondità, freschezza e potenziale evolutivo. Le annate 2019 e 2020 spiccano per completezza e finezza, mentre il 2018 rappresenta un debutto coraggioso, che già lasciava intravedere una direzione precisa.



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