Il viaggio in Kenya del pizza chef diventa messaggio di solidarietà e consapevolezza
Diffondere la conoscenza di realtà che ogni giorno lavorano in silenzio per sostenere i più fragili è una responsabilità collettiva. Il pizza chef Emanuele Riemma ne è convinto, dopo la sua recente esperienza presso la Casa Famiglia Milele Rescue Center di Gede, in Kenya, (Famiglia Sempre Onlus in Italia) dove ha vissuto momenti di profonda umanità a contatto con cinquanta bambini orfani.
“Siamo partiti con l’idea di un viaggio, ma si è trasformato in una lezione di vita – racconta Riemma –. Questi bambini non hanno nulla, eppure riescono a donarti amore puro. È lì che capisci quanto sei fortunato e quanto sia importante fare qualcosa di concreto per chi vive in condizioni difficili”. Attraverso la sua testimonianza, Emanuele Riemma vuole accendere i riflettori su associazioni che operano in silenzio, ma che fanno la differenza ogni giorno. L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di destinare risorse, tempo o competenze a queste realtà, anche con gesti semplici come la donazione del 5×1000.

“Nel modello 730 si può indicare un’associazione specifica a cui devolvere il 5×1000 – spiega Riemma –. Se si sceglie un ente preciso, quei soldi arrivano direttamente dove servono davvero. È un piccolo gesto che vale tantissimo”.
L’associazione Famiglia Milele, fondata e guidata da Gessica Vianello Bota, opera da anni nel villaggio di Gede in Kenya, offrendo accoglienza, istruzione e assistenza sanitaria a decine di bambini orfani e famiglie in difficoltà. Durante la visita, Riemma e la sua compagna hanno trascorso una giornata all’interno dell’orfanotrofio, portando non solo sorrisi, ma anche sapori italiani: lo chef ha preparato oltre 150 montanarine napoletane, simbolo di condivisione e convivialità. “Vederli felici, mangiare e cantare insieme a noi è stato il momento più emozionante. È incredibile come il cibo possa diventare un linguaggio universale di amore e speranza”, racconta.
Tornato in Italia, Riemma ha deciso di trasformare questa esperienza in un messaggio di educazione alla solidarietà e di comunicazione sociale. “Non voglio che resti solo un bel ricordo – conclude -. Voglio che serva a far conoscere Famiglia Milele e tante altre associazioni simili, spesso dimenticate. Comunicare queste storie è fondamentale per dare continuità ai progetti umanitari”. Emanuele Riemma invita, dunque, tutti a scoprire e sostenere realtà come Famiglia Milele, il cui nome di riferimento in è Famiglia Sempre Onlus, e a utilizzare il 5×1000 o altri strumenti a disposizione, per supportare chi lavora ogni giorno per garantire un futuro migliore ai meno fortunati.



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