Il linguaggio del vino e le nuove forme di comunicazione nel convegno promosso da Associazione Italiana Sommelier – AIS Italia

Cosa succede quando un filosofo, un enologo, una blogger e un sommelier si siedono insieme per discutere di comunicazione e linguaggio del vino nell’era moderna? Ne scaturisce un confronto ricco di spunti dove il focus si concentra sul grado di attrazione che il vino è capace di esercitare, in base alle modalità di comunicazione e al pubblico al quale ci  rivolgiamo.

È stato questo il tema del convegno promosso da AIS, Associazione Italiana Sommelier, in collaborazione con AIS Campania al De Bonart Naples Hotel, che ha visto intervenire Sandro Camilli, Presidente AIS Italia, Nicola Perullo, Professore ordinario di Estetica all’Università di Pollenzo, Roberto Cipresso, enologo, Giulia Sattin, blogger, Cristiano Cini, Comitato Esecutivo Didattica AIS, moderati dal giornalista Luciano Pignataro, davanti ad una nutrita platea di giornalisti, comunicatori, sommelier e appassionati di vino.

Due round per un dibattito che ha coinvolto relatori e pubblico, in cui le suggestioni emerse riguardavano le modalità di coinvolgimento dei cosiddetti millenial nel racconto vino, ma anche il re-engagment di altre fasce d’età, in una fase cruciale che vede il comparto sotto scacco. Basti pensare al crescente interesse per le bevande dealcolate, all’attenzione sempre più forte verso stili di vita salutisti, all’ondata di ritrazione dei consumi di vino anche a seguito delle nuove norme di legge in vigore.

Parola chiave e filo conduttore di tutti gli interventi è esperienza: come modalità di fruizione della bevanda vino, che può avvenire attraverso linguaggi e forme di comunicazione diverse, come la musica e l’arte ad esempio.

Concordano Nicola Perullo e Roberto Cipresso, ponendo entrambi l’accento sul concetto di gusto e di variazione di quest’ultimo nel tempo. Il vino è un “artefatto”, e come tale soggetto alle mode e all’esperienze personali e soggettive.

Giulia Scattin parla della rilevante figura dell’Influencer marketing, modulando il suo intervento sul concetto di semplificazione della comunicazione. Semplificazione che non va intesa come banalizzazione, ma come possibilità di fruizione da parte di un pubblico il più ampio possibile.

È indubbio che in questa variabilità di forme di comunicazione, quella legata alla formazione didattica può apparire la più rigida, continua Cristiano Cini, ma in questo senso AIS ha completamente riformato il proprio approccio introducendo il concetto di soggettività basato sull’oggettività di un linguaggio (la nuova scheda di degustazione) in grado di codificare l’esperienza personale del relatore o del degustatore.

Non bisogna infine dimenticare che il vino è prima di tutto espressione di territori e valori umani: se condiviso in questa prospettiva, spogliato di ogni forma di autoreferenzialità,  può offrire emozioni ed esperienze diverse con il medesimo grado di soddisfazione.

E a questo proposito appaiono calzanti le parole del compianto Giampaolo Gravina, citate ad apertura di Convegno dal Presidente nazionale AIS Sandro Camilli: <<Quella lingua che assaggia e degusta è infatti la stessa lingua che parla e comunica, evidenziando nell’atto del gustare una vocazione genuinamente linguistica in virtù della quale le questioni di palato si risolvono continuamente in questioni di parlato. Ora però nel parlare di vino, la sete generica di storia si va facendo sempre più forte della sete di lingua, o meglio di storia con una bella lingua. E così le parole del vino, già troppo spesso confinate in un gergo autoreferenziale poco comprensibile ai più, perdono simultaneamente eloquenza e originalità. Rinunciano cioè a quella capacità di persuasione, stimolata dal tentativo di riformulare personalità ed energia del vino, così necessarie a comunicarne la qualità dei sapori, a condividere la temperatura emotiva e, allo stesso tempo, sacrificano l’originalità del gusto in nome di una tipicità banalizzante>>.

Immagine di Ombretta Ferretto

Ombretta Ferretto

Degustatore AIS, ha lavorato 14 anni nella logistica internazionale del vino. Attualmente si occupa di ospitalità e di produzione miele e olio EVO, oltre ad essere portavoce Slowfood dei produttori Noce della Penisola Sorrentina

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