I Vini Bianchi secondo Falstaff in festa a Roma

Il 23 giugno il Grand Hotel Plaza su Via del Corso ha ospitato il debutto romano del Falstaff White Wine Party, primo appuntamento italiano di un calendario che nei prossimi mesi toccherà diverse città da nord a sud del Paese. Simon Staffler e Othmar Kiem — team di Falstaff Italia, magazine di wine, food & travel lifestyle con solida presenza in Austria, Germania e Svizzera — hanno scelto la Capitale per lanciare un format che funziona perché è diretto: tasting, convivialità e intrattenimento in un’unica soluzione, accessibile ai navigati WineLovers come ai neofiti.

Dalle 14:30 alle 22:00, il Salone delle Feste del Plaza ha accolto 54 aziende vitivinicole da quattordici regioni — dall’Alto Adige alla Sicilia — offrendo al pubblico romano una panoramica trasversale dei bianchi italiani. Tra i produttori presenti, nomi come Abbazia di Novacella, Cantina Terlano, Cantina Tramin, Elena Walch, Inama, Livio Felluga, Querciabella, Pio Cesare, Grattamacco, Tasca d’Almerita e Fontanafredda, a rappresentare identità e approcci produttivi differenti. Notevoli i vini offerti in degustazione anche da produttori emergenti come i sicilianissimi Spadafora, i marchigiani Le Cime Basse, i toscani bolgheresi Colle Massari: a questi abbiamo dato particolare spazio nelle note degustative.

Il programma includeva tre masterclass gratuite nella Sala Giardino d’Inverno. Alle 15:00 il Consorzio Vini di Romagna ha aperto con Albana, l’underdog da scoprire. Alle 16:30 Inama ha condotto una verticale de I Palchi per Super-Soave, il grande bianco veneto. Ha chiuso alle 18:00 La longevità del Gewürztraminer, con Stephan Filippi di Cantina Bozen e Willi Stürz di Cantina Tramin per la prima volta insieme sullo stesso palco.

La serata si è conclusa con dj set e dress code ispirato alle tonalità del bianco — dettaglio coerente con il concept, non decorativo ma di un’eleganza stand-alone, ispirata dal piacere di stare assieme e celebrare la bellezza dei bianchi italiani che si fanno ormai strada nel mondo come, e ora forse spesso di più, i più affermati rossi italiani.

Pio Cesare, Timorasso Riserva 2023, Colli Tortonesi DOC.

Una splendida sorpresa da una cantina tra le più riconosciute per la storia scritta con i loro Barolo e Barbaresco. Un esperimento fuori dalle Langhe e nel cuore dei Colli Tortonesi, per affermare un bianco piemontese ormai protagonista, elaborandolo nel loro stile tipico con bella struttura, profondità del gusto e spiccato contrasto tra acidità e mineralità. Pensato per dare belle e piene sensazioni al palato, di mela e pera e albicocca, realizza l’obiettivo di avere rilevante longevità per un bianco complesso grazie alle armonie da cemento e legno. Promette evoluzione nel tempo evidenziando i sentori di pietra focaia e di idrocarburi. Una scommessa già vinta.

Elena Walch, Gewürtztraminer Vigna Kastelaz 2023, Alto Adige DOC

Nella selezione proposta a Falstaff di questa celeberrima cantina, troviamo un eccellente ed originale Pinot Bianco e un Sauvignon Blanc celebre come Castel Ringberg, ma è il loro Traminer aromatico a sparigliare la degustazione: un’insurrezione al naso di erbe aromatiche, rosa canina e agrumi, aprono a un palato ampio e appagante, elegante e tuttavia compassato per equilibrio, dal suadente corredo minerale quasi salino. Puro design enoico.

Le Cime Basse “Balzani”, 2022, Verdicchio Di Matelica Classico DOC.

Di Matelica si sa, il Verdicchio è speciale per intensità e ricchezza minerale. Alla piacevole e lunga freschezza si aggiungono note olfattive e gustative di mele verdi, fiori di limone, gardenie e gelsomino. Bello e intenso, l’araldo della casa di Giovanni Lippera. Colpisce nel segno.

Grattamacco Vermentino 2024, Bolgheri DOC

È sempre emozionante la riscoperta delle creazioni di casa Meletti Cavallari. La loro tenuta è come un luogo dei miracoli a Bolgheri e il loro Vermentino bolgherese è l’antesignano del genere nell’areale. 

Parte in legno, parte in acciaio, il lavoro in cantina è quasi alchemico. Ginestra e limoni costieri nel suo bouquet, con spezie e note salmastre a distinguere un vino integralmente bio e lunghissimo al sapore salino.

Esemplare e tipico, più di così?

ColleMassari “Melacce” Vermentino 2025, Maremma Toscana DOC

Una bella novità, dalla personalità scontrosa e piacevole della Maremma: il Melacce è un Vermentino  che alterna onde floreali a risacche minerali avvolte nelle note agrumate tipiche. Molto gastronomico.

Dei Principi di Spadafora Catarratto Bio 2025, Terre di Sicilia IGP

Un’espressione smaccatamente biologica di un vitigno tra i più identitari della Sicilia, il Catarratto Lucido. Fresco e salino, fruttato con intensità di pesca pera e mela rossa, l’immancabile nota agrumata di zagara e una cornice di erbe di collina a conferire un piccolo accento amarognolo. Bello e accessibile, amplissima gastronomia, dimostra che anche la nuova generazione con Enrica Spadafora può affermare i gusti e la tipicità dei vini di una casa vinicola davvero antichissima, storica. Tocca farne scorta.

Immagine di Adriano Romano

Adriano Romano

Adriano Romano, Sommelier FIS/WSA e Master PoliMi, editor di pubblicazioni in USA e Italia sull’arte e sul commercio dei vini italiani. In costante oscillazione tra i due continenti dell’Occidente, vive in prima persona e racconta le storie dei territori e dei produttori che animano la comunità internazionale degli enofili contemporanei.

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