Etna’s Wine Women – Le figlie del vulcano: l’anima femminile dell’Etna nel racconto del vino

C’è un luogo dove la terra respira fuoco e la pietra si fa fertile custode di vita. È l’Etna, gigante imponente che da millenni accompagna l’uomo – e soprattutto la donna – in un dialogo intimo con la natura. C’è un filo rosso che lega il fuoco dell’Etna e la passione delle donne che lo abitano: la viticoltura. A questo legame è dedicato “Etna’s Wine Women – Le figlie del vulcano”, il nuovo short film prodotto da Italy Wine TV, che ha conquistato la Menzione d’Onore al Wine Spectator Video Contest 2025, prestigiosa competizione internazionale promossa dalla rivista americana di riferimento nel mondo del vino

Anche se non presente tra i vincitori ufficiali del contest, la Menzione d’Onore vuole essere un riconoscimento al racconto di un’identità che si costruisce ogni giorno tra vigneti scavati nella roccia e paesaggi scolpiti dal fuoco. È la conferma che il lavoro delle donne dell’Etna, intreccio di tradizione, innovazione e resilienza, ha ormai assunto un respiro universale, capace di emozionare e parlare al mondo intero.

Il vulcano e le sue figlie

Il film, diretto da Vladimir Di Prima e Alfio Vecchio di FilmKam Catania, si muove come una carezza intensa e vigorosa tra i vigneti terrazzati, le colate laviche e i panorami mozzafiato che fanno dell’Etna un unicum mondiale. Al centro della narrazione ci sono le donne: protagoniste pacate e instancabili, capaci di trasformare il paesaggio in racconto, la roccia in vigna, il fuoco in vita.

Il titolo stesso – Le figlie del vulcano – diventa un manifesto. Le donne dell’Etna non sono semplici interpreti di un lavoro agricolo, ma eredi di un’eredità ancestrale. Portano dentro di sé la memoria della lava, il fuoco della passione, insieme alla visione di un futuro che parla di sostenibilità, di ospitalità e di eccellenza. In loro si specchia l’anima del vulcano: energia che si trasforma in vita, potente, imprevedibile, fertile e generosa.

Un mosaico di volti e storie – Tradizione e innovazione al femminile

Non è un caso che siano proprio le donne a incarnare questa narrazione. Sull’Etna, il lavoro femminile nelle vigne è una tradizione antichissima: da secoli le donne affiancano e spesso guidano le famiglie nella coltivazione, nella raccolta, nell’accoglienza. Oggi, questa eredità si rinnova con nuove competenze: studi enologici, esperienze di export, percorsi di marketing e comunicazione del vino. L’antico sapere si fonde con la modernità, e il risultato è un modello virtuoso che fa scuola ben oltre i confini dell’isola.

Il documentario mette in luce un coro di voci, ognuna con il suo timbro e la sua forza, me che risplendono intensamente della stessa luce. Ci sono Gina Russo, presidente della Strada del Vino e dei Sapori dell’Etna e volto di Cantine Russo, e Manuela Seminara delle Tenute Ballasanti. Ci sono giovani imprenditrici come Irene Badalà, agronome e professioniste come Aurora Ursino, e figure di spicco come Maria Carella, premiata come Enologa dell’anno 2024. E ancora: Marika Mannino, direttrice della Strada del Vino e dei Sapori dell’Etna, Maria Gambino ed Elisa Vasta di Vini Gambino, fino a Federica Milazzo, miglior sommelier di Sicilia 2022.

Sono donne diverse, ma unite da un medesimo orizzonte: custodire e far crescere la viticoltura etnea, ognuna con la propria sensibilità e la propria storia. La loro voce corale non è solo testimonianza, ma atto di resistenza culturale: dimostrazione che il futuro del vino dell’Etna si costruisce a più mani, e sempre più spesso, a mani femminili.

L’anima del racconto

“Etna’s Wine Women – Le figlie del vulcano” è un inno alla resilienza, alla creatività e alla capacità delle donne di custodire la memoria trasformandola in futuro. È la prova che dietro ogni calice di Etna DOC non c’è solo la potenza di un terroir irripetibile, ma la voce di donne che sanno raccontarlo al mondo con autenticità.

Le figlie del vulcano non sono soltanto produttrici o professioniste del vino: sono narratrici di un’identità che non smette mai di rigenerarsi. Nel loro lavoro quotidiano si intrecciano la grazia e la forza, la delicatezza del gesto e la tenacia della visione. Così, come la lava che si fa roccia e la roccia che si fa vigna, anche le donne dell’Etna trasformano ogni giorno la fatica in bellezza, la tradizione in innovazione, la terra in futuro.

Il riconoscimento internazionale

La giuria del Wine Spectator Video Contest ha voluto sottolineare la qualità del filmato, la forza del suo storytelling e l’originalità della visione. Pur non salendo sul podio ufficiale, “Etna’s Wine Women” ha conquistato una Menzione d’Onore, segnale inequivocabile dell’apprezzamento ricevuto a livello internazionale. È un risultato che porta il vino dell’Etna e le sue interpreti femminili in primo piano sulla scena mondiale, aprendo nuove prospettive di racconto e valorizzazione per l’intero territorio.

Un invito a scoprire l’Etna

Prodotto da Massimo Gavello e Rodolfo Carrara per Italy Wine TV in collaborazione con il Consorzio Tutela Vini Etna DOC, il filmato è disponibile online dal 1° ottobre 2025 sul sito www.etnaswinewomen.com. Non è soltanto un’opera audiovisiva, ma un invito a conoscere il vulcano in tutte le sue sfumature: i paesaggi scolpiti dal tempo, i sapori autentici dei vini, l’umanità straordinaria di chi lo abita. L’Etna, con la sua forza dirompente e la sua unicità, diventa così simbolo di un racconto più ampio che parla di territori, identità e passione.

Un racconto al femminile che restituisce dignità e visibilità a un lavoro spesso silenzioso, ma fondamentale.

Immagine di Augusta Boes

Augusta Boes

Sommelier esperta e appassionata, degustatrice seriale da sempre, scrittrice per caso! Ho aperto i miei canali social nel 2019 come sfogo creativo personale per esprimere il mio amore per tutto ciò che riguarda il mondo del vino. Instancabile visitatrice di cantine, amo scoprire e raccontare le storie oltre il calice: storie di forza, tenacia, impegno, ricerca e sperimentazione. Ogni produttore con il suo stile e la sua personalità, ma tutti accomunati dal rispetto per la Natura, per il territorio, e per il consumatore. Moderni artigiani di una tradizione secolare, uomini e donne d’altri tempi ma sempre proiettati nel futuro.

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