Lunedì 23 giugno 2025, fra le colline tufacee di Guardia Sanframondi, la storica cooperativa La Guardiense ha aperto le porte della cantina di via Santa Lucia per «Il Sannio si presenta: i vini de La Guardiense in anteprima». Un tasting che ha messo in luce la riscossa dei bianchi sanniti – Falanghina in primis – e che, come ci ha ricordato il presidente Domizio Pigna, cade nel sessantacinquesimo anniversario della fondazione (8 marzo 1960) di quella che oggi conta 1000 soci viticoltori e 1500 ettari di vigne, di cui ben 400 dedicati alla linea Janare.

Presente l’enologo di fama internazionale Riccardo Cotarella, affiancato dal giornalista Luciano Pignataro. «Grandi vini, se non comunicati, contano poco» esordisce Cotarella, ricordando i suoi primi sopralluoghi campani nel 1980 e l’attuale “matrimonio perfetto” fra Falanghina e clima, divenuto ancor più felice, per assurdo, con il riscaldamento globale. Pignataro rilancia scherzando sui vini dealcolati (“stay tuned!”) e lancia la provocazione: «I bianchi del Sannio sono alleati del tempo: guadagnano aromi, spina acida e valore gastronomico».

Degustazione in anteprima: verticalità e longevità a confronto
Senete Falanghina del Sannio DOC 2024
Vitigno : 100 % Falanghina, Affinamento : solo acciaio
Fiori bianchi, mela verde e un twist agrumato da pompelmo dominano il naso; in bocca il sorso è croccante, quasi “masticabile”, con polpa succosa e finale amarognolo tipico dei terreni vulcanici. Perfetta sia come aperitivo sia come vino a tutto pasto.

Biancolume Falanghina del Sannio DOC 2022
Vitigno: Falanghina, Affinamento: Acciaio con un 15 % passaggio in barrique
Leggere note di pasticceria, balsamico e fumé annunciano un sorso fresco e salino. In bocca si ritrova la corrispondnza del naso. La vena minerale è più incisiva di Greco o Fiano; Cotarella la definisce «verticalità da paura», prefigurandone un lungo futuro in bottiglia.
Senete Falanghina del Sannio DOC 2016
Vitigno: Falanghina, Affinamento: solo acciaio, 9 anni d’evoluzione
Colore oro brillante, profumi di idrocarburi, cenere e erbe secche. Al palato è caldo e morbido ma sorretto da freschezza e sale: un progetto ch enon prevedeva una lunga vita, e quindi l’ennesima prova che la Falanghina non ha limiti d’invecchiamento. Molto interessante.

Colle di Tilio Sannio DOC Fiano 2024
Vitigno: 100 % Fiano, Affinamento: acciaio
Paglierino, al naso è intenso, macchia mediterranea, mela verde e cedro. Il sorso sorprende per potenza e sapidità, rispetto ad un naso gentile. Questo Fiano ha un piacevole finale amarognolo che ripulisce il palato.
Colle di Tilio Sannio DOC Fiano 2016
Vitigno: Fiano, Affinamento: acciaio, 9 anni
Giallo oro, lucente, al naso idrocarburi, pasticceria, lievitati e note fumé. Coerenza naso–bocca impeccabile, grande verticalità, guizzante: un vero campione di longevità.

Pietralata Sannio DOC Greco 2024
Vitigno: 100 % Greco, Affinamento: acciaio
Paglierino, naso minerale e nota fruttata. In bocca è agrumato (arancia bionda) e di grande verticalità, al sorso si fa preferire al naso, con una bella sapidità che invita ad un nuovo sorso.
Pietralata Sannio DOC Greco 2019
Vitigno: Greco, Affinamento: acciaio, 6 anni
Tonalità giallo oro, bouquet di idrocarburi e pietra focaia. Si può parlare quasi di tannino “bianco” che regala una sensazione quasi da rosso, mentre freschezza e sapidità spingono a tavola su piatti ricchi.
Verticale a tre voci: Senete 2016 – Fiano 2016 – Greco 2019
Assaggiati fianco a fianco con Cotarella, i tre vini raccontano un territorio dal fil rouge di sapidità, finale amaro e riconoscibilità vulcanica. Il Senete 2016 appare oggi più dinamico, il Fiano 2016 è l’“espressione più pura”, il Greco 2019 esplode in freschezza e sale.

Orgoglio cooperativo, sguardo al futuro
Con 200 mila quintali di uva vinificata e la capacità di “fare i dettagli”, La Guardiense dimostra che la grande scala non è nemica della qualità. Cotarella lo ribadisce ringraziando i soci: «Il Sannio ha territorio, futuro e persone». Dalla serata emerge una certezza: la “riscossa dei bianchi” è cominciata e passa proprio per Falanghina, e anche Fiano e Greco, capaci di coniugare aromi moderni, versatilità gastronomica e una longevità che, calice alla mano, lascia a bocca aperta.



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