Brisighella in Bianco: l’Albana di Romagna tra Genius Loci e Futuro

“Questo passa il convento”, è ironicamente il titolo per la terza edizione di Brisighella in Bianco III Brix Genius Loci dello scorso 30 settembre 2025, presso l’Istituto Emiliani di Fognano. Un convento di suore molto ospitali che mantengono una struttura immensa che divenuta vera istituzione. L’evento in soli tre anni è diventato un punto di riferimento per chi cerca nell’Albana di Romagna non solo un vitigno storico, ma l’espressione autentica di un territorio ancora da scoprire.

Organizzato dall’associazione Brisighella “Anima dei Tre Colli”, guidata da Cesare Gallegati, l’appuntamento ha visto la partecipazione straordinaria di Federica Randazzo e Armando Castagno, due voci autorevoli del panorama enologico italiano.

L’anima dell’Albana

Il nome Albana deriva dal latino “albus” (bianco), ma i riflessi dorati e ambrati dei suoi acini raccontano già una ricchezza cromatica e sensoriale. Vitigno vigoroso, con grappoli cilindrici e acini dalla buccia sottile e pruinosa, l’Albana ha scritto pagine importanti della storia enologica italiana, essendo stata la prima DOCG d’Italia.

La Romagna collinare, e in particolare Brisighella, offre condizioni ideali: i suoli della vena del gesso romagnola (patrimonio UNESCO), le escursioni termiche e le tre anime geologiche dei Tre Colli terre calcaree, gessi e marne arenacee regalano vini dal timbro inconfondibile, capaci di unire mineralità, freschezza ed eleganza.

Il Progetto Brix: rigore e identità

Il termine Brix, radice celtica di Brisighella (scosceso), è anche un riferimento tecnico alla misura degli zuccheri del mosto. L’associazione ha scelto di adottarlo come marchio distintivo di un progetto che punta sulla qualità assoluta:

  • 100% Albana di Brisighella
  • rese contenute
  • vinificazione e affinamento in legno
  • valorizzazione delle differenze tra le tre sottozone

Un percorso che mira a restituire longevità e complessità all’Albana, consolidando un’identità moderna e riconoscibile.

La degustazione dei Brix 2023

Guidata da Federica Randazzo, la prima parte della giornata ha presentato sette interpretazioni dell’annata 2023, difficile dal punto di vista climatico ma sorprendente per espressività, è a cura del mio collega Matteo Paganelli, grande esperto e veterano del territorio dell’Emilia-Romagna.

Nonostante la vendemmia esigua del 2023, i campioni hanno dimostrato una straordinaria eleganza e varietà di espressione, preludio di una denominazione sempre più matura.

La masterclass di Armando Castagno

Il pomeriggio ha visto protagonista Armando Castagno, che ha guidato i presenti in una masterclass comparativa con tre batterie di degustazione alla cieca, il cui tema era: Eleganza, Intensità, Ricchezza, inserendo accanto alle Albana Brix anche vini “intrusi” francesi. Non vini qualsiasi, ma grandi espressioni da Bandol, Bordeaux e Corsica, proprio a sottolineare a grande complessità ed eleganza dei vini di Brisighella. Una degustazione che ha entusiasmato e divertito i partecipanti, che si sono cimentati in pronostici su quale dei tre in degustazione fosse l’intruso.

La scelta di confronto ha sottolineato l’identità del vitigno romagnolo: non onnipotente, come ha ricordato Castagno, ma dotato di un DNA preciso, fatto per la qualità e non per la quantità. La coralità del progetto associativo, in un territorio tradizionalmente individualista, rappresenta già una piccola rivoluzione culturale.

Prima Batteria – Eleganza (BLU)

  1. Tarrabusi Marcello – Brix 2023
    Vino fresco, caratterizzato da una lieve nota volatile che dona vivacità. Profilo agrumato e piacevolmente sapido, con una chiusura tesa e lineare.
  2. Domaine Tempier – Bandol Blanc 2023
    Grande espressione di sapidità, con aromi di frutto bianco e delicati fiori dolci. Un bianco dalla struttura raffinata ed equilibrata.
  3. Podere la Berta – Romagna Albana Brix 2023
    Mostra un corpo più pieno e una tessitura compatta. La spiccata sapidità è sostenuta da una sensazione di solidità e profondità.

Seconda Batteria – Intensità (VERDE)

  1. Poggio della Dogana – Romagna Albana Farfarello Brix 2023
    Stile austero, dal corpo deciso e lunga persistenza. L’ingresso acido è ben integrato da un estratto importante che conferisce intensità e spessore.
  2. Château Lagrange – Les Arums de Lagrange 2021
    Bianco di grande eleganza, con profumi intensi e una trama fine che unisce potenza e raffinatezza.
  3. Vigne dei Boschi – MonteRè Brix 2023
    Profumi intensi di ginestra e un accenno volatile che dona complessità, accompagnati da fresche note di basilico.

Terza Batteria – Ricchezza (ROSSO)

  1. Gallegati – Corallo Oro Brix 2023
    Naso ampio ed elegante. Al palato esprime freschezza e sapidità, con frutta matura, ricchezza aromatica e un finale caldo e intenso.
  2. Clos Canarelli – Blanc 2023
    Profumi esotici di ananas e note di salvia. In bocca è morbido, ricco e salino, con un finale leggermente amaricante che ne amplifica la complessità.
  3. Fondo San Giuseppe – Romagna Albana Fiorile Brix 2023
    Profumi dolci, con ricordi di botrite e accenti salmastri. Sorso vibrante, caratterizzato da un’acidità sferzante che dona energia e verticalità.

Uno sguardo al futuro

Il Presidente della Associazione Anima dei Tre Colli Cesare Gallegati, ha dichiarato che l’annata 2024, già in parte in bottiglia, promette risultati sorprendenti. Federica Randazzo ha evidenziato le grandi prospettive della denominazione, mentre l’associazione continua a crescere, contando oggi 19 produttori divisi tra i Tre Colli.

La chiusura, affidata al ricordo di Giampaolo Gravina, critico profondamente legato a Brisighella, e alle parole di Giorgio Salmi, autore di Albana amore mio, ha confermato che l’Albana non è solo un vino, ma un atto d’amore per un territorio.

Brisighella in Bianco ha dimostrato che l’Albana, prima DOCG d’Italia, può essere oggi un simbolo di rinascita e modernità. Nei calici Brix 2023 si è letta la fatica di un’annata difficile ma anche la forza di un vitigno che, tra gessi, marne e calcare, sa farsi portavoce del Genius Loci romagnolo. Un vino che non chiede tutto, ma che dà moltissimo a chi sa ascoltarlo.

Immagine di Alberto Chiarenza

Alberto Chiarenza

Romano di nascita e cresciuto in un paese distante, il Sud Africa. Un posto dove convivono molte etnie e religioni. un pot-pourri multietnico che apre la mente a nuove esperienze e conoscenze. Amo l’eleganza e le buone maniere, viaggiare e scoprire continuamente nuove realtà enogastronomiche. Critico enogastronomico, ho iniziato dal corso Sommelier fino a specializzarmi come Assaggiatore Esperto e Consigliere ONAV Roma di cui sono l’addetto alla comunicazione. Ho un blog personale e un sito internet come “Alberto Winelover”. Viva il vino e viva la vita…Cheers!

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