Vogliamo aprire il nostro resoconto sulla Fiera enologica più importante d’Italia con le parole del direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani: “Si è chiuso il Vinitaly che volevamo, e non era nulla scontato. Abbiamo dato un primo riscontro dopo una lunga attività di ascolto e condivisione con le aziende del settore, e dato vita a un piano che troverà, progressivamente, pieno regime entro il prossimo biennio. Segnare il record di incidenza di buyer esteri in un anno così difficile sul piano congiunturale e geopolitico è tutt’altro che banale ed evidenzia tutta la determinazione di Veronafiere nel perseguire i propri obiettivi”.
Parole perfette per descrivere la delicata fase di rinascita di un intero movimento che ha visto due anni di stop forzato: non era esattamente come spegnere ed accendere la luce con un interruttore.Tra le incertezze mondiali sul futuro del commercio, è stato l’anno del testa a testa tra Stati Uniti e Germania. La spuntano i primi che confermano la leadership nella classifica delle nazioni presenti. Terzo rimane il Regno Unito, mentre il Canada subentra alla Cina nella quarta posizione, davanti alla Francia. Seguono Svizzera, Belgio, Olanda, Repubblica Ceca e Danimarca. Bene, nel complesso, le presenze dal continente europeo, che hanno rappresentato oltre due terzi del totale degli esteri. Ottime anche le performance di Francia, Svizzera, Belgio e Olanda che vedono aumentare il numero degli operatori rispetto alle passate edizioni.
Si consolidano inoltre le presenze dei Paesi del Nord e dell’Est, con in evidenza Finlandia, Danimarca, Repubblica Ceca, Slovenia e Romania. In ambito extraeuropeo, tengono Paesi come Singapore, Corea del Sud, Vietnam; in crescita l’India. Moderatamente soddisfatte le aziende partecipanti, che hanno potuto presentare le nuove annate (e qualche etichetta storica), acquisendo clientela senza lo stress “dell’iperaffollamento” agli stand. Nelle nostre interviste, come potrete osservare, prevale sempre il sorriso degli operatori nel raccontare in primis le loro emozioni. Un ottimo biglietto da visita per il futuro del Vinitaly e del settore.



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