Altemasi Week, quando le bollicine di montagna incontrano il Golfo di Napoli: il racconto dal San Pietro Bistrot di Torre del Greco

Da una parte il Trentino, con le sue altitudini, le escursioni termiche e una cultura spumantistica che affida al tempo una parte essenziale della propria espressione; dall’altra il Golfo di Napoli, dove la cucina di mare è memoria, quotidianità e ricerca. Due paesaggi apparentemente lontani, uniti dalla possibilità di raccontarsi attraverso il vino e il cibo.

È quanto accaduto con Altemasi Week, l’iniziativa dedicata agli spumanti Trentodoc che, dal 12 al 18 ottobre, ha portato le bollicine di montagna tra Napoli e la sua provincia, coinvolgendo ristoranti, bistrot ed enoteche in un programma di degustazioni e abbinamenti gastronomici.

Altemasi, una firma di riferimento del Trentodoc appartenente al gruppo Cavit, realtà cooperativa che riunisce undici cantine sociali trentine e oltre 5.250 viticoltori. Il suo nome richiama i masi più alti, evocando fin dall’origine il legame con il territorio montano. È proprio nelle colline più vocate del Trentino che prende forma una linea di spumanti Metodo Classico la cui identità si costruisce attraverso la selezione delle uve, la cura enologica e il tempo necessario all’affinamento.

L’identità autentica della montagna

Per comprendere lo stile Altemasi occorre partire dal paesaggio. I vigneti destinati alla produzione si trovano nelle aree più vocate del Trentino, tra le colline di Trento, la Valle dei Laghi e l’Altopiano di Brentonico, a quote che possono raggiungere i 750 metri sul livello del mare.

Qui le importanti escursioni termiche tra il giorno e la notte contribuiscono a preservare l’acidità delle uve e a svilupparne il patrimonio aromatico, caratteristiche fondamentali per ottenere spumanti capaci di coniugare freschezza, complessità ed eleganza. È una viticoltura che richiede attenzione e precisione, nella quale il territorio non rappresenta semplicemente una provenienza geografica, ma parte integrante dello stile del vino.

La produzione segue il Metodo Classico, con la rifermentazione in bottiglia e una permanenza sui lieviti che contribuisce alla definizione della struttura e del profilo aromatico. Il tempo diventa così un elemento distintivo: accompagna l’evoluzione del vino, ne arricchisce la complessità e favorisce l’integrazione delle diverse componenti.

La gamma Altemasi comprende interpretazioni differenti del Trentodoc, dal Millesimato al Rosé, dal Blanc de Noirs al Pas Dosé, fino alla Riserva Graal, etichetta di punta della linea. Una varietà che permette di esplorare differenti espressioni del Metodo Classico trentino, mantenendo come filo conduttore la ricerca dell’equilibrio.

Il Millesimato Trentodoc 2022 nasce da uve Chardonnay in purezza selezionate nei vigneti collinari più vocati. Il profilo punta sulla freschezza, sulla finezza aromatica e su una struttura capace di sostenere anche il confronto con la cucina. Il perlage fine e persistente accompagna profumi fruttati, nei quali emergono note di pesca e delicate sfumature di lievito; al palato, sapidità e freschezza ne definiscono il carattere.

Di diversa profondità è la Riserva Graal Trentodoc 2018, ottenuta da un assemblaggio di Chardonnay e Pinot Nero, rispettivamente nella misura del 70% e del 30%. La lunga permanenza sui lieviti, superiore ai settanta mesi per questa annata secondo la scheda ufficiale del produttore, contribuisce a costruire un profilo più complesso e articolato. Le note di mela rossa e crosta di pane si intrecciano con sfumature speziate e leggermente vanigliate, mentre il sorso si distingue per equilibrio, sapidità e persistenza.

Due etichette diverse per espressione e maturità, entrambe capaci di raccontare la vocazione di Altemasi per lo spumante di montagna che incontra la profondità del Metodo Classico.

Tra Napoli e provincia

Altemasi Week ha coinvolto una rete di indirizzi selezionati tra capoluogo e territorio circostante, proponendo esperienze che spaziavano dalla mescita al calice agli appuntamenti gastronomici dedicati.

A Napoli, Barril, Ristorante Crudore, Ristorante Riserva Rooftop ed Enoteca Partenopea hanno partecipato all’iniziativa, contribuendo a portare il Trentodoc in contesti differenti, dall’aperitivo alla ristorazione.

Il percorso si è esteso ai Campi Flegrei, con realtà come Skyline Mediterraneo, Turiello e Fattoria del Campiglione a Pozzuoli, Riccio Restaurant Baia Porto a Bacoli e Baya Restaurant a Monte di Procida, fino a raggiungere Procida con La Locanda del Postino. Nell’area vesuviana, Pompei ha preso parte al progetto con indirizzi come The Roof @Habita 79 Pompeii, La Bettola del Gusto e Garum Pompei.

A Torre del Greco, il dialogo tra le bollicine trentine e la cucina marinara ha trovato spazio al San Pietro Bistrot del Mare e alla Taverna ’e Mare. Altri locali ed enoteche hanno aderito tra Volla, Crispano, Castellammare di Stabia, Piano di Sorrento, Vico Equense, Ottaviano e Forio d’Ischia, delineando una mappa gastronomica ampia e articolata.

Tra gli appuntamenti speciali, la cena incentrata sulle eccellenze di mare e ospitata il 15 ottobre da Skyline Mediterraneo a Pozzuoli e l’aperitivo del 18 ottobre all’Antica Pescheria da Poreo di Crispano hanno affiancato le proposte al calice diffuse nei locali aderenti.

San Pietro Bistrot del Mare

In via Calastro 14, a Torre del Greco, il San Pietro Bistrot del Mare ha costruito la propria identità intorno alla materia prima ittica e a una cucina che mette in relazione il pescato con la ricerca gastronomica contemporanea. La freschezza del prodotto e la capacità di interpretarlo senza appesantirne il carattere rappresentano due riferimenti essenziali della proposta.

Guidato dal patron Mariano Panariello, il ristorante affida la cucina all’executive chef Domenico Bianco, il cui lavoro coniuga sensibilità per la tradizione marinara e attenzione alle tecniche di preparazione. In occasione di Altemasi Week, una degustazione nella quale il vino non ha avuto il semplice ruolo di accompagnamento, ma è diventato parte di un dialogo più ampio tra materia prima, tecnica e ospitalità.

A guidare il percorso enologico è stato il sommelier Riccardo Mennella. La bottiglia scelta come protagonista della cena è stata Altemasi Trentodoc Millesimato 2022, Metodo Classico Brut, affiancata da un abbinamento speciale: la Riserva Graal 2018, proposta con una creazione dello Chef.

La distinzione tra le due etichette ha permesso di esplorare registri differenti. Da un lato, la freschezza e la vivacità del Millesimato 2022, adatte ad accompagnare una successione di preparazioni marine; dall’altro, la maggiore complessità della Riserva Graal 2018, scelta per confrontarsi con un piatto dalla struttura aromatica più intensa.

Il Millesimato 2022 accompagna il pescato

La degustazione è iniziata con un amuse-bouche fritto di ragù di seppia e crema di peperone, nel quale il carattere marino della seppia ha incontrato la morbidezza della componente vegetale. Il tagliolino di seppia ha proseguito il percorso nel segno dell’essenzialità, lasciando spazio alla consistenza e all’identità della materia prima, senza sovraccaricarne il gusto.

Con la tartare di tonno e ricciola, proposta nella sua semplicità, l’attenzione si è concentrata sulla freschezza e sulle sfumature. Il Millesimato 2022, con la sua freschezza e vivacità, ha accompagnato la delicatezza del crudo senza sovrastarne il carattere. Il carpaccio di ventresca di tonno ha introdotto una maggiore morbidezza, legata alla ricchezza di questa parte del pesce, trovando nella componente fresca del Trentodoc un contrappunto capace di mantenere il sorso dinamico ed equilibrato.

Il baccalà fritto con salsa agrodolce e tempura di verdurine ha portato in primo piano il gioco delle consistenze: la croccantezza della frittura si è intrecciata con la sapidità del baccalà, mentre la salsa ha aggiunto una nota agrodolce e le verdure una componente vegetale più delicata. In questo passaggio, il perlage del Millesimato ha accompagnato la componente grassa della frittura, contribuendo a rendere l’assaggio armonioso e a preparare il palato alla portata successiva.

Riserva Graal 2018, l’abbinamento che approfondisce il racconto

Il momento centrale del percorso enologico è arrivato con le linguine al burro affumicato, alici e anguilla, abbinate ad Altemasi Trentodoc Riserva Graal 2018, Metodo Classico Brut. Una scelta mirata, pensata per mettere in relazione la complessità del vino con una preparazione dalle note intense, nella quale la componente avvolgente del burro affumicato si è intrecciata con la sapidità delle alici e il carattere deciso dell’anguilla.

La Riserva Graal 2018, grazie al lungo affinamento sui lieviti e a un profilo aromatico più articolato rispetto al Millesimato 2022, ha offerto un interessante contrappunto alla ricchezza del piatto. Le note evolute, che richiamano la frutta matura e la crosta di pane, insieme alle sfumature speziate, hanno trovato una possibile corrispondenza nell’affumicatura e nella profondità del condimento, mentre freschezza e persistenza hanno contribuito a mantenere l’equilibrio dell’abbinamento.

Questa scelta ha evidenziato la versatilità del Metodo Classico a tavola, dimostrando come le bollicine possano accompagnare anche preparazioni strutturate, oltre i più consueti abbinamenti con antipasti e crudi. La Riserva Graal 2018 ha così rappresentato un passaggio significativo della degustazione, nel quale l’evoluzione del vino ha incontrato una cucina dal carattere deciso.

A concludere il percorso, una Tarte tatin di mele e cannella con gelato alla vaniglia, verso un registro più morbido e avvolgente, completando la successione degli assaggi con profumi familiari e di stagione.

Una degustazione costruita sull’ospite

Al San Pietro Bistrot del Mare, l’ospitalità prende forma in una proposta gastronomica costruita intorno alle aspettative e alle preferenze del cliente, lontana da percorsi rigidi e standardizzati. Cucina e servizio concorrono a un’esperienza personalizzata, nella quale l’ascolto assume un valore fondamentale.

È così che il team si definisce «sarto del gusto»: interpreta le richieste dell’ospite, valorizza il pescato e le materie prime senza rinunciare alla propria identità gastronomica. In questo equilibrio, anche il sommelier svolge un ruolo essenziale, accompagnando la scelta dei vini e suggerendo abbinamenti capaci di esaltare le sfumature dei piatti. Una filosofia che riconosce nella cura del dettaglio e nell’attenzione alla persona due elementi distintivi dell’esperienza a tavola.

È su questa stessa sensibilità che si è innestata la presenza di Altemasi: due espressioni del Trentodoc che, dalle altitudini del Trentino al Golfo di Napoli, hanno trovato nella cucina di mare un interlocutore capace di accoglierne le sfumature. Il Millesimato 2022 e la Riserva Graal 2018 non sono stati soltanto compagni di degustazione, ma interpreti di un’affinità più profonda: quella di chi lavora sulla qualità della materia prima, rispetta i tempi e ricerca l’equilibrio senza forzature. Due percorsi diversi, accomunati dalla convinzione che l’eleganza autentica non abbia bisogno di imporsi, ma sappia farsi riconoscere nei dettagli.

Immagine di Francesca Sepe

Francesca Sepe

Sono laureata in Scienze Turistiche, esperta di inbound marketing e digital strategy. Da sempre affascinata dall’enogastronomia, la considero prima di tutto linguaggio culturale, oltreché esperienza sensoriale. Racconto il cibo attraverso l’assaggio, la scrittura e l’immagine, costruendo narrazioni visive e testuali che partono dallo sguardo e arrivano al palato. Come scrittrice e giornalista pubblicista, mi occupo della comunicazione di eventi culturali, curando contenuti editoriali, attività di storytelling e progetti di valorizzazione dei territori. Amo esplorare archivi storici, borghi e luoghi ai margini delle rotte più note, indagando leggende, artigianato, usanze e tradizioni locali, con un’attenzione particolare agli elementi identitari spesso dimenticati. Il mio approccio unisce ricerca, esperienza diretta e sensibilità narrativa, con l’obiettivo di restituire una visione personale e contemporanea del patrimonio culturale italiano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

ALTRI ARTICOLI DELL’AUTORE