Venezia non è soltanto arte, storia e bellezza senza tempo. Per un fine settimana è diventata anche un punto di incontro internazionale per il mondo del vino. L’edizione 2026 del Venezia Wine Festival, svoltasi il 7 e 8 marzo negli spazi di Forte Marghera, si è da poco conclusa confermando il crescente interesse per una manifestazione giovane che mette al centro il dialogo tra culture enologiche diverse.

L’evento è stato ideato e organizzato da Vanni Berna, imprenditore e promotore di iniziative dedicate al mondo del vino come anche “ bollicine in villa” e della cultura enogastronomica. Da anni impegnato nella creazione di eventi capaci di mettere in relazione produttori, operatori e appassionati, Berna ha costruito il Venezia Wine Festival con l’obiettivo di offrire non soltanto un momento di degustazione, ma anche uno spazio di confronto culturale tra territori vitivinicoli differenti.
Il suo lavoro si concentra in particolare sulla valorizzazione delle eccellenze enologiche internazionali e sulla diffusione di una cultura del vino accessibile ma allo stesso tempo approfondita, capace di coinvolgere sia professionisti del settore sia pubblico curioso e appassionato.
La location si è rivelata ancora una volta particolarmente suggestiva: Forte Marghera, antica fortificazione ottocentesca alle porte della laguna veneziana, oggi trasformata in spazio culturale e luogo di socialità, ha accolto centinaia di visitatori pronti a intraprendere un viaggio attraverso vini provenienti da numerosi Paesi.

Uno degli elementi distintivi del festival è proprio la sua formula: una fiera pensata non solo per gli operatori del settore, ma anche per il grande pubblico. Attraverso i diversi banchi d’assaggio, i visitatori hanno potuto degustare ottimi Champagne, vini di nicchia e nuove etichette emergenti.
Grazie al sistema delle Wine Card, ognuno ha potuto costruire il proprio percorso di degustazione scegliendo il numero di calici e le etichette da provare, rendendo l’esperienza accessibile sia ai neofiti sia ai degustatori più esperti.
Accanto alle degustazioni, uno spazio dedicato alla formazione e all’approfondimento culturale. Il programma ha incluso la masterclass con degustazione guidata, durante le quale il produttore ha raccontato un territorio forse poco conosciuto ai più come quello armeno.
Tra i protagonisti dell’edizione 2026 non sono mancati naturalmente gli Champagne francesi, ma accanto alle celebri bollicine d’Oltralpe hanno trovato spazio anche vini provenienti da Spagna, Germania, Austria, Slovenia e da numerosi Paesi del cosiddetto Nuovo Mondo, come Argentina e Cile. Una panoramica ampia che ha permesso ai visitatori di confrontare stili, vitigni e approcci produttivi molto differenti tra loro.

Non è mancato, naturalmente, il dialogo con la gastronomia. Alcune realtà artigianali italiane hanno affiancato le degustazioni con proposte gastronomiche pensate per valorizzare l’abbinamento tra cibo e vino, elemento fondamentale dell’esperienza enologica. La scelta di Mestre e del Forte Marghera rappresenta inoltre un segnale interessante anche dal punto di vista territoriale. L’evento contribuisce infatti ad ampliare l’offerta culturale dell’area veneziana, portando pubblico e operatori anche fuori dai percorsi più tradizionali del turismo lagunare.
Il bilancio dell’edizione appena conclusa è più che positivo. La partecipazione numerosa e la presenza di produttori provenienti da diversi Paesi dimostrano come il Venezia Wine Festival stia progressivamente costruendo una propria identità nel calendario degli eventi dedicati al vino.
In un contesto in cui il vino è sempre più strumento di racconto culturale oltre che prodotto agricolo, manifestazioni come questa offrono l’occasione per creare connessioni tra territori lontani, stimolare la curiosità del pubblico e favorire nuovi scambi tra operatori del settore. Venezia, da secoli crocevia di popoli e commerci, continua così a svolgere il suo ruolo naturale di ponte tra culture diverse. Questa volta, però, il dialogo passa attraverso un calice di vino.



Venezia Wine Festival 2026: il mondo del vino si incontra a Forte Marghera
Campania, Premio Olio delle Sirene a Sorrento il 10 e 11 aprile 2026, organizzato da EWS European Workshop Sorrento
“Calici e Vini” sul Roof Ambrosia a Roma
La zuppa di cozze “torrese” da Nunù Trattoria Moderna
Campania – Un giorno con il professore Luigi Moio nella sua tenuta Quintodecimo