Verona si è trasformata ancora una volta nella capitale mondiale del vino con Vinitaly 2025, l’appuntamento imperdibile per produttori, buyer, appassionati e operatori del settore. Tra padiglioni gremiti, calici alzati e nuove tendenze da scoprire, l’edizione di quest’anno ha confermato – e forse superato – le aspettative: innovazione, sostenibilità e storytelling si sono intrecciati in un viaggio sensoriale che ha messo al centro il valore culturale e identitario del vino. Un evento che non si limita alla degustazione, ma che racconta territori, visioni e il futuro stesso del comparto vitivinicolo.
Tra le realtà che hanno brillato sotto i riflettori, due aziende seguite dall’Agenzia di Comunicazione Affinamenti si sono distinte: Corte Aura, nel cuore della Franciacorta e Poggio Levante, perla enologica immersa nella Maremma toscana. Ho avuto il privilegio di visitarne gli stand insieme a Marina Ciancaglini, raccogliendo impressioni autentiche e calici memorabili.

Corte Aura – Franciacorta (BS)
Corte Aurea incarna l’eleganza e la precisione dello stile franciacortino, con bollicine che raccontano un territorio di vocazione e di scelte consapevoli. Le etichette proposte a Verona hanno mostrato coerenza, finezza e una ricerca costante dell’equilibrio: ogni bottiglia sembra voler celebrare il tempo, l’attesa, la misura. L’incontro con Federica Massagrande e il figlio Federico Fossati, ha rivelato una visione contemporanea del metodo classico, dove la sostenibilità è parte integrante della filosofia produttiva, senza mai sacrificare l’identità sensoriale.
Altra persona di spicco è Pierangelo Bonomi, decano e tecnico di cantina, entusiasmante e coinvolgente, una persona che trasmette energia positiva. La stessa energia che caratterizza Corte Aura che è rappresentata graficamente da una tartaruga stilizzata creata da Giacomo Bersnetti e rappresenta l’animale ritenuto sacro in molte civiltà.
Così i vini rappresentano un’esperienza sensoriale dove l’energia positiva viene convogliata nelle eleganti bottiglie, che contengono spumanti millesimati che vengono prodotti solamente nelle migliori annate e, come la tartaruga, affinano lentamente e hanno bisogno di tempo per esprimere pienamente il loro potenziale. Eleganza, precisione, identità territoriale.

Una produzione annua di 120.000 bottiglie di cui il 50% viene esportato mediamente in 26 paesi. La scelta iniziale è stata infatti quella di puntare sul mercato estero dove la bolla italiana riscuote molto successo
Note di degustazione:
- Corte Aura Franciacorta DOCG Brut – Un Franciacorta dall’equilibrio classico e dal carattere raffinato: il Corte Aura Brut esprime appieno lo stile del territorio con slancio e precisione, finezza olfattiva con sentori di crosta di pane, agrumi canditi e nocciola; al palato è verticale, cremoso e con una chiusura minerale persistente.
- Satèn Millesimato 2018 – 5 anni di affinamento sui lieviti, Chardonnay in purezza. Al naso delicato e floreale, in bocca si presenta fresco con note di mandorle e frutta bianca fresca e croccante.
- Blau Millesimato 2016 – Extra Brut Blanc de Noir | Franciacorta DOCG. – Nel calice brilla di un colore dorato luminoso, attraversato da un perlage fine e continuo. Al naso è complesso e coinvolgente: si apre con note di frutta a polpa gialla matura, agrumi canditi e fiori secchi, per poi virare verso sfumature di pane tostato, nocciola, spezie dolci e leggere tostature che raccontano il lungo affinamento sui lieviti.

- L’INSE’ Pas Dosé 2015 – è un Franciacorta che colpisce per raffinatezza, profondità ed essenzialità espressiva. Frutto di una vendemmia selezionata e di un lungo affinamento sui lieviti, questo spumante racconta la Franciacorta più autentica e rigorosa. Alla vista si presenta con un colore giallo paglierino intenso, attraversato da un perlage fine e continuo che testimonia la qualità della presa di spuma e la lunga maturazione in bottiglia. emergono note di agrumi canditi, fiori bianchi secchi, mandorla e pietra focaia, con sfumature evolute di crosta di pane, burro fresco e spezie leggere. Una complessità sobria, mai urlata, che invoglia alla beva.
- RARAMÈ 2012 – Franciacorta DOCG Riserva – di rara finezza, capace di esprimere tutto il potenziale evolutivo del metodo classico quando affidato al tempo e alla pazienza. Frutto di una vendemmia eccezionale e di una lunga permanenza sui lieviti, si presenta come un grande vino da meditazione, ma anche come compagno ideale per una tavola di alto profilo. giallo oro brillante, solcato da un perlage finissimo e persistente. Sin dal primo impatto olfattivo, rivela un profilo maturo e complesso: note di frutta secca, scorza d’arancia candita, miele di castagno, spezie orientali e lievi accenti affumicati creano un bouquet avvolgente e stratificato. In bocca è ampio, strutturato, profondo. La cremosità della bollicina si intreccia a una freschezza ancora viva e una sapidità che dona slancio al sorso. Il finale è lunghissimo, con richiami di nocciola, pane integrale e agrumi maturi che restano a lungo in memoria.
“Non rincorriamo mode: la nostra Franciacorta nasce dal tempo e dal rispetto. È la voce del nostro terroir, tradotta in bollicine.” Pierangelo Bonomi.

Poggio Levante – Maremma (GR)
Piccola realtà all’interno della Maremma a ridosso del Monte Amiata, scoperta da Alberto Facco, un padovano appassionato di vino che ha trovato in questo territorio la chiave di volta per fare un vino artigianale. Produce due referenze, un bianco da uve Vermentino e un rosso da uve Sangiovese.
Immergersi in un calice di Poggio Levante significa accogliere un pezzo di Maremma: un territorio selvaggio e generoso che in queste bottiglie trova voce e corpo. La cantina, pur non vantando una certificazione biologica, vive un legame profondo con la propria terra: ogni filare è curato con rispetto, ogni acino raccolto a mano racconta l’amore per un paesaggio che unisce mare e collina.
Il vero segreto di Poggio Levante è la ricerca continua di qualità a ogni tappa: dalla vigna alla cantina, dove l’intervento enologico si limita al minimo indispensabile, lasciando che sia il vino a imporre i suoi tempi. Ed è proprio questa pazienza a restituirci vini dallo spirito autentico, capaci di evolvere lentamente in bottiglia fino a conquistare il palato con armonia e finezza.
Le etichette e le bottiglie moderne, dal design raffinato e riconoscibile, anticipano la personalità dei vini: sono un invito a scoprire un’esperienza sensoriale che affonda le radici nella tradizione, ma guarda al futuro con consapevolezza. In Poggio Levante ogni bottiglia è davvero una piccola filosofia di vita: semplice nella sua purezza, profonda nella carica emozionale.
Limitata a appena 13.000 esclusive referenze l’anno, la produzione evita ogni compromesso quantitativo, privilegiando l’eccellenza che nasce dalla lentezza e dalla cura artigianale. Il risultato sono vini che non passano inosservati, veri ambasciatori della Maremma, capaci di unire struttura e freschezza, tradizione e modernità.

Note di degustazione:
- UNNÈ – Maremma Toscana DOC Vermentino – Tappo a vite e bottiglia renana, rendono questo vino identificabile come un bianco nordico molto espressivo. Di pura eleganza color giallo paglierino intenso, punteggiato da riflessi dorati e da un perlage vibrante che ne sottolinea la sostanza. Al naso esplode in un bouquet generoso, dove sfumature floreali si intrecciano a sentori di agrumi freschi e note erbacee di primavera. Nel finale, un delicato accenno di pietra focaia aggiunge un tocco minerale che arricchisce ulteriormente il profilo aromatico. Al palato, l’impronta è dominata da una fresca sapidità che sostiene un finale lunghissimo e memorabile.
- OVVÌA – Maremma Toscana DOC Sangiovese – Dopo la raccolta a maturazione ottimale, le uve vengono subito avviate a vinificazione: fermentano a temperatura controllata con oltre quindici giorni di macerazione sulle bucce, seguiti dal regolare svolgimento della fermentazione malolattica. Il vino riposa quindi per sei mesi tra serbatoi d’acciaio inox e cemento, dove affina la sua personalità. Il risultato è un rosso giovane e vivace, firmato “Toscanaccio DOC”, dal profilo aromatico fragrante di frutti rossi e macchia mediterranea. Al palato il sorso è avvolgente e morbido, mentre tannini vibranti ne garantiscono slancio e facilità di beva.
“Coltivare in Maremma è un privilegio che richiede ascolto e pazienza. Ogni bottiglia è un omaggio alla forza gentile di questa terra.” – Alberto Facco.



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