Vallepicciola descrive minuziosamente l’UGA Vagliagli con vini eleganti e longevi

L’UGA Vagliagli è l’ala sinistra dell’ideale farfalla che divide in due il comune di Castelnuovo Berardenga, il più a sud del Chianti Classico. Qui, in località Pievasciata, si trova la cantina Vallepicciola, una realtà vinicola presente e attiva sul territorio dal 1999 di cui abbiamo scritto nell’articolo Napoli: Vallepicciola porta il vento del Chianti Classico nel “paese d”o sole e d”o mare”.

Da Napoli alla Toscana e poi dritti a Verona, dove al Vinitaly abbiamo ritrovato Alberto Colombo, amministratore delegato della società nonché presidente dell’Associazione Vagliagli, che raduna al suo interno i produttori del Chianti Classico dell’omonima UGA.

Vallepicciola nasce per volontà dell’imprenditore Bruno Bolfo, come recupero di un vecchio convento, riconvertito in un resort di lusso. Gli originari 3 ettari di vigna che circondavano la proprietà si ampliano grazie all’acquisizione di ulteriori 80 ettari alla fine del 2000. Attualmente la cantina si estende su 265 ettari totali, di cui 107 a vigneto – ripartito per il 40% a sangiovese e per il 60% a vitigni internazionali- la restante parte a uliveti e bosco.

L’attuale produzione si attesta attorno alle 500 mila bottiglie, divise tra mercato nazionale e altri trentacinque paesi nel mondo. Gli Stati Uniti, ci spiega Alberto, rappresentano una fetta importante ma non determinante del business – circa 100.000 bottiglie – e la cantina sta affrontando il momento attuale con spirito collaborativo nei confronti dei propri importatori.

La particolarità di Vagliagli, continua Colombo, che ha spinto alla creazione di un’UGA a sé rispetto al comune di riferimento Castelnuovo Berardenga, risiede nella varietà di suoli prevalentemente di matrice alluvionale, ma con importanti presenze di scisti argilloso calcaree e sequenze marnose. Dal prossimo anno l’UGA Vagliagli verrà definitivamente riconosciuta con possibilità di indicarne il nome in etichetta, solo per il Chianti Gran Selezione, come previsto dall’attuale disciplinare.

Per quanto riguarda la produzione di Chianti Classico, Vallepicciola ha optato per la vinificazione in purezza del sangiovese sia per l’Annata che per la Riserva e la Gran Selezione, lavorando su una densità d’impianto pari a 5000 ceppi per ettaro e una resa di 60 quintali.

Iniziamo la degustazione con il Chianti Classico 2021. Vinificato in acciaio e affinato in tonneau e barrique di secondo passaggio, ha naso tipico e delicato di frutto rosso e fiori scuri, beva agile e snella. La produzione annua si aggira intorno alle 140/150 mila bottiglie.

La Riserva 2021 vinifica invece in cemento e affina 24 mesi in barrique di primo e secondo passaggio. Al naso esprime caratteri più minerali che ricordano il talco e poi di nuovo la ciliegia. Palato disteso, con ottimo equilibrio fresco-sapido. La produzione annua è di circa 30 mila bottiglie.

Infine degustiamo la Gran Selezione 2021 ottenuta dalla vigna singola “Lapina”, con ceppi di circa trent’anni e una produzione di circa 10 mila bottiglie. Anche in questo caso vinificazione in cemento e affinamento per 30 mesi in barrique di primo e secondo passaggio. Al naso presenta evoluzione, con sentori di frutti scuri macerati e sbuffi balsamici e minerali. Snello ed elegante il palato,contraddistinto da un tannino sottile e perfettamente integrato.

La collezione dedicata al sangiovese si chiude con Vallepicciola Rosso IGT, produzione limitata di circa 8000 bottiglie l’anno, provenienti dai tre ettari di vigneto originari della proprietà, il Fontanelle.

Fermentazione in cemento, macerazione di 4 settimane, invecchiamento di 20 mesi in barrique nuove, mostra un carattere completamente diverso rispetto alla linea del Chianti Classico. Corpo e materia si intuiscono sin dalla mescita, si delineano nel naso intenso, ricco, goloso di frutti scuri, spezie, tostature e si definiscono nella beva gustosa, di tannino strutturato e sferzante, finale lungo e appagante. Non si può fare a meno di pensare a una succulente bistecca fiorentina al sangue.

I vitigni internazionali rappresentano il 60% del parco vigne aziendale. Pinot Nero, Merlot, Cabernet Sauvignon e Franc costituiscono la linea dei monovarietali di Vallepicciola.

Abbiamo degustato il Pinot Neto Boscobruno 2022 da vigne a 500 metri d’altitudine, vinifica in cemento e matura in barrique di secondo e terzo passaggio. Espressione del varietale in Toscana, si esprime con un naso di piccoli frutti rossi in confettura e grande eleganza al palato.

Il Cabernet Franc Mordese 2022 lascia il segno: compatto e preciso all’olfatto, non offre alcuna sbavatura verso i tipici sentori erbacei. La vena balsamica elegante e le nuance di tabacco biondo sono completati da un sorso succoso, fresco, sostenuto da tannino vibrante e grande chiusura sapida.

VALLEPICCIOLA

Strada Provinciale 9 di Pievasciata n. 21

53019 Castelnuovo Berardenga

Immagine di Ombretta Ferretto

Ombretta Ferretto

Degustatore AIS, ha lavorato 14 anni nella logistica internazionale del vino. Attualmente si occupa di ospitalità e di produzione miele e olio EVO, oltre ad essere portavoce Slowfood dei produttori Noce della Penisola Sorrentina

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