Era il 1980 quando nelle sale cinematografiche uscì “L’aereo più pazzo del mondo”, e molti ricordano ancora quella celebre scena in cui si accendeva la scritta lampeggiante “PANICO”. Ecco, così, in modo un po’ surreale ma perfettamente realistico, è iniziata per molti operatori del settore la 57ª edizione di Vinitaly, tra timori legati agli annunciati dazi USA e tensioni internazionali. Ma, come spesso accade, la realtà ha superato ogni aspettativa, trasformando quel presunto “panico” in entusiasmo, concretezza e visione.

Vinitaly 2025 si è confermata una delle edizioni più dinamiche e strategiche degli ultimi anni. Non solo per l’ottimo afflusso di pubblico e operatori del settore, ma soprattutto per la qualità degli incontri business-oriented e l’energia percepita in ogni padiglione. Un segnale forte in un momento storico in cui il mondo del vino cerca nuove chiavi di lettura, nuove narrazioni, nuovi modi per emozionare e restare rilevante, specialmente tra i giovani e i consumatori più consapevoli.

E tra le regioni protagoniste, il Lazio ha lasciato un’impronta indelebile. Non solo per i suoi vini sempre più apprezzati, ma per un progetto ambizioso, visionario e fortemente identitario. Il nuovo padiglione del Lazio, posizionato in area Cangrande, è stato uno dei punti focali della manifestazione: 2.450 mq ispirati agli antichi acquedotti romani, con un concept architettonico firmato Westway Architects che ha unito la monumentalità della storia con l’essenzialità del design contemporaneo. Un’autentica opera d’arte al servizio della comunicazione territoriale.

Il piano inferiore ha accolto con eleganza la lounge istituzionale, gli stand delle 62 cantine partecipanti, e partner di prestigio come la Camera di Commercio di Roma, Acqua Filette, Fondazione Italiana Sommelier, Blu Banca e Di Marco. Il piano superiore, invece, è stato il cuore pulsante delle relazioni: area stampa, due sale masterclass, uno spazio ristorante stellato e tante opportunità per raccontare, confrontarsi, approfondire.
L’Assessore Giancarlo Righini ha sintetizzato così lo spirito dell’evento:
“Il 2025 sarà l’anno della consacrazione della nostra regione. Stiamo rivoluzionando il modo di raccontare il Lazio, offrendo una nuova narrazione che unisce tradizione, eccellenza produttiva e modernità. Il nostro padiglione è il biglietto da visita di una regione che non vuole più restare in ombra.”

Prosegue il Commissario di ARSIAL, Massimiliano Raffa:
“Abbiamo raddoppiato la nostra partecipazione alle fiere dal 2023 ad oggi. Gli investimenti sono saliti del 120%, e oggi portiamo il Lazio in prima linea, unendo il meglio del vino con la nostra cucina, la nostra storia, la nostra capacità di innovare.”
Il concept scelto per l’edizione 2025 è stato potente e poetico: LAZIO MONUMENTAL TASTE. Un invito a scoprire il gusto monumentale di una terra ricca di fascino, che fonde millenni di storia con l’eleganza di un calice ben fatto. Il vino come chiave di lettura di un’identità forte, che parla attraverso sapori, colori e profumi inconfondibili.

E proprio i numeri confermano il successo:
• 18.000 ettari di vigneti
• 3 DOCG, 27 DOC, 6 IGT
• 37 vitigni autoctoni
• Oltre 400 cantine attive
• Una vendemmia 2024 che ha raggiunto 730.000 ettolitri (+64% rispetto al 2023), con una netta prevalenza di vini bianchi (74%).
A rendere l’esperienza ancora più coinvolgente, un programma fittissimo:
• 8 masterclass blind tasting curate dalla Fondazione Italiana Sommelier
• 3 masterclass dedicate ai Consorzi del Lazio
• Una masterclass esclusiva firmata Gambero Rosso sui “Tre Bicchieri” laziali
• Un’area ristorante guidata da Marco Bottega (Aminta Resort, 1 stella Michelin), con apertura affidata allo chef Doriano Percibialli (La Locanda Dorica – Velletri), interprete raffinato del territorio dei Castelli Romani.

Presenti i Consorzi del Cesanese del Piglio, con la Presidente Pina Terenzi, dei vini Frascati con il Presidente Andrea Evangelisti e il Consorzio Roma DOC con la Presidente Rossella Macchia e, i relativi territori degnamente rappresentati dalle cantine presenti al Vinitaly. Non è mancato un momento di networking divertente e popolare: il Pinsa Party ha animato il padiglione la sera del 6 aprile, tra vini, musica e la regina della tradizione romana.
Vinitaly 2025 ha dimostrato che il vino è molto più di un prodotto: è un linguaggio, un’emozione, una finestra aperta sul futuro. E il Lazio, con il suo gusto monumentale, ha parlato forte e chiaro.



A Battipaglia la vita rurale della Piana del Sele nella galleria di immagini del ristorante gourmet Cinque Foglie e nella nuova cantina
Toscana – Quando il Vino Nobile di Montepulciano si racconta a tavola
Napoli, al Gran Caffè Gambrinus una gigantesca torta “Mimosa” per festeggiare tutte le donne
Napoli, quando la fotografia incontra l’alta cucina: Sam Shaw e il mito di Marlon Brando al Deschevaliers Restaurant – Hotel De Bonart Naples
Chianina & Syrah 2026 – I migliori assaggi e le considerazioni dall’anteprima “Sarà Syrah”