Aldo Viola: il cuore di Alcamo batte attraverso i suoi vini naturali

Il nostro viaggio ad Alcamo, culla storica della viticoltura siciliana, è iniziato con una visita che non dimenticheremo facilmente: la cantina di Aldo Viola. Figura carismatica e punto di riferimento per il territorio, Aldo incarna tutti quei valori che rendono unica questa terra. In un momento in cui il mercato aveva messo a dura prova il settore vitivinicolo della Doc Alcamo, lui è riuscito a restituire dignità e valore al territorio, elevandolo ad espressione autentica di tradizione e innovazione.

La storia della famiglia Viola

Discendente di quattro generazioni di vignaioli, Aldo sceglie tuttavia di percorrere una strada perigliosa, un percorso che lo ha portato a sfidare con energia le tesi paterne, sperimentare e viaggiare per aprire nuovi orizzonti rivoluzionari. A 20 anni lascia la città natale e approda a Copenaghen, lontano anni luce dalla comodità di oggi. In tale periodo si impregna di nuove esperienze, apre la sua visione del mondo e del vino, immergendosi in un contesto internazionale. Ma l’inverno in Danimarca è buio, spesso umido e grigio, ogni giorno l’alba si posticipa di 10 minuti e il richiamo del sole della sua terra si rivela irresistibile.

Ritorna in Sicilia con una consapevolezza rinnovata e uno sguardo diverso: scopre così che molte delle scelte del padre, apparentemente tradizionali, erano in realtà profondamente moderne, anticipatrici di tendenze che il mercato avrebbe riconosciuto solo molto più tardi.

I vigneti aziendali

Le vigne si estendono su due territori dalle caratteristiche uniche, tra Feudo Guarini e Contrada Pietrarinosa, dove i suoli argillosi-calcarei si intrecciano a microclimi estremi. “Ogni anno è una tela bianca da dipingere”, ogni dettaglio della produzione è una scelta consapevole: nessuna chimica in campo o in cantina, basse rese, uve selezionate manualmente chicco per chicco e processi artigianali curati direttamente da Aldo. “Più cose fai più il vino ti chiede una risposta”.

La sintesi apparentemente semplice di Aldo è frutto di una grande ricerca e di una filosofia radicata in lui e figlia di profonde riflessioni. “Causa ed effetto nel vino sono espressioni in un range di parametri” che bisogna limitare il più possibile. I suoi vini sono figli di un equilibrio perfetto tra biodiversità e creatività. Le tecniche di coltivazione in Biologico si affiancano alla Biodinamica con l’unico obiettivo di riattivare il ciclo vitale e con esso ridare al suolo tutta la sua fertilità. Le pratiche in cantina ridotte all’essenziale per non rovinare, semmai esaltare, quanto di buono è stato fatto prima. Ne escono vini dalla fortissima presenza e identità territoriale.

La Syrah dell’etichetta “Coccinella” più fresco e affinato in acciaio, racconta la forza del vento e la mineralità della terra, mentre il complesso Syrah “Plus” si fa portavoce di ambizioni più strutturate. Il Catarratto “Krimiso” è pura poesia: nato a 430 metri di altitudine, è il frutto della combinazione tra tradizione e l’istinto di un artista. E non possiamo dimenticare il “Moretto” blend di Nerello Mascalese, Syrah e Perricone, capace di esplodere in un ventaglio di sapori e una grande bevibilità.

L’assaggio dei vini di Aldo Viola

Brutto – Frizzante – Metodo Ancestrale – rifermentazione in bottiglia. Si tratta di un Cataratto nato da suolo argilloso e sabbioso a un’altitudine di 400mt, fermentato spontaneamente in acciaio e poi imbottigliato in primavera. Pungente, esuberante ben amalgamato con la massa giustamente zuccherina e dal sorso pieno e compiuto. Decisa freschezza e mineralità che amplifica la generosità fruttata e floreale, con sbuffi di caramella agli agrumi.

Brutto Rosè Frizzante – altro rifermentato in bottiglia, rosso nel carattere ed elegante, da vigne coltivate su un terreno argilloso, sabbioso e calcareo di Nerello Mascalese, Perricone e Syrah. Dopo una fermentazione spontanea in vasche d’acciaio il vino affina in bottiglia; un sorso di grande piacevolezza.

Egesta – 2018 – Grillo all’ennesima potenza, senza compromessi, proveniente da territori di elezione unici, una singola vigna sita sulle colline di Pietrarossa nei pressi di Calatafimi, 250slm. Vinificato a grappolo intero e con macerazione per 6 mesi senza solforosa, filtrazioni o chiarifiche. In tutte le fasi ricorda l’arancia, prettamente candita, ma anche macchia mediterranea ed effluvi minerali. La bocca è setosa, cremosa e profonda, marina. Il finale è lunghissimo e con una leggera frizione tannica a impreziosirlo.

Krimiso – 2016 – Cataratto – Il nome proviene dalla Dea di un fiume termale della provincia di Trapani. L’interpretazione del Cataratto parte da una vigna di 15 anni a 500 m.s.l.m. in una vallata scoscesa con vista mare, terreni sabbiosi rossi, a diversi km da Alcamo. 5 mesi di macerazione sulle bucce di uve diraspate e fermentate con i propri lieviti indigeni. Arriva in bottiglia senza pressatura meccanica, esclusivamente per gravità, senza stabilizzazioni o filtrazioni, solo l’aggiunta di 20mg/s di solfiti per conservarlo alla sfida del tempo, che nel nostro assaggio vince a man basse. Il colore intenso è da orange wine, poi sorprende al naso con note di agrume bianco, frutta candita e fiori freschi ancora bianchi. In bocca è sensuale e vivace, freschezza e salinità donano dinamicità, il finale è lungo leggermente ammandorlato.

Shiva – 2006 – Prodotto solo quando l’annata ispira e, così come il Dio Shiva, della distruzione e della rinascita può presentarsi in molteplici forme. Vendemmia tardiva di Cataratto da vecchie viti dell’azienda poi macerato 6 mesi insieme alle sue bucce, pressato e affinato in botte di rovere francese. Il 30% del raccolto viene appassito prima della fermentazione, conferendogli una concentrazione di frutta eccezionale. Il profondo tono ambra è punteggiato di riflessi aranciati. Al naso è ampio e variopinto, miele di agrumi, zafferano, note iodate, pepe bianco, fiori d’arancio. Il vino si apre, continuando con richiami a arancia amara e macchia mediterranea, caramello salato.

Guarini – 2014 – Syrah per Aldo è il ricordo della madre francese e del vino rosso delle feste. Quando rientra dalle sue esperienze all’estero Aldo ha nella testa tante idee e ancora quello spirito di rivoluzione, che lo porta a sfidare la cultura bianchista dei suoi avi. Individua nel Feudo Guarini, a 30 km dall’Azienda di famiglia una montagna vergine, 6 ettari a 350mslm rubati alla roccia marnosa bianca affiorante, che ritiene perfetti per esprimere a meglio i caratteri di Syrah e Nero d’Avola.

I terreni sono argilloso-calcarei ricchi di scheletro e sostanza, sormontata da forte vento in un contesto climatico caldo e asciutto. Forti escursioni termiche, nella testa di Aldo c’è una Syrah floreale, salina e verticale. La vigna allevata ad alberello ha circa 25 anni, avviene una accurata cernita dei grappoli, in cantina fermentazione spontanea e invecchiamento avvengono in tonneaux di rovere francese e per almeno 9 mesi. Nessuna chiarifica o filtrazione, aggiunta minima di solforosa.

Il calice è rosso rubino scuro dalle sfumature granato. Il naso ha un impatto importante e ricco, un perfetto incontro tra la Sicilia e il Rodano, con toni fruttati di prugne e arancia sanguinella e macchia mediterranea che si alternano a ricordi salmastri di oliva nera, pepe nero, carruba e ginepro. Grande carattere, sorso fresco e coerente, una generosità ben retta da una impalcatura salina importante. Lungo materico e longevo.

Ruby – 2000 – Chi ha una passione sa che ci sono cose che non si possono comprare, ma piuttosto si condividono con amici e gli appassionati. Di quest’ultimo vino possiamo discutere delle note di degustazione, ma non possiamo condividere il momento e la ritualità, secolare, che Aldo ha voluto condividere con noi. La strada è quella dei vini ossidativi, ispiranti dalle creazioni capolavoro del vicino De Bartoli e dei Marsala pre-British. Parte da una base Rossa, Nero D’Avola e Syrah alla quale si aggiungono i bianchi Grillo e Cataratto, pratica di antica memoria ma spiegata con un senso moderno, ossia donare al vino il Ph necessario per la sfida del tempo. Viene realizzata 1 barrique, dimenticata per 14 anni, 80 litri, 102 bottiglie, senza etichetta, perché è “il vino dell’amicizia”.

Abbiamo rivissuto un rito georgico bagnando con questo vino delle Sarde sotto sale, tesoro delle acque Siciliane e dell’Olio Estravergine di Oliva Viola, altro gioiello dell’Azienda e Oro di Sicilia. Aldo Viola non è soltanto un vignaiolo, ma un visionario che ha saputo riaccendere ad Alcamo il fuoco della tradizione e della conoscenza vinicola, ispirando i giovani, i Cataratto Boys e donando loro il ruolo che sicuramente meritano nel panorama vitivinicolo italiano.

Immagine di Andrea Russetti

Andrea Russetti

Informatico prestato all’enogastronomia. Di indole curiosa e ossessionato dai dettagli. Finiti gli studi di Ingegneria Elettronica seguo i consigli dello Stregatto, incamminandomi per strade fatte di altri libri, uffici, padelle, planimetrie, cucine, calcio, Hotellerie, formaggi, Rock e Sommelier. E i puntini iniziano a unirsi quando incontro la cucina, come le costellazioni quando guardavo le stelle da piccolo, passando attraverso gli insegnamenti di docenti di Alma, Bocconi e Casnati, celebri brigate e tavole stellate, Campi di Serie A e Champions. Sono Degustatore Ufficiale per l'AIS e collaboro alla redazione delle guide, Ambasciatore dei Mieli, Maestro Assaggiatore dei Formaggi per ONAF, senza mai lasciare indietro la Programmazione e la Fisica, perché dentro in me c'è sempre quel bambino che vuole scoprire di più del mondo che lo circonda, avvicinarsi alla singolarità. Per alimentare la fiamma del sapere approdo nel mondo dei Concorsi, che mi vedono sul podio in diversi palchi, come Lombardia e Lambrusco e poi in giro a scoprire le meraviglie enogastronomiche per cantine, cucine e botteghe. Collaboro con diverse realtà, scrivendo, versando, cucinando e come Food & Beverage Consultant. Per me il vino è incontro e io propongo di realizzare le connessioni perché scocchi la freccia del colpo di fulmine.

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