Cinque Foglie incontra i vini della cantina Di Meo: ed è subito sera

“Due Roberto in Cinque Foglie” è il motto ideale per sintetizzare una serata di successo all’insegna dell’abbinamento tra cucina gourmet e vini memorabili.

Da una parte Roberto Allocca, executive chef del ristorante Cinque Foglie, da quest’anno al timone di una brigata rinnovata per numero e spirito. Dall’altra la firma dell’enologia irpina, Roberto Di Meo, che ha insegnato il senso dell’attesa, in particolare nei suoi Fiano e Greco senza tempo tanto apprezzati dalla critica e dagli appassionati.

Roberto Allocca, Chef di Cinque Foglie e Roberto Di Meo, enologo e titolare dell’azienda vitivinicola Di Meo

Non è un gioco di numeri, ma il racconto di un incontro speciale tra territori profondamente diversi. Cinque Foglie a Battipaglia, l’idea del fine dining della famiglia Adinolfi, significa anche Piana del Sele ovvero terra di prima e quarta gamma.

Di Meo è l’Irpinia delle tre Docg in un fazzoletto di terra da poche centinaia di ettari, quanto di più raro si possa trovare in Italia. Solo che, per entrambi, fronteggiare il campo della poca conoscenza delle eccellenze del sud è la vera sfida per il futuro, che va ben oltre la serata intima e conviviale vissuta.

Arbitro imparziale nel duello è Ivan Mendana Fernandez, esperto sommelier e maestro di sala che ha saputo dettare i tempi giusti in sincrono tra cucina e cantina. Piccole schermaglie d’aperitivo tra gli entrée del Linfa, il lounge bar dell’Hotel Commercio e la Bolla Di Meo Brut, per scaldare cuori e palati.

Ivan Mendana Fernandez, restaurant manager di Cinque Foglie

Si prosegue con la “Ricciola”, mosaico all’insalata, umami mediterraneo, latte di provola, sorbetto di cetriolo e mezcal in abbinamento al Fiano di Avellino Alessandra 2013, che esce in commercio dopo 9 anni di attesa.

In un’epoca in cui si parla ancora di vini bianchi adatti al pronto consumo, lasciar maturare in bottiglia una delle varietà più interessanti nel panorama mondiale significa scommettere sul futuro fatto di sensazioni melliflue ed officinali, ben unite a nuance di frutta secca e spezie candide.

Di Meo Brut, Alessandra 2013, Colle Dei Cerri 2008, Erminia 2004, Ratafià

Arrivano i Fagotti di pasta all’uovo con zucchine alla Nerano e spuma di caciocavallo podolico, certamente più succulenti e strutturati, che necessitano delle note suadenti del Fiano di Avellino Riserva Colle dei Cerri 2008, che fermenta e affina in legno. Tostature in linea con l’aromaticità del caciocavallo e sorso possente dalla trama ancora agrumata.

Prima delle coccole finali la proposta vegana di chef Allocca, il Sedano Rapa glassato con il suo ristretto, ceci di Cicerale, nocciole di Giffoni, insalatina di sedano e tartufo. Momento ideale per la meditazione regalata dal Fiano dell’Erminia 2004, oltre 20 anni di riposo e tanta delicatezza e vitalità.

Il controllo è tutto per Roberto Di Meo, che ne ha fatta di strada da quando negli anni ’80, con i fratelli Erminia e Generoso, rilevò la storica azienda agricola dei genitori Vittorio e Alessandrina, situata a pochi chilometri da Avellino, nel comune di Salza Irpina.

La proprietà, in passato appartenuta ai Principi Caracciolo, è circondata da lievi e ventilati declivi collinari, sui quali domina un caratteristico Casino di caccia del ‘700. Luogo ideale per ammirare le vigne sparse su tutto l’areale.

L’arrivederci con un calice di ratafià ed un morso al cremoso di cioccolato, con spugna alle mandorle e ciliege. Un saluto in amicizia, condividendo la cultura e la passione per la gastronomia che conta.

Immagine di Paolo Loffredo

Paolo Loffredo

Classe ’85, pubblicitario appassionato di moda, musica, food, Helvetica e Bodoni, in eterna lotta contro il brutto. Un piatto di pasta con crema di fagioli, crema di tonno e pomodoro secco. Colori, fusioni e sapori intensi, ricchi e genuini.

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