“Destinazione Vesuvio” – Cerimonia di presentazione del Portale Vesuvio Way al Palazzo Mediceo ad Ottaviano

COMUNICATO STAMPA

Destinazione Vesuvio – presentato il portale Vesuvio Way a Palazzo Mediceo, Città di Ottaviano NA giovedì 3 aprile 2025 alle 18.30

La presentazione del progetto VesuvioWay, portale che unisce operatori del turismo e viaggiatori appassionati, per vivere la storia e la bellezza della provincia di Napoli attraverso percorsi ed esperienze autentiche, alla presenza dei maggiori esponenti del territorio.

Dalla collaborazione tra il Consorzio Tutela Vini Vesuvio e il Consorzio di Tutela del Pomodorino del Piennolo nasce il relativo Distretto Agroalimentare di Qualità (DAQ) che lancia il Portale Vesuvio Way: la risposta concreta alla domanda di turismo esperienziale per esplorare tutte le eccellenze territoriali.

Vesuvio Way intende porsi come strumento strategico e aggregante, una vetrina privilegiata su cui esporre il ricco ventaglio di itinerari alla scoperta dei luoghi, della storia, della cultura e del vino a partire del napoletano per aprirsi a tutta la regione Campania.
Una proposta di viaggio destinata al turista attento e alternativo, a chi ama la natura, a quanti preferiscono mete meno affollate alla continua ricerca del bello e del buono, del piatto genuino, della ricetta antica, della sapienza vitivinicola propria di queste terre.

La cerimonia di presentazione ha previsto i saluti di Biagio Simonetti, Sindaco di Ottaviano; Raffaele de Luca Presidente Parco Nazionale del Vesuvio e Cristina Leardi, Presidente Consorzio di Tutela del Pomodorino del Piennolo del Vesuvio dopo l’introduzione di Ciro Giordano, Presidente Consorzio Tutela Vini Vesuvio e del DAQ il quale ha tenuto a sottolineare lo spirito di apertura e collaborazione di tutta la comunità e degli attori della regione Campania nel loro insieme, elementi fondamentali per il successo di questa iniziativa e non solo.

A seguire, si sono confrontati su “Il ruolo della motivazione nella scelta della destinazione dei viaggiatori contemporanei”: Marco Razzano, consigliere nazionaledell’Associazione Città del Vino – che già dagli anni ’80 punta alla valorizzazione del paesaggio – il quale auspica un coinvolgimento sempre maggiore dei giovani nel settore agricolo per nuovi sviluppi; dopo di lui, Maria Paola Sorrentino, presidente Movimento del Turismo del Vino Campania la quale ha sottolineato, tra le altre cose, che siamo tutti ospiti di un territorio, i turisti così come i promotori di un servizio, e come tali dobbiamo rispettarlo, consapevoli dell’unicità del territorio in cui operiamo. Infine Luciano Pignataro, noto giornalista professionista e scrittore ha ricordato gli esempi virtuosi di questo territorio e della Campania in generale per affrontare senza timori le sfide di questi tempi, appellandosi anche a un cambio di approccio alla comunicazione, ad esempio nel mondo del vino, affinché si possa arrivare prima e ancora meglio. Il confronto è stato moderato da Chiara Giorleo, giornalista e capo-panel Italia del concorso mondiale sull’enoturismo la quale ha tenuto ad aprire i lavori sottolineando la crucialità di un dialogo tra tutte le parti al fine di sfruttare al meglio l’enorme potenziale che l’accoglienza integrata offre per rispondere in modo strutturato ad una domanda sempre più complessa.

L’idea progetto VesuvioWay è stata presentata, con la solita professionalità, da Nicola Matarazzo, consigliere di amministrazione DAQ Vesuvio e coordinatore progetto Vesuvio Way prima della dimostrazione pratica di Gianluca Annunziata, gestione piattaforma digitale – Seed Media Agency.
Decisivo l’appoggio di Nicola Caputo, Assessore Agricoltura Regione Campania, il quale sottolinea la puntualità di un lancio del genere in un momento difficile come questo che ci trova uniti in una sinergia ancor più necessaria.

In tema di eccellenze territoriali, la presentazione si è conclusa con un percorso enogastronomico raffinato grazie alla preparazione dei piatti tipici preparati dai docenti e dagli studenti dell’Istituto Alberghiero “Luigi De’ Medici” di Ottaviano, con la partecipazione straordinaria dello Chef Domenico Iavarone, e una ricca proposta di Vini della Vesuvio DOP e IGP Pompeiano curata dall’AIS Vesuvio.

Vesuvio Consorzio Tutela Vini | Segreteria

Via Pomigliano, 6 | 80048 | Sant’ Anastasia (NA) | Italia

Fax/Ph. +39 081 5306951

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Il Presidente di AIS Italia Sandro Camilli parla di enoturismo all’Università di Salerno

Lo scorso 13 Ottobre, il Presidente di AIS Italia Sandro Camilli ha tenuto, presso il DISA-MIS (Dipartimento di Scienze Aziendali-Management e Innovation Systems) dell’Università di Fisciano Salerno, un seminario dal titolo “Enoturismo: la Campania”.

Il Presidente ha parlato per circa un’ora di enoturismo e cultura del vino a una platea di giovani studenti del terzo anno. L’intervento si pone quale spunto di lavoro introduttivo a un’idea progettuale più ampia, elaborata dal Professore Ordinario di Analisi Matematica Ciro D’Apice, che ha lo scopo di potenziare l’esperienza turistica in territori della regione Campania ancora poco valorizzati, creando sinergie tra cultura, gastronomia e vino, e, allo stesso tempo, agendo come leva di de-marketing selettivo nei confronti di aree ormai sature, in primis Costiera Amalfitana e Sorrentina. 

Camilli, citando l’articolo 1 della legge 12 dicembre 2016, n. 238 (testo unico sul vino), che riconosce nel vino un patrimonio culturale nazionale da tutelare e valorizzare, ha sottolineato come l’enoturismo oggi muova un flusso di 13 milioni di persone, pari a 3 miliardi di euro.

Un asset da intercettare assolutamente, anche se l’Italia, rispetto ad altri paesi, presenta ancora forti carenze strutturali.

Per enoturismo intendiamo tutte le attività formative e didattiche (incluse le degustazioni) fino alla commercializzazione dei prodotti all’interno delle aziende vitivinicole, che hanno nel reddito agricolo la propria fonte primaria di sussistenza e che dunque possono trovare ulteriore qualificazione. Perché l’enoturismo risponda coerentemente a una domanda sempre più proiettata verso il turismo esperienziale e territoriale, si rende necessaria una legge fortemente identitaria al fine di evitare le medesime problematiche che, nella normativa sulle attività agrituristiche, derivano dal decentramento legislativo. Solo diffondendo ed elevando la cultura del vino, intesa come sistema di valori legati al territorio, si può creare valore aggiunto di ritorno per quello stesso territorio. E in questo il Presidente Camilli ha ribadito la centralità della figura del sommelier.

La Campania, con le quattro denominazioni di origine controllata e garantita localizzate proprio in quei territori turisticamente più disertati, non sfugge alle logiche di altri areali italiani, che, nella mancata ridistribuzione degli investimenti nelle infrastrutture, trovano la causa principale del loro isolamento.

Da sinistra il Presidente Ais Italia Sandro Camilli e Ciro D’Apice professore ordinario Università di Salerno

Al termine dell’intervento, che ha suscitato interesse tra gli studenti, abbiamo raggiunto il Presidente Ais Italia Sandro Camilli per rivolgergli alcune domande sul tema.

Ha parlato di enoturismo a una platea di studenti di economia e management. Quali sono le sinergie che si possono creare tra Università e mondo del vino per rafforzare un settore ancora carente e disomogeneo in Italia?

<<Tutti i giovani imprenditori che registriamo nel mondo del vino hanno una formazione universitaria di tipo economico, spesso fanno master di specializzazione all’estero e una volta rientrati in Italia prendono in mano le aziende, le trasformano facendo impresa. La formazione universitaria è dunque necessaria, permette di garantire reddito, sfuggendo definitivamente a logiche di povertà che nel passato caratterizzavano le imprese agricole>>.

Cosa sta facendo AIS Italia per migliorare il concetto di enoturismo nel nostro paese?

<<Abbiamo un protocollo d’intesa con il Ministero delle Politiche Agricole, con il Ministero dell’Università e della Ricerca e con il Ministero della Cultura per mettere a sistema attività sui territori, coinvolgendo anche le scuole, e per sviluppare e promuovere sempre di più il prodotto vino attraverso gli imprenditori agricoli. AIS, con la formazione, vuole rappresentare sempre di più l’anello di congiunzione tra la scuola e il mondo produttivo>>.

Come si fa dunque a intercettare la domanda in una fascia, quella giovanile, che sembra non immediatamente interessata al mondo del vino, secondo quelli che sono i valori della cultura AIS?

<<Non è una domanda facile a cui rispondere, perché i giovani fino a 21/22 anni non sono interessati al mondo del vino. Noi dovremmo invece cercare di entrare nelle scuole e insegnare cosa rappresenta il mondo produttivo della viticoltura insieme al suo prodotto finale, cioè il vino. Parliamo di un patrimonio che ci appartiene, che appartiene all’Italia e dunque è giusto che sia insegnato. La chiave di volta è dunque entrare nelle scuole per fare conoscenza e cultura>>.

L’intervento all’Università di Salerno può essere dunque interpretato in funzione di questo intento, che vede nella formazione rivolta ai giovani il suo pilastro fondamentale.