“Sannio in Rosa”, la rassegna dei vini rosati del Sannio e del Taburno

Correva l’anno 2011 e nel Sannio nasceva la DOGC Aglianico del Taburno. Prima DOCG italiana di vini a bacca rossa a ricomprendere una tipologia rosato. «Ci presero tutti per matti – racconta il Presidente del Consorzio Sannio di tutela dei vini del Sannio Libero Rillo – dicendo che stavamo facendo un azzardo poiché non avrebbe funzionato. Ma fummo tutti uniti e determinati nella scelta. Oggi i fatti ci stanno dando la ragione degli uomini pazienti».

Con questo incipit retrospettivo si è aperta a Torrecuso, nel cuore del Sannio beneventano, la seconda edizione di Sannio in Rosa, rassegna dei vini rosati del Sannio e del Taburno. A fare gli onori di casa è stato Giampiero Rillo, Presidente dell’Associazione Aglianico del Taburno che ha organizzato l’evento nella panoramica cornice dall’impronta vanvitelliana di Palazzo Cito, sede del Salone del Gusto.

Un nutrito programma di talk, masterclass, banchi di degustazione dedicati ai vini in rosa e buon cibo della locale tradizione. Su tutte la chicca del “mixology corner” con i cocktail creati dal bartender-sommelier Mario Zotti, esclusivamente ottenuti con utilizzo di vini rosati sanniti. L’avvio di giornata è toccato al focus-degustazione riservato a stampa e stakeholder sullo stato della DOCG nella sua versione in rosa.

A regolare l’autorevole parterre intervenuto si è fatto carico Pasquale Carlo, giornalista, scrittore e curatore della Guida Vini buoni d’Italia che, dopo il saluto istituzionale di Angelino Iannella, primo cittadino torrecusano, ha visto alternarsi il giornalista, scrittore e comunicatore Luciano Pignataro l’enologo e produttore Lorenzo Nifo Sarrapochiello, la giornalista Chiara Giorleo co-curatrice della guida 100 Best Italian Rosè e Libero Rillo, patron della cantina Fontanavecchia nella sua veste di Presidente del Consorzio di tutela dei vini del Sannio.

Molte ed articolate le suggestioni e gli spunti emersi nella discussione, franca e risoluta, che ha caratterizzato i lavori della mattinata nel corso della quale, nell’intreccio tra assaggi guidati e interventi dei relatori, è arrivato il puntuale e concreto contributo del Presidente Regionale dell’Associazione Italiana Sommelier della Campania Tommaso Luongo e della giornalista enogastronomica Antonella Amodio. Uno degli aspetti approcciati è stato quello del posizionamento di mercato dei vini rosati in genere e in particolare dei rosé dell’areale sannita prevalentemente (ma non solo) a base uve Aglianico.

Uno spazio, quest’ultimo, che registra un lento ma costante trend di crescita di gradimento e di vendite in evidente controtendenza rispetto alle contrazioni del segmento dei rossi. Forse una tendenza, si è detto, che lentamente sta affrancando questa tipologia di vini dalla gamma dei luoghi comuni che l’ha sempre ammantata, riscattata dai riconoscimenti anche della recente guida 100 Best Italian Rosé 2025: il Calabria IGP Gaglioppo Rosato 2024 di ‘A Vita si aggiudica il primo premio.

Su una cosa tutti d’accordo: la necessità di una comunicazione efficace, corretta e soprattutto moderna che sappia accompagnare un prodotto che per sua natura può trovare tra le fasce di consumatori più giovani e meno avvezzi al vino il suo più alto indice di gradimento. I vini rosati – hanno osservato in molti – parlano di se stessi principalmente attraverso il colore ed è dunque su questo che bisognerà lavorare nel Sannio (ma anche altrove) per indagare sulla più appropriata “texture” cromatica da associare, anche per via disciplinare, ai vini in rosa.

L’altro indubbio vantaggio della tipologia e dei vini esaminati assaggiati e discussi durante il talk-masterclass è il tema del pairing: davvero senza eguali la gamma e il ventaglio di abbinamenti e di usi plurimi a cui possono essere dedicati questi vini e, nel caso del Sannio coi suoi rosè da uve Aglianico, si allarga ulteriormente verso gastronomie un po’ più complesse.

Immagine di Antonio Follo

Antonio Follo

Antonio Follo nella sua... prima vita è sindacalista esperto di sviluppo locale e fondi strutturali europei. Ma il suo impetuoso, prorompente, incontenibile "alter ego" è nella passione per la terra, il vino, l'olio e le persone che, con il proprio lavoro, li trasformano in emozioni. In AIS è Degustatore ufficiale, Segretario della delegazione di Benevento e Consigliere Regionale della Campania. Dal 1989 è giornalista pubblicista.

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