Premio Casato Prime Donne: Montalcino celebra talento, territorio e cultura al femminile

Il Premio Casato Prime Donne nasce dalla visione di Donatella Cinelli Colombini, imprenditrice del vino e pioniera della parità di genere, che ha fatto della valorizzazione delle donne la sua missione. La sua azienda, prima in Italia con una cantina interamente al femminile, è il simbolo concreto di un cambiamento che parte dal territorio e si estende alla cultura, alla comunicazione e all’innovazione.

Istituito nel 1999, Prime Donne è la naturale prosecuzione del Premio Barbi Colombini, creato diciotto anni prima dalla stessa famiglia di Montalcino. Un passaggio di testimone che ha trasformato un riconoscimento locale in un progetto nazionale.

Nel cuore di Montalcino, nella chiesa medievale di Sant’Agostino, si è tenuta l’edizione 2025 del Premio Casato Prime Donne, l’unico riconoscimento italiano dedicato alle donne che valorizzano il territorio attraverso cultura, comunicazione e innovazione. Un evento che, anno dopo anno, si conferma come crocevia di eccellenze e visioni, dove il vino diventa linguaggio universale e veicolo di cambiamento.

Donne che cambiano il mondo

Il premio “Prima Donna” 2025 è stato assegnato a Darya Majidi, imprenditrice e pioniera dell’intelligenza artificiale, per il suo impegno nell’empowerment femminile e nella diffusione delle competenze digitali tra le giovani donne.

Raccontare Montalcino

La sezione giornalistica “Io e Montalcino” ha premiato Lara Loreti per il suo reportage su Il Gusto, dove ha intrecciato 5 storie di cantine e persone in un racconto autentico e coinvolgente. Giorgio dell’Orefice, firma de Il Sole 24 Ore, ha ricevuto il premio del Consorzio del Brunello per la sua narrazione puntuale e appassionata del territorio, con uno sguardo al Rosso di Montalcino e al successo internazionale del Brunello.

Incubatore di talenti

Il Premio Casato Prime Donne è anche incubatore di giovani talenti: le installazioni degli studenti del Liceo Artistico di Siena, i gioielli delle allieve della Scuola di Arti Orafe di Firenze e la torta multietnica realizzata dagli allievi della Scuola Tessieri di Ponsacco hanno arricchito la giornata con tocchi di bellezza, contaminazione e tanta speranza per il futuro.

Un pranzo che racconta il territorio

Alla Fattoria del Colle, la chef sommelier Doriana Marchi ha orchestrato un buffet che ha celebrato la tradizione toscana con eleganza e creatività. Tra i piatti: panzanella, crostini senesi, zuppa di ceci con maltagliati, crespelle al peposo e trippa in bianco con agrumi.

I vini biologici, serviti dai sommelier FISAR Valdichiana guidati da Nicola Masiello, hanno accompagnato l’esperienza sensoriale: dal bianco Sanchimento da uve traminer, al Rosa di Tetto, il rosato da sangiovese, al Leone Rosso Orcia Doc a base di sangiovese e merlot, al Brunello di Montalcino Late Vintage Release, fino al Passito da uve traminer aromatico.

E infine la torta: magnifico omaggio alla vincitrice realizzata dagli allievi pasticceri della Scuola Tessieri.

Donatella Cinelli Colombini e Violante Gardini Cinelli Colombini, padrone di casa e anime del premio, hanno accolto gli ospiti con la passione e la grazia che da sempre contraddistinguono il Casato Prime Donne.

Il Premio Casato Prime Donne non è solo una celebrazione: è un manifesto. Un invito a guardare il vino come cultura, esperienza e strumento di trasformazione. E a riconoscere, finalmente, il ruolo centrale delle donne nel raccontare e costruire il futuro del territorio. Un grazie speciale al collega e autore di 20Italie Alberto Chiarenza per molte di queste splendide immagini.

Immagine di Laura Bucci

Laura Bucci

Toscana di Siena, mi sono occupata per anni di marketing e comunicazione dei calici, poi mi sono innamorata del loro contenuto e sono diventata Donna del Vino e wine blogger con www.ladygourmet.it. Scrivo per la Guida I Vini Del Cuore. Sommelier e WSET2, attualmente mi occupo di marketing e comunicazione per aziende vinicole. Mi è sempre piaciuto raccontare le mie avventure enogastronomiche e lo faccio anche per il Consolato Toscano dell’Union Europeéenne des Gourmets. Il vino non è solo un prodotto: è cultura, territorio ed esperienza.

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