Quando si offre un vino, si offre conoscenza di un territorio, di persone e di metodi, di passione e storia. Sembra quasi ovvio a dirsi, eppure dovrebbe avere effetto sul nostro percorso di studio e apprendimento riguardo a una cantina e i suoi gioielli.

Roberta Perna e Studio Umami a Roma, con il contributo importante (sin dall’edizione 2019) del direttore di Vinodabere Maurizio Valeriani, hanno felicemente compiuto il passo in avanti che una kermesse di degustazioni d’eccellenza aveva bisogno di fare, immaginando che conoscere un vino vuol dire conoscerne le evoluzioni che la cantina e gli uomini, fino a farne un’arte, realizzano.

Così, la vita del vino è offerta alla conoscenza, potendone degustare le annate salienti indietro nel tempo: le cantine a Life of Wine ti mettono nella condizione di sperimentare e apprendere attraverso le annate dei loro campioni fin dalle loro origini, cosa quei vini sono diventati, perché hanno quei loro unici tratti e quella architettura che ne è il vero valore. D’incanto, nella digressione e nella comparazione, viene alla luce l’arte del loro lavoro.

Un evento quest’ultimo, di domenica 24 novembre 2025, che ha visto la frequentazione dei migliori giornalisti del settore, oltre a diverse centinaia di avidi sperimentatori, per gusto e per conoscenza, ma soprattutto attratti da una venue raffinata e di classe autentica romana come il Villa Pamphili Hotel.

Oltre all’immenso salone, dove hanno esposto circa cinquanta tra cantine famose da tutta Italia, denso di banchi d’assaggio, sono state le sale riservate alle masterclass per la stampa a confermare la peculiarità dell’evento, che altro non è se non la ricerca del viaggio nel tempo per capire come il vino evolve, si affina e si completa.

Di queste vi rendiamo conto, sperando che la traccia visibilissima e netta del metodo di Life of Wine diventi la normalità per gli eventi enoici che informano il nostro paese delle incredibili varietà ampelografiche così come delle arti del produrre vini sempre più eccellenti e ormai di matura reputazione nel mondo come i vini di ognuna delle venti regioni d’Italia.



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