La Sicilia del vino brilla alla masterclass dedicata ai vini delle cantine che hanno ottenuto più Tre Bicchieri in assoluto dalla prima edizione della Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso. Della nostra visita ad Alcamo, uno dei luoghi più affascinanti dell’Isola, ne abbiamo scritto a dicembre all’articolo Alcamo Wine Fest, che sia un Catarratto per tutti.
La regione ha da tempo un posto in primo piano sui palcoscenici italiani e internazionali. La scelta del Gambero Rosso di portare un evento di caratura nazionale ad Alcamo è stata lungimirante e dona a questa terra il lustro che si è meritatata con grande fatica.
Storiche riconferme affiancate dal fermento dei nuovi e giovani produttori. La linea verde ci ha guidato nel cambiamento con il 58% delle aziende che ha un giovane under 35 in ruoli strategici.
Per Gambero Rosso sono state 28 le bottiglie meritevoli dei 3 bicchieri della Sicialia, 1 in più dell’anno scorso e pienamente in linea con gli anni passati. L’Etna continua a dimostrare la sua vocazione e versatilità, con ben 12 i vini premiati in questo splendido areale, 9 rossi, tra cui il vino d’autore che non si avvale della DOC Munjebel Rosso MC 2021 di Frank Cornelissen, un pioniere assoluto del territorio.
Le varietà autoctone dominano su un terroir poliedrico: molte aziende stanno investendo sul Nero d’Avola vitigno più che mai attuale ed elegante. Ne sono degna prova Duca di Salaparuta con il Sicilia Nero d’Avola Duca Enrico 2020 e Feudo Maccari con il Sicilia Nero d’Avola Saia 2022.
La degustazione guidata sapientemente tenuta da Giuseppe Carrus, curatore della Guida Vini d’Italia, partendo dalla storia, ha evidenziato la qualità dimostrata oggi dalla Trinacria. La sede bellissima della Biblioteca del Collegio dei Gesuiti di Alcamo ha completato il quadro.
È la prima volta per le Masterclass di Gambero Rosso in cui la scelta è totalmente “stellata”: si tratta infatti dei vini di che hanno ottenuto almeno dieci Tre Bicchieri dal 1988, anno della prima pubblicazione della Guida.

Gli assaggi proposti
- Sicilia Bianco Catarratto Buonsenso 2023 Tasca d’Almerita – È Ivo Basile, responsabile marketing e comunicazione di Tasca d’Almerita a presentare il vino. Siamo nella Tenuta Regaleali, uno splendido Cru di 600 ettari in cui viene coltivato il Cataratto. Giallo paglierino materico e protagonista al naso, dalle note leggermente tostate che si allargano su un caleidoscopio di agrumi, tra i quali spicca il pompelmo rosa, ricordi di alghe e conchiglie, melone e macchia mediterranea. Le spezie dolci chiudono in profondità, anticipando un sorso saporito, fresco e rotondo, dal calore che dona ampiezza. Tridimensionale.
- Etna Bianco Alta Mora 2023 Alta Mora – Nel 2001 i Fratelli Cusumano iniziano il loro racconto della Sicilia al mondo attraverso i terroir e le cultivar distintive; nel 2013 con Alta Mora si arricchiscono del territorio dell’Etna, fatto di piccoli Cru selezionati. Qui il Catarratto entra in simbiosi col vulcano, per un vino che riflette la purezza del territorio. Al naso fiori d’agrume, infuso, miele di agrumi marzapane, scorza di limone, mentuccia, seguono ricordi di fico bianco secco, salgemma e grafite. In bocca vive due fasi, una prima della deglutizione più verticale e fragrante e una successiva più larga e cremosa, merito di una vivida tensione gustativa e di una mineralità dal lungo finale nel ricordo di fico bianco.
- Cerasuolo di Vittoria 2022 Planeta – Una delle aziende pioniere a cui dobbiamo il merito di aver cambiato la Sicilia enologica. Quaranta anni fa ha inizio il viaggio da Ovest a Est della Sicilia, alla ricerca di vitigni dimenticati e di territori in cui crearne una loro interpretazione. Planeta sceglie di vinificare Nero d’Avola e Frappato selezionati a mano e vinificati in acciaio, offrendo un’interpretazione stilistica molto riconoscibile. Il rosso rubino si tinge di sfumature porpora e al naso le note speziate da pepe nero si combinano a frutta fresca di bosco e croccante, fragole e frutti di bosco. Seguono in successione ricordi di oliva sotto sale e macchia mediterranea, ginepro, finocchietto essiccato. In bocca il sale è protagonista e su questo caposaldo si legano armoniosamente i tannini, di estrema eleganza e finezza, dal finale leggermente amaricante.
- Moro di Testa 2021 Feudi del Pisciotto – Gruppo Domini di Castellare di Paolo Panerai. Il Moro di Testa nasce dai terreni sabbiosi in cima all’azienda, perfetti per la Syrah che qui ha un’anima mediterranea. Il Nero D’Avola completa al 10% il vino con sfumature di spezia, pepe nero e cannella, dai toni di piccoli frutti rossi, macchia mediterranea, menta e rosmarino. Sorso ricco, di sostanza, potenza portati con eleganza e verticalitá grazie alla bassa carica tannica e la temperatura bassa di servizio che gli dona ulteriore grazia. Finale di pepe verde.
- Sicilia Nero d’Avola Saia 2022 Feudo Maccari – Proprietà di Antonio Moretti Cuseri, che dall’Aretino compra in Sicilia questo Feudo, con 265 ettari di uliveto e 60 di Vigna a Nero d’Avola e Grillo. Il Saia è un Nero d’Avola di grande stoffa. L’impatto cromatico è dalle tonalità cupe. Il naso è espressivo e appagante: rovo e frutti di bosco scuri, macchia mediterranea, sottobosco, prugna essiccata e ancora cappero, carrubo e alloro, gelée alla mora. L’assaggio ha carattere, sale e sostanza, il tannino è legato perfettamente e ci riconduce all’uva, in una massa amalgamata benissimo. Chiude con grande lunghezza su ricordi di fico d’india rosso e ciliegia. I rossi non hanno la prerogativa dell’invecchiamento tuttavia sono stati aspettati e resi perfetti per l’assaggio.
- Sicilia Nero d’Avola Duca Enrico 2020 Duca di Salaparuta – Sono 200 candeline per l’azienda che insieme a Florio, rappresenta la Sicilia per il gruppo ILVA di Saronno. Coniugare grandi numeri con l’eccellenza non è facile e i tantissimi riconoscimenti ricevuti negli anni mostrano la classe limpida di un protagonista indiscusso della storia vinicola isolana.Nero d’Avola rubino carico e ricco all’olfatto. Venatura balsamica in cui emergono frutta nera matura, erbe officinali, carbone e succo di mora e arancia sanguinella. Il sorso è saporito, polposo e lascia un finale balsamico.
- Passito di Pantelleria Ben Ryé 2021 Donnafugata – Gioiello della famiglia Rallo. Zibibbo passito coltivato ad alberello pantesco, oggi patrimonio dell’Umanità UNESCO, su terreni sabbiosi di origine lavica. Al mosto in fermentazione viene aggiunta uva passa sgrappolata a mano per favorirne l’aromaticità. Ben Rye deriva dall’arabo e significa “figlio del vento”, caratteristica dell’isola di Pantelleria. Ha le sfumature del sole, il vino è materico e crea raggi luminosi. Il naso è di rara ricchezza pienezza e eleganza. Il varietale dell’albicocca disidratata si fonde a note di lavanda e rosmarino, finocchietto di mare, salsedine, cappero sotto sale ed elicriso. In bocca è sontuoso, la nota sapida dona pulizia, lo zucchero è perfettamente bilanciato, amalgamato alla massa e fruttoso, in un finale di frolla salata alla marmellata di albicocche.
La Sicilia del vino non vuole e non deve essere più considerata una sorpresa ma una realtà consolidata, che da anni porta avanti con impegno assiduo i concetti di qualità e di sostenibilità in maniera elegante e contemporanea.



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