Giacomo Sensi ed i vini di Podere l’Assunta, nati tra le morbide colline senesi

Capita spesso di scegliere la vita in campagna, anche quando non si abita in una grande metropoli, come accaduto a Lorenzo Sensi, informatico, e Donatella Ciampoli, docente universitaria di Storia medioevale. Da Siena decisero di trasferirsi nella splendida campagna senese, per creare “Podere l’Assunta”, incastonato nel borghetto del Poggiolo con tanto di chiesetta rupestre. E poiché l’appetito vien mangiando, iniziò a prender forma quella che oggi è divenuta una bella storia enoica e naturalistica.

Il punto di svolta fu l’irruzione sulla scena di Giacomo Sensi, figlio di Lorenzo e Donatella, enologo consulente di varie realtà, (laurea nel 2002 in Scienze e tecnologie agrarie nell’Ateneo fiorentino) che decise di avviare la produzione destinata all’imbottigliamento, occupandosi direttamente della coltivazione dei due vigneti aziendali.

Tre ettari vitati suddivisi in due vicini ma distinti costoni, situati a poco meno di 400 metri di altitudine. Morfologia dei suoli ricca di scheletro, a forte matrice calcarea e notevole resilienza allo stress idrico. Le uve Sangiovese, varietà dimorata in ben 5 diversi cloni, sono le protagoniste dei due CRU Ametato e Costa del Pievano.

Il primo, la cui etimologia significa seccatoio, guarda a settentrione e trova origine nella presenza ai bordi della vigna di una antica piattaforma in pietra, molto diffusa nell’appennino toscano per l’asciugatura di noci e castagne, ma anche delle uve destinate alla produzione del Vin Santo. Il secondo, esposto a sud – sud/est a ridosso di boschi di querce e lecci, si riferisce al toponimo dell’area risalente al 1700, registrato presso la Regione Toscana.

La scelta di Giacomo dell’impianto ad alberello per Costa del Piovano non si spiega solo per la sua convinta e meticolosa applicazione di pratiche di agricoltura sostenibile bio-rigenerativa (inerbimento permanente controllato, lotta biologica alle fitopatologie, eliminazione di mezzi agricoli pesanti, fertilizzazioni tri-quadriennali con letame di stalla) e per gli evidenti vantaggi rispetto all’incipiente “global warming”, ma risale, nel tempo, ad una antica tradizione toscana ormai quasi consegnata all’oblio.

In epoca vendemmiale chi dovesse inerpicarsi lungo la strada delle Badesse, che conduce al Poggiolo costeggiando i vigneti de l’Assunta, noterebbe nel bel mezzo di una capezzagna un mastello coperto di tulle, dove Giacomo Sensi ripone ad ammostare per qualche giorno una piccola massa di uve, operando la pigiatura con un piccolo follatore in acciaio in attesa dell’avvio fermentativo.

Il mastello viene poi rapidamente trasportato in cantina dove il suo ribollente contenuto servirà da innesco per l’avvio di fermentazione delle uve fresche, appena diraspate, proseguendo il proprio corso per circa 3 settimane. Infine il lungo affinamento di 24 mesi in tonneau di dieci ettolitri per l’IGT Toscana Sangiovese “Costa del Pievano”, mentre l’IGT Toscana Sangiovese “Ametato” va in barrique di Borgogna sempre per due anni prima di un altrettanto lungo riposo in bottiglia. Riempiamo finalmente il calice, nel tinello del piccolo agriturismo aziendale inaugurato a luglio 2024 ed affidato alle accoglienti cure di Simona Ruggieri, moglie farmacista di Giacomo Sensi.

La degustazione dei vini

Per assaggiare i due “cugini” rossi di Podere l’Assunta, entrambi millesimati 2019, inevitabile è stato notarne il filo rosso, pur sottile, che li unisce già dalla livrea scarlatta, quella più luminescente e vivace di Ametato e quella di fitta e misteriosa tessitura per Ametato. Gioca sulla frutta rossa matura, esplosiva e verticale il Costa del Pievano con il suo corredo di visciole, prugna e mora di rovo; che da Ametato emergono più dirompenti profumi speziati di pepe nero e liquirizia contornati da sbuffi di erbe aromatiche. Freschezza e acidità per entrambi con il Costa del Pievano che spinge oltre ogni ragionevole previsione. Ben rotondi al sorso, senza però mai indulgere a morbidezze zuccherine, mentre la notevole dotazione alcolica dei due (14,5%) è del tutto amalgamata descrivendo il necessario equilibrio.

Nella gara quanti-qualitativa dei tannini, comunque gestiti con sapiente proporzione, per una incollatura la spunta in gradevolezza Ametato evidente concessione del legno piccolo di cui quest’ultimo si giova. Più lungo e il finale di Costa del Pievano. Il vero finale rilievo, forse scontato, sta nella certezza di una lunga, lunghissima carriera che ancora attende quest’annata, magari in attesa di possibili nuovi progetti, nuove “nascite”, forse di vini da uve Canaiolo, altra grande passione del vigneron Giacomo Sensi.

Immagine di Antonio Follo

Antonio Follo

Antonio Follo nella sua... prima vita è sindacalista esperto di sviluppo locale e fondi strutturali europei. Ma il suo impetuoso, prorompente, incontenibile "alter ego" è nella passione per la terra, il vino, l'olio e le persone che, con il proprio lavoro, li trasformano in emozioni. In AIS è Degustatore ufficiale, Segretario della delegazione di Benevento e Consigliere Regionale della Campania. Dal 1989 è giornalista pubblicista.

2 commenti su “Giacomo Sensi ed i vini di Podere l’Assunta, nati tra le morbide colline senesi

    1. I nostri redattori girano per l’Italia alla ricerca proprio di realtà come la Vostra. Grazie per l’impegno e la tenacia profusa quotidianamente in un momento storico di particolare delicatezza…

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