Ristorante Dei Cappuccini – Anantara Convento di Amalfi Grand Hotel

Ad accoglierci il suono della campana che un tempo era simbolo di giubilo e attenzione, di preghiera e pausa per mangiare tutti insieme all’interno del refettorio.
Comincia l’esperienza di un viaggio nel passato quando tutto era più lento, scandito da gesti semplici come il lavoro nell’orto o nel limoneto terrazzato, perché la terra desse i suoi frutti a tavola. I commerci si basavano sul baratto di prodotti agricoli – frutta e verdura – in cambio di olio, uova e latticini. O magari di carne e pesce del luogo.
Una cucina sana e leggera, ricca di legumi e povera di cereali, preziosa per l’alimentazione quotidiana e per sostenere in modo naturale il corpo nelle fatiche del giorno.

Prima di accomodarci facciamo due passi con Estelle Vassallo, la direttrice generale approdata l’anno scorso dopo un giro nel mondo in altre strutture di lusso.
La Passeggiata dei Monaci, la Locanda della Canonica con la grande riconferma della pizza oltre che da piatti semplici in un’atmosfera mozzafiato e molto molto rilassata.
Il concetto di luxury si trasforma in un percorso visionario di cucina olistica e il commensale resta avvolto da un’atmosfera rilassante, che inizia col tramonto ed una drink list stupefacente, da cui scegliere un cocktail di benvenuto.
Le scale in lontananza che si inerpicano sui pendii ripidi del convento, la bellezza del giardino pergolato a pochi passi e le luci soffuse cancellano d’un colpo ansia, stanchezza e pensieri negativi, coinvolgendo l’ospite in attesa di assaggiare le proposte di Claudio Lanuto, in abbinamento ad una carta vini che segna il passo con etichette rare e verticali quasi introvabili.

Sono il maitre Angelo e il capo sommelier Paolo a farci cenno che è il momento di cominciare il nostro percorso al ristorante Dei Cappuccini firmato da Claudio Lanuto. Lo avevamo incontrato recentemente a Buonissimi dove ci aveva deliziato con il suo bao con il polpo e la maionese al limone affumicato.
Claudio Lanuto, giovane chef di talento, ha ripreso e rivisitato le antiche ricette del luogo con fantasia e scelta di materie prime rare di qualità.
Quest’anno il faro è stato illuminato sul pomodoro “Re Fiascone”, scoperto da una start up poco distante. Un pomodoro che conserva l’acidità meno toccante rispetto ad altre varietà, con un finale in dolcezza per abbinamenti vari ed articolati.
Iconica l’invenzione dei moderni cannelloni ripieni, delle melanzane con cioccolato contese da vari comuni della Costiera Amalfitana.
Immancabile la tartare, piatto firma di casa, modificata in base al pescato presente sul mercato. O il gambero rosso locale, proposto con avocado e agrumi, altro emblema dell’arte di Claudio Lanuto. La mano è quella tesa a valorizzare il prodotto sublime del mare, con un occhio anche alla terra, nella pasta o nei ripieni fatti a mano e tra i secondi. Dessert eleganti e mai stucchevoli, dove l’ingrediente base è il rispetto per la ricca tradizione campana.




























































































