La Notte Rosa del Vino 2025, la manifestazione giunta alla quinta edizione ideata da Francesco Pingitore, ha tinto di emozione e consapevolezza la costa dell’Alto Ionio, trasformando due giornate estive in un itinerario denso di significato, bellezza e autenticità, dove il talento femminile è stato il vero filo conduttore.
Venerdì 4 luglio l’evento ha preso il via con la visita a due importanti realtà vitivinicole calabresi: la giornata è iniziata tra le vigne della Tenuta del Castello di Serragiumenta, guidata dalla carismatica Rita Bilotti, che ha accolto le partecipanti con un’energia elegante e concreta. Dopo la passeggiata tra i filari, la degustazione di una bollicina fresca e fragrante ottenuta da uve Magliocco con metodo Martinotti ha aperto simbolicamente il racconto del vino calabrese al femminile, con una voce decisa e gentile insieme.

Il gruppo ha proseguito poi verso Terre di Balbia, realtà di respiro contemporaneo immersa nella valle dell’Esaro: l’ingegnere Giuseppe Chiappetta ha raccontato l’identità dell’azienda e il senso profondo della sua posizione geografica, tra fiume e montagna, tra vento e silenzio. La visita è culminata in una degustazione di vini e prodotti tipici che ha rivelato l’anima sincera del territorio.
Nel pomeriggio, spazio alla storia dolce della Calabria: la visita al Museo della Liquirizia Amarelli ha aperto le porte su una tradizione antichissima e ancora viva, un patrimonio industriale e familiare che dal 1731 è simbolo di eccellenza. Un racconto affascinante, dove il lavoro delle donne ha avuto da sempre un ruolo centrale.

Con il tramonto, il viaggio è approdato ad Amendolara, con il suo museo archeologico e la chiesa, prima della magia del concerto serale nel chiostro del palazzo adiacente, cornice suggestiva per un momento di intensa contemplazione sonora. Nello stesso spazio, immerso nella pietra e nel respiro del tempo, si è tenuta anche una degustazione che ha visto protagoniste tre cantine del territorio: Tenuta Santavenere, Vini Akra e Cantina Alfano.
Tre voci diverse, ma armoniche, di una Calabria autentica, capace di parlare al cuore prima ancora che al palato. Il giorno successivo, la giornata si è aperta con un’esperienza sospesa tra cielo e mare: una gita in veliero lungo la costa ionica ha condotto le partecipanti fino ai Laghi di Sibari, dove i vini della Cantina Statti hanno accompagnato i presenti in maniera raffinata, in un paesaggio che univa luce, acqua e vino in una sola vibrazione sensoriale.
A seguire, il viaggio verso Tenuta del Castello, nuova tappa di un itinerario che intreccia passato e futuro, architettura storica e visione enologica contemporanea. E proprio qui, tra mura antiche e sguardi rivolti avanti, si è svolta la cerimonia di premiazione, cuore simbolico della Notte Rosa del Vino. Sul lungomare di Trebisacce, davanti a un pubblico attento e partecipe, le protagoniste del cambiamento sono salite sul palco per ricevere un riconoscimento non solo professionale, ma anche umano: una mattonella in ceramica realizzata dal laboratorio artistico “I Sogni di Milù”, opera che racchiude delicatezza, artigianalità e memoria.

Prima della premiazione, un elegante défilé firmato dalla stilista Luigia Granata ha impreziosito la serata, portando in scena abiti che parlavano il linguaggio dell’identità e della bellezza mediterranea. Le donne premiate – Rita Babini, Rita Bilotti, Marina Boccia, Tereza Krickova, Annamaria De Luca, Carmen De Aguirre, Elena Francia, Adele Anna Lavorata, Daniela Pinna, Giovanna Prandini, Olga Sofia Schiaffino, Agnese Testadiferro e Regina Vanderlinde – sono state celebrate per il loro contributo quotidiano al mondo del vino, dalla produzione alla comunicazione, dalla ricerca al marketing.
A dare voce al senso più profondo dell’iniziativa è stata l’enologa Vincenza Folgheretti, madrina dell’edizione, che con lucidità e passione ha sottolineato come oggi l’enologia abbia bisogno di competenza, ascolto, visione e rispetto per la complessità del territorio e delle persone. La serata si è chiusa con una cena di gala sul mare, accompagnata dai vini della Cantine Lavorato e dalla DOC Bivongi, in abbinamento a piatti che raccontano la cucina calabrese con orgoglio e raffinatezza.
La Notte Rosa del Vino 2025 ha saputo costruire un racconto corale, dove ogni tappa è stata parte di un viaggio che ha unito esperienze, paesaggi, storie e saperi. Un evento che ha reso tangibile l’affermazione che “il vino è donna” e che ha mostrato quanto, nel mondo del vino italiano, le voci femminili non siano soltanto numerose, ma necessarie, creative, autorevoli e protagoniste.



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