Si è appena conclusa la Borsa Vini Italiani a Dublino. Il 23 gennaio i principali protagonisti del settore vitivinicolo irlandese hanno partecipato all’appuntamento annuale ormai molto atteso dalla business community locale, dopo oltre 10 anni dalla sua prima realizzazione.

Buona anche la copertura mediatica dell’evento, con media locali presenti e con una rilevante distribuzione di contenuti anche sui social, a cura di content providers molto seguiti come Drinks Industry Ireland e di Shelflife e Jean Smullen Trade Diary.

Ben 29 le aziende vitivinicole italiane e 3 distribuzioni nazionali presenti, prevalentemente dalle regioni italiane a maggior portata produttiva come Toscana, Piemonte, Veneto e Sicilia, che hanno preso parte a numerosi incontri B2B con gli operatori irlandesi invitati.

Di rilievo anche la presenza dell’ambasciatore italiano in Irlanda Nicola Faganello accompagnato nella visita ai banchi delle cantine dal Direttore dell’Ufficio irlandese di ICE/ITA Giovanni Sacchi.
Due donne a organizzare e coordinare l’evento: Antonietta Kelly e Chiara Giorgini, con lunga esperienza da analiste di mercato. Per i produttori è stato messo a disposizione un eccellente compendio analitico, utile a prepararli sullo stato dell’arte del settore vino in Irlanda.

Vini “nuovi”, dunque, per il mercato irlandese e operatori esteri a colloqui prolungati e dettagliati con le case vinicole presenti. Brunello di Montalcino, Chianti Classico e Barolo, con aziende celebri come Ridolfi, Produttori di Govone e Reva, Villa Trasqua, Galli, accompagnati da areali e produttori emergenti come Bronzato e Cristiana Bettili per la Valpolicella e Iuppa per l’Etna DOC Superiore.

Infine, Puglia, Umbria e le altre qualificate presenze hanno contribuito a una immagine ricca di varietà del Paese Italia. Una menzione alla viticoltura eroica della Valtellina, con gli eccellenti Chiavennasca di Retica recensiti al massimo livello da tutte le testate italiane.

Segni di originalità e determinazione provengono altresì dalla Campania, con Astroni e la sua eccellente Falanghina, Nativ con Taurasi e Campi Taurasini e, da ultimo, Terre dell’Angelo, il cui Pallagrello Nero dell’Alto Matese ha destato il vivo interesse dei giornalisti presenti (era il rosso dei Borbone per antonomasia).

Nonostante le politiche del governo irlandese contrario a privilegiare il consumo di vino a favore della birra, la partecipazione di circa 100 operatori del settore vinicolo irlandese tra importatori, distributori, ristoratori, barman e stampa di settore, affermerebbe proprio il contrario. Una questione posta già in seno peraltro a Bruxelles.
La demonizzazione del vino, a ben vedere, potrebbe coincidere proprio nella crescente conquista di quote di mercato in Irlanda: nel corso del 2023, infatti, oltre nove milioni di casse di vino sono state vendute nel mercato irlandese, registrando un aumento dei volumi di vendita di quasi il 7% rispetto rispetto all’anno precedente.

Il vino è diventato la seconda bevanda alcolica più popolare della nazione, la cui quota di mercato nel settore bevande è cresciuta del 5,9% nel 2023, raggiungendo il risultato (non scontato) del 28,3% complessivo.
L’Italia si posiziona, peraltro, tra i cinque maggiori esportatori verso l’Irlanda dopo Cile, Spagna, Australia, e Francia e in prima posizione per il numero di varietà di tipologie. Segno che conferma la tendenza nel mondo Ho.re.ca. a richiedere non prezzi più bassi, ma tanta offerta per soddisfare la domanda dai clienti.

La Borsa Vini Italiani 2025 a Dublino ha lasciato tutti i partecipanti contenti e incoraggiati, nel conoscere sempre nuove varietà di vini e nel realizzare intese commerciali ricche di speranze.



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