Borgodivino in tour a Brisighella seconda parte: assaggi ed esperienze gourmet

Il fascino del borgo di Brisighella ha conquistato anche me, dopo aver partecipato alla tappa romagnola di Borgodinivinointour di cui ha raccontato in un precedente articolo il mio collega Matteo Paganelli.

La manifestazione ha avuto un grande successo e le persone hanno affollato i numerosi banchi di degustazione: ecco le cantine che ho avuto il piacere di scoprire!

Cantine Re Dauno ha sede a San Severo in Puglia  e produce Metodo Classico: l’idea nacque dai genitori di Ilaria Toma che iniziarono quasi per gioco nella cantina di casa a produrre bollicine e le prime 500 bottiglie, così piacevoli e interessanti, li spinsero a continuare l’avventura e di incrementare la produzione. Comprarono così un locale atto ad ospitare le attrezzature necessarie per la vinificazione e si specializzarono nella spumatizzazione delle uve autoctone quali il bombino bianco, il nero di Troia utilizzando per alcuni assemblaggi anche il pinot nero. Nella cantina situata nel sotterraneo di un palazzo barocco, a temperatura e umidità costante, le bottiglie sono allocate sulle pupitres e vien effettuato il remuage manualmente. In assaggio il VSQ metodo classico Gold 2019 – 36 mesi sui lieviti – ottenuto da bombino bianco e pinot nero (certificato Igp Puglia). Luminoso giallo paglierino con bagliori dorati, il corredo olfattivo rimanda alle note di pera, pesca, ribes, crosta di pane. In bocca è setoso, la bollicina fine e dimostra una buona persistenza e chiusura su ricordi fruttati. Affilato e preciso il Pas Dosé millesimo 2019 da bombino bianco, uno spumante che racconta in modo perfetto quanto il vitigno in questione sia versatile e capace di stupire in questa interpretazione. Giallo paglierino, si apprezzano i sentori di mela, biancospino, ginestra e uva spina; cremoso al palato, con una guizzzante sapidità e un finale su una nota ammandorlata. Del prezioso Rosé Nature da nero di Troia ne rimanevano solo 6 bottiglie in vendita, per cui ne ho acquistata una e mi riservo di raccontarla a parte e a breve. Una curiosità: il nome dell’azienda è stato ispirato dalla leggenda che racconta dell’eroe greco Diomede che fondò il Castris Drionis, l’attuale San Severo, in onore della sposa Drionia, figlia di Re Dauno.

Fattoria Zerbina è animata dalla passione, dalla competenza e dal coraggio di Cristina Geminiani che nel 1987 ha preso in mano le redini dell’azienda, creata dallo zio Vincenzo nel 1966, subito dopo l’acquisto del primo podere. Le viti di albana, sangiovese, ancelotta sono tutte condotte ad alberello come del resto la rappresentanza dei vitigni internazionali quali cabernet sauvignon, merlot e syrah.

Federica, in rappresentanza della proprietà, mi ha illustrato i vini portati all’evento, che mi hanno Ceparano 2022 è una gradevole espressione di questo vitigno che si propone con sentori floreali e impressionato per la grande qualità, bevibilità ed eleganza. Romagna Albana secco Docg Bianco di di frutta tropicale e colpisce per la dinamicità del sorso, grazie alla vibrante freschezza e alla chiusura quasi salina.

Romagna Sangiovese Superiore Docg Poggio Vicchio 2021: in questo vino il sangiovese è in purezza e colpisce per l’integrità delle sensazioni fruttate, tipicamente la marasca. La vinificazione e affinamento avvengono in acciaio. Romagna Sangiovese Superiore Riserva Torre di Ceparano 2017 si ottiene dopo 4 settimane di macerazione e un anno e mezzo di affinamento in tonneau. Le uve provengono da quattro cloni di sangiovese, la raccolta è parcellizzata: dall’annata 2018 si è scelto di produrre un vino con una maggiore bevibilità e che incontri maggiormente il gusto moderno.

Romagna Doc Sangiovese Riserva Pietramora – Marzeno- porta in etichetta la menzione geografica che stabilisce che le uve provengano da uno specifico cru, in cui è ammesso dal disciplinare solo un 5% di uve diverse dal sangiovese: in questo vino il sangiovese è in purezza e raccoglie il meglio dei vigneti aziendali. Luminoso rosso rubino, il bouquet regala precise note di piccoli frutti rossi, di spezie dolci e di humus. Caldo e avvolgente, con un tannino vibrante e una buona persistenza.

Antitesi è il risultato di un progetto che prevede l’impiego di un 60% di merlot assieme a un 40% di sangiovese appassito in pianta, mediante il taglio del tralcio; classica vinificazione in rosso per il merlot, vinificazione del sangiovese vendemmiato tardivamente che viene aggiunto alla vasca del merlot per ottenere un rifermentazione in diluizione. Un vino in cui la componente acida si sposa perfettamente con la sensazione vellutata data dal merlot, rendendolo apprezzabile anche da un pubblico di neofiti, meno avvezzo al carattere fiero del sangiovese.

Drei Donà – Tenuta La Palazza appartiene ai conti Drei Donà dagli anni Venti e dal 1980, Claudio, avendo abbandonato l’attività forense, decide di dedicarsi completamente alla produzione del vino e a esaltare le caratteristiche del sangiovese coltivato nei vigneti sulle colline tra Forlì, Predappio e Castrocaro. I nomi sulle etichette dei vini riportano quelli dei cavalli del piccolo allevamento di famiglia, tranne Lillybeth che ricorda invece quello delle fedeli cagnoline di razza corgy. Il lavoro in vigna segue i principi della agricoltura biologica, a tutela della biodiversità. La degustazione inizia con due versione di chardonnay, Il Tornese, di cui una vinifica solo in acciaio mentre l’altra Il Tornese le Origini ricorda lo stile borgognone, dato l’impronta del legno utilizzato per l’affinamento.

Predappio Doc Notturno 2020 nasce dalla selezione delle migliori uve e viene vinificato in vasche di cemento; la macerazione avviene per circa 14 giorni e l’affinamento in botti grandi di rovere francese e in tonneau. Manto rubino, note speziate di chiodi di garofano, marasca, prugna, amarena e  cioccolato; tannino preciso e affilato, che fa intuire le potenzialità evolutive, grazie anche alla piacevole componente acida. Lillybeth 2020 nasce da un blend di sangiovese e da una piccola percentuale (circa di 20%) di cabernet sauvignon e cabernet franc ed è pensato come un vino quotidiano, che segue oltre alle indicazioni per il biologico anche le attenzioni per avere in etichetta la certificazione vegana. Ho apprezzato la giovialità del vino, i profumi floreali, erbacei e fruttati che lo caratterizzano e il tannino presente ma perfettamente integrato.

Presso lo Stand del Club del Sigaro Toscano è stato possibile un avvicinamento al mondo del fumo lento guidati dagli esperti: in assaggio anche sigari aromatizzati al cacao, limoncello, grappa.

Per una cena speciale, il ristorante L’Infinito con la sua terrazza panoramica che guarda la vallata, è sicuramente una scelta perfetta per rendere la visita a Brisighella davvero indimenticabile!

Servizio curato, personale molto gentile e professionale e una bella carta dei vini.

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Olga Sofia Schiaffino

Medico Psichiatra, stregata da Dioniso, sommelier dal 2013,degustatore ufficiale, miglior sommelier della Liguria 2019. Recentemente ho inoltre superato il Wset level 3 a pieni voti. Blogger, comunicatrice del vino, media partner. Operatore enoturistico certificato. Ideatrice della prima guida social "I vini del Cuore". Una passione per le storie del mondo del vino che alimento con visite, degustazioni, approfondimenti e studio... e che amo raccontare con la mia "penna virtuale".

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