Lo “Stilema” di Mastroberardino: un viaggio tra Aglianico e Taurasi nella verticale per AIS Training Lab

Il cuore dell’Irpinia attraverso uno dei vitigni simbolo del Sud Italia.

È questo il filo conduttore della lezione-degustazione dedicata al Taurasi Riserva “Stilema”, l’Aglianico di casa Mastroberardino, protagonista di una verticale delle annate 2016, 2017 e 2018 durante la sessione AIS Training Lab presso la sede regionale a Santa Maria Capua Vetere.

Il tutto alla presenza del presidente AIS Campania Tommaso Luongo. A guidare la lezione è stato Piero Mastroberardino, una realtà che da secoli rappresenta il vino campano nel mondo.

La lezione: storia, identità e cultura del vino

Il momento formativo ha offerto ai partecipanti un vero e proprio viaggio nella cultura enologica, partendo da un principio fondamentale: la narrazione. Raccontare il vino significa trasmettere informazioni corrette e verificabili, costruendo una storia credibile che tenga insieme territorio, tradizione e identità.

Proprio su questi valori si fonda anche la campagna di comunicazione promossa da Piero Mastroberardino per il Ministero, incentrata su tre elementi chiave del vino italiano: territorialità, ambiente e convivialità.

Durante la lezione si è parlato anche di impresa e professionalità: creare valore è l’obiettivo di ogni azienda, ma non tutte riescono a farlo nello stesso modo. Questo processo nasce sempre dall’equilibrio tra vigna, cantina e visione imprenditoriale.



La storia della famiglia Mastroberardino rappresenta un esempio emblematico di questo percorso. Le radici dell’azienda affondano tra i comuni di Atripalda e Santo Stefano del Sole; del 21 agosto 1735 lna testimonianza documentata della produzione di Fiano. Nel 1900 poi l’azienda iniziò a esportare i propri vini proprio mentre il mercato francese veniva sconvolto dalla fillossera.

Nel tempo la famiglia ha contribuito alla valorizzazione dei vitigni autoctoni irpini, con tappe fondamentali come il riconoscimento del Greco di Tufo DOC nel 1970 e del Fiano di Avellino nel 1978.
Uno dei concetti più interessanti emersi durante l’incontro riguarda lo stile dei vini. Secondo Piero Mastroberardino, lo stile deve essere legato alla famiglia e alla storia dell’azienda, non a figure tecniche temporanee. È proprio da questa visione che nasce la distinzione tra Radici, vino simbolo legato al padre, l’indimenticato cavaliere al merito Antonio Mastroberardino, e Stilema, progetto ideato dallo stesso Piero.

Nel corso degli anni l’azienda ha portato avanti numerosi progetti innovativi senza perdere il legame con la propria storia: dal concetto di cru introdotto negli anni Settanta alla prima vendemmia di Radici Taurasi nel 1986, fino ai progetti più recenti come Nero a metà, Aglianico vinificato in bianco, e Stilema avviato nel 2015.

La degustazione: dall’anteprima Vibra alla verticale di Stilema

Prima della verticale è stato presentato Vibra 2024, nuovo nato di casa Mastroberardino, frutto dell’assemblaggio di Fiano, Greco e Falanghina è stato pensato per offrire immediatezza e freschezza. Un progetto nato per essere un Irpinia Doc ma a bassa gradazione alcolica, circa 10,5%, si presenta nel calice con un colore giallo paglierino luminoso. Il profilo aromatico richiama note floreali e vegetali. In bocca il sorso è scorrevole, fresco e morbido, con un leggero residuo zuccherino che aumenta la bevibilità. La sapidità accompagna il finale rendendo il vino agile e piacevole.

Stilema Taurasi 2018

L’annata 2018 mostra un profilo dinamico e luminoso. Il colore è rosso carminio con leggere sfumature granate. Il bouquet apre su fiori rossi, rosa e viola, accompagnati da piccoli frutti come mora e ribes. Emergono anche note speziate di chiodo di garofano e sensazioni balsamiche. Al palato è secco, caldo e morbido, con tannino ben integrato e una freschezza che sostiene la struttura. Il finale è sapido, intenso e persistente, con grande equilibrio complessivo.

Stilema Taurasi 2017

Il 2017 si presenta con un carattere elegante e sinuoso. Il colore mostra già leggere sfumature aranciate. Al naso emergono viola, cuoio e liquirizia. Il sorso è equilibrato, sostenuto da buona freschezza e sapidità. Il tannino è delicato mentre al gusto si ritrovano note di arancia sanguinella. Un vino armonico, di grande finezza.

Stilema Taurasi 2016

L’annata 2016 evidenzia un carattere più evoluto. Il colore è granato con riflessi aranciati. Il naso richiama frutta in confettura, datteri, tabacco e cuoio. In bocca il vino è secco, caldo e morbido con tannino ormai levigato e buona freschezza. Il sorso evidenzia note di arancia sanguinella e una chiara evoluzione aromatica che ne conferma il potenziale di invecchiamento.

La verticale ha confermato come Stilema rappresenti una lettura precisa dell’Aglianico secondo la visione della famiglia Mastroberardino: un vino capace di raccontare il territorio mantenendo un’identità stilistica chiara nel tempo.

Immagine di Nicola D Auria

Nicola D Auria

Nicola D'Auria, giornalista pubblicista e sommelier AIS. La passione per il wine & food mi porta in giro alla continua ricerca di sapori, tradizioni e curiosità. Curo la rubrica "Viaggio e Mangio" su Magazine Pragma e l'omonimo blog e pagina instagram. Scrivo anche di cinema e calcio, oltre ad essere un grande appassionato di running. Sono anche organizzatore di eventi sportivi e del festival cinematografico "International Sport Film Festival".

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

ALTRI ARTICOLI DELL’AUTORE