Si chiama Brisighella in Bianco III (tre) a indicare il terzo appuntamento che vede protagonista l’associazione Brisighella anima dei tre colli. Sono invece due le candeline spente per la loro Albana Brix della quale abbiamo avuto già l’opportunità di assaggiare le prime 2022 lo scorso fine agosto. Se vi ricordate, un anno fa ci eravamo immersi nell’anima del progetto svelando le prime interpretazioni dell’Albana: oggi torniamo a quel dialogo per degustare la nuova annata (2023) e scoprire come il lavoro dei produttori stia evolvendo, tra conferme, progressi e forse qualche incertezza.
La prima batteria vede al confronto due versioni coltivate nella zona delle terre fini e calcaree.

- Gallegati – Corallo Oro Brix 2023
Rispetto all’annata precedente, il Corallo Oro di Gallegati conferma e affina il suo profilo stilistico. Il naso si apre con profumi avvolgenti e delicati, dove il calore del frutto maturo convive con una sensazione di freschezza. In bocca si ritrova l’equilibrio tra volume e tensione: la struttura è piena ma bilanciata da una viva acidità. La fine astringenza, imprime il caratteristico timbro Albana, mentre il finale di bocca è fruttato e pulito. Un vino che segna una continuità solida nel percorso del produttore, confermando la maturità del progetto.

- Bulzaga – Scorzonera Brix 2023
Rispetto all’annata precedente, lo Scorzonera di Bulzaga non mostra un’evoluzione significativa e resta su un profilo espressivo che privilegia l’impatto aromatico più che la profondità varietale. Il naso è intenso, quasi esuberante, con note che ricordano essenze floreali e frutta matura. In bocca emergono sentori di nespola giapponese, accenni vegetali e un tocco di marzapane, mentre il passaggio in legno (questa volta con barrique nuove) risulta marcante, coprendo in parte l’identità del vitigno. Il risultato è un vino tecnicamente corretto, ma che ci fa allontanare dal carattere autentico dell’Albana.
La seconda batteria ha un unico campione, proveniente dalla vena del gesso.

- Casadio – Albagnese Brix 2023
L’Albagnese di Casadio si presenta con un colore deciso, quasi da orange wine, anticipando un profilo marcatamente macerativo. Il naso conferma questa impressione con note di albicocca sciroppata, frutta disidratata e accenni di frutta secca. L’impatto aromatico è intenso e ampio, ma tende a coprire le componenti più fresche. In bocca si avverte una leggera punta di carbonica (probabilmente legata a una rifermentazione) che disturba in parte l’assaggio. Il sorso resta comunque coerente con l’impostazione morbida e calda del vino, più orientato alle sensazioni dolci che alla tensione acida.
La terza e ultima batteria prende in esame quattro brix da terreni marnoso-arenacei.

- Baccagnano – Alveda Brix 2023
Debutto per Baccagnano nel progetto Brix, con un’Albana dal colore sorprendente: una tonalità che ricorda quella di un Crodino per luminosità e brillantezza. Al naso emergono note dolci, quasi da pasticceria, che suggeriscono inizialmente un profilo da vino passito. In bocca, invece, la freschezza fa da contrappunto a una presenza importante del legno, che tende però a sovrastare la componente varietale. L’astringenza, piacevole e tipica dell’albana, restituisce un tocco di autenticità. Un vino ricco, con una macerazione che guarda più al carattere rustico che all’eleganza.

- Vigne di San Lorenzo – Montesiepe Brix 2023
Nel segno di una svolta stilistica, Manetti presenta per la prima volta un’Albana vinificata interamente in bianco, a freddo, in un grande tronco conico di legno esausto da 15 ettolitri. Una scelta che si rivela vincente e che restituisce un profilo di straordinaria pulizia e precisione. Il naso è essenziale ma nitido, giocato su note fresche di frutto e vegetazione, con un’immediatezza che conquista per naturalezza. In bocca spiccano equilibrio e coerenza: l’acidità e la lieve astringenza dialogano perfettamente con il calore e l’estratto, dando vita a un sorso centrato, armonico e vibrante. Un vino che segna un punto di maturità nel percorso di Filippo.

- Fondo San Giuseppe – Fiorile Brix 2023
Rimaniamo in terre marnoso-arenacee ma saliamo un po’ di quota, in zona Valpiana, dove Stefano Bariani conferma l’ottimo lavoro della 2022. Il vino si distingue per un naso di grande fascino e complessità, dove le note di torta di mele e cannella si intrecciano a spezie dolci, accenni vegetali e un leggero tocco fumé sullo sfondo. La fermentazione in cemento e barrique trova un perfetto equilibrio, grazie a un assemblaggio finale condotto solo in cemento che restituisce freschezza e armonia. In bocca il sorso è pieno e misurato, con un equilibrio quasi esemplare tra calore e acidità. Un vino di grande eleganza, coerente e luminoso, che rappresenta una delle espressioni più centrate di questa annata.

- Vigne dei Boschi – Monterè Brix 2023
Il Monterè di Babini, dirimpettaio di Bariani, colpisce subito per il colore capace di catturare la luce con eleganza. Il naso è complesso e vibrante, dominato da note erbacee e balsamiche che ricordano erbe di campo, rucola e salvia, con accenni di fiori appassiti, china e camomilla. In bocca una leggera volatile dona dinamismo e contribuisce alla freschezza del sorso, che si sviluppa con grande equilibrio. Il finale sorprende per la comparsa di un frutto polposo, inatteso rispetto al profilo olfattivo, che completa un vino di autentico carattere e finezza.
In conclusione: Il salto rispetto alla 2022 è netto, quasi un salto quantico. Un risultato ancora più significativo se si considera la complessità dell’annata 2023, vendemmia segnata da piogge torrenziali, frane e perdite dolorose (come l’espianto della storica vigna di Albana di oltre sessant’anni di Stefano Bariani). Eppure, proprio in questo contesto difficile, il progetto Brix mostra la sua forza: quella di una comunità di produttori che continua a credere nell’Albana come baricentro bianco della Romagna.
Nonostante i progressi, resta però un nodo importante. Molte Albana Brix non sono state presentate in denominazione Romagna Albana DOCG, una scelta che rischia di indebolire la direzione del progetto. Brix nasce per costruire un linguaggio comune, un percorso condiviso fatto di regole e tempi (legno, affinamento prolungato, esclusione della grande distribuzione) che, pur non essendo ancora un disciplinare ufficiale, ne rappresentano già l’ossatura. Tornare all’interno della DOCG, per dar vita a sottozone e valorizzare le sfumature del territorio, sembra oggi un passo necessario.
L’Albana resta il vanto della Romagna, la sua unicità rispetto a ogni altra regione. Ma come già emerso un anno fa, la sua natura poliedrica, la sua “personalità dalle tante doti”, continua a generare una frammentazione stilistica. Questa ricchezza è al tempo stesso la sua forza e la sua debolezza: esalta la libertà espressiva dei produttori, ma rischia di rendere difficile identificare un tratto comune. Ed è proprio qui che il progetto Brix trova la sua missione più alta: arrivare a un’Albana riconoscibile, non solo per chi la produce, ma anche per chi la sceglie. L’obiettivo è chiaro: poter sedere in un ristorante, leggere “Albana Brix” sulla carta dei vini e sapere con precisione cosa si sta ordinando. Oggi questo non è ancora possibile, ma la strada è tracciata.
E forse la vera domanda da porsi è proprio questa: quanto tempo servirà perché la libertà creativa dell’Albana si trasformi finalmente in identità condivisa?



Iconic by Nature: costruire destinazioni di lusso tra cultura e design
A Battipaglia la vita rurale della Piana del Sele nella galleria di immagini del ristorante gourmet Cinque Foglie e nella nuova cantina
Toscana – Quando il Vino Nobile di Montepulciano si racconta a tavola
Napoli, al Gran Caffè Gambrinus una gigantesca torta “Mimosa” per festeggiare tutte le donne
Napoli, quando la fotografia incontra l’alta cucina: Sam Shaw e il mito di Marlon Brando al Deschevaliers Restaurant – Hotel De Bonart Naples