Vinitaly 2025: la degustazione guidata del Cinque di Tenuta Di Sipio

In occasione della 57° edizione di Vinitaly, dietro gentile invito del giornalista Marco Signori di Virtù Quotidiane, ho partecipato alla presentazione del Montepulciano d’Abruzzo 2017 “Cinque” – Tenuta Di Sipio.

La Tenuta si trova in Abruzzo a Ripa Teatina, in provincia di Chieti. I vigneti occupano una superficie di 70 ettari immersi tra i verdi rilievi collinari che da un lato degradano verso il mare Adriatico e dall’altro la catena montuosa della Maiella, il secondo massiccio più alto degli Appennini dopo il Gran Sasso.

Fondata all’inizio del nuovo millennio da Nicola Di Sipio, imprenditore di successo nel settore dell’automotive, Nicola ha acquisito la proprietà ed è partito, nel 2006, con il primo imbottigliamento. La cantina realizzata dall’architetto Rocco Valentini ben si integra nel contesto panoramico ed è vocata anche all’accoglienza degli enoturisti.

Un pregevole esempio di conservazione dell’architettura agricola dell’Abruzzo costiero integrato con innesti contemporanei in vetro e acciaio. La rivista Archilovers nel 2014 l’ha annoverata tra le prime dieci cantine di design al mondo. Al piano sotterraneo alloggiano vinificatori e barrique e sopra un’ampia sala per eventi tra mattoncini e vetri che creano un dialogo costante con il paesaggio esterno mozzafiato.

Un’antica villa del 1500, finemente ristrutturata, che tra gli ospiti illustri ha visto anche Gabriele d’Annunzio, una piscina a sfioro, un’altra sala per degustazioni ed in fase di completamento 8 suites aggiungono quel tocco finale di eleganza assoluta. Dal 2019 al timone dell’azienda c’è Paolo, figlio di Nicola.

Le etichette prodotte sono 15 ottenute dai 40 ettari coltivati in biologico, con varietà autoctone abruzzesi alle quali si affiancano quelle internazionali come Pinot Nero e Chardonnay per lo spumante Metodo Classico, il prodotto che ha dato il via al sogno vitivinicolo di Nicola Di Sipio. La produzione si attesta su circa 200 mila bottiglie annue. I

IL DI SIPIO 5

Il Di Sipio 5, assieme al Di Sipio 3, forma una coppia di vini che si riferiscono all’anno di nascita di Nicola, il 1953, e vuole rappresentare l’idea di eccellenza della cantina abruzzese. Per l’annata 2017 sono state prodotte soltanto 1.498 bottiglie, ognuna numerata. È il modo per rendere unico ogni esemplare di ‘5’, un vino che rappresenta il tributo di Di Sipio al tempo, alla terra e alla passione che Paolo ha ereditato dal padre.

Note di degustazione

Alla vista è rosso rubino profondo con sfumature granata. Al naso sviluppa sentori di prugne, mora di rovo, amarena, ribes nero, spezie dolci e liquirizia, con un sorso vellutato, pieno, appagante, coerente e persistente. La temperatura di servizio ideale è sui 18°C.

SCHEDA TECNICA

Origine e Vinificazione

• Uve: Montepulciano

• Raccolta: manuale a maturazione piena con attenta selezione dei grappoli ed acini perfettamente sani ed integri con vinaccioli lignificati.

• Vinificazione: Infusione e fermentazione a cappello sommerso temperatura 25-30°C e lunghissima macerazione post-fermentativa in tini troncoconici di rovere di Slavonia fino al momento dell’imbottigliamento.

Note del produttore

In media 2 o 3 volte ogni decennio alcuni grappoli raggiungono la desiderata concentrazione, maturazione aromatica e polifenolica. La progressiva e delicata estrazione avviene attraverso un’interminabile infusione macerativa all’interno di tini di rovere. Reazioni lentissime e interscambi nell’agglomerato integrale senza nessun travaso, trasformano con il tempo tutti i caratteri convenzionali. Frutto, spezie, consistenza e tannini assumono forme nuove ed un equilibrio inesplorato.

Immagine di Adriano Guerri

Adriano Guerri

La passione per il mondo enoico è nata anni fa, lavorando in alcuni importanti Hotels d'Europa. Durante il mio soggiorno all'estero mi sono iscritto ad un corso vini ed al rientro in Italia, per approfondire meglio la mia conoscenza, ho frequentato i 3 livelli con Ais. Mi piace degustare, visitare aziende vitivinicole, calpestare le vigne ed assistere alle kermesse enoiche. Da qualche anno a questa parte scrivo articoli su blog e riviste enogastronomiche nazionali.

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