Vini di confine, cucina d’autore e tramonti mozzafiato nel cuore della Capitale
Una sera d’estate a Roma, il cielo che sfuma nei toni dell’oro e del rosa, la brezza leggera del Ponentino e la vista mozzafiato sui Fori Imperiali. Questo è stato il palcoscenico naturale per una delle tappe più emozionanti del Gambero Rosso con l’evento Muzic on tour, un progetto itinerante che fonde l’eccellenza della cucina italiana con il meglio della produzione vitivinicola nazionale.

A fare da cornice all’evento, il suggestivo 47 Circus Roof Garden, dove lo chef Maurizio Lustrati ha ideato un menù raffinato e sapientemente abbinato ai vini dell’azienda Muzic, storica realtà del Collio friulano, rappresentata da Fabijan Muzic, giovane enologo e volto della nuova generazione del vino italiano.
Un menù fantastico
Il percorso gastronomico ha incantato i presenti fin dall’antipasto: polpo alla griglia su crema di avocado e chips di platano, esaltato dalla Ribolla Gialla 2024.

È seguita una melanzana al BBQ con estratto di pomodoro e basilico, arricchita da una crema di Provolone del Monaco, accompagnata dalla Malvasia 2024.

Come primo piatto, un risotto con scampi, fiori di zucca e pecorino ha incontrato il Friulano 2024, vino identitario del Friuli.

Il secondo è stato un delicato filetto di ombrina al tartufo nero estivo, servito con zucchine romanesche e patate novelle, perfettamente abbinato al Collio Bianco Stare Brajde 2022, un blend elegante e complesso.

A chiudere il percorso, un goloso bignè craquelin con crema di nocciola e lamponi, abbinato al sontuoso Picolit 2018, vino da meditazione di rara finezza.

La storia di una terra e di una famiglia
Fabijan Muzic, con il suo entusiasmo contagioso, ha raccontato la storia della sua famiglia e del Collio, terra di confine sospesa tra Italia e Slovenia. Un luogo segnato dalla storia – due guerre mondiali, mutamenti politici e culturali – ma che ha trovato nella viticoltura una rinascita autentica.

Dagli anni Ottanta, i genitori di Fabijan hanno creduto nella forza dell’identità territoriale, decidendo di imbottigliare il vino sotto un proprio marchio. Un’intuizione pionieristica: creare un’identità visiva forte, riconoscibile, per esprimere attraverso l’etichetta la personalità del vino. “Oggi si parla di brand”, racconta Fabijan, “ma i miei genitori lo avevano già capito allora”.
Il loro stile è rimasto coerente nel tempo: vini puliti, sinceri, raffinati, che raccontano il territorio senza forzature. “Meglio non imbottigliare piuttosto che accettare un vino non all’altezza”, spiega Fabijan. La sua filosofia è rigorosa, ma profondamente rispettosa del lavoro in vigna e della fiducia del consumatore.

La degustazione proposta da Muzic ha offerto un viaggio armonico tra varietà autoctone e interpretazioni territoriali d’eccellenza, confermando lo stile pulito, autentico e riconoscibile dell’azienda friulana.
La Ribolla Gialla 2024 apre il percorso con una freschezza agrumata e floreale, espressa in un sorso minerale e scattante, perfetto per accompagnare crudités e antipasti leggeri. Più calda e avvolgente, la Malvasia 2024 si distingue per un bouquet aromatico che intreccia fiori bianchi, pesca e mandorla, con una bocca piena, salina e persistente, ideale per esaltare piatti vegetali e speziati.
Decisamente identitario il Friulano 2024, che rivela il lato più morbido e vellutato del Collio: note di erbe e frutta matura si fondono con un finale ammandorlato che richiama la tradizione, perfetto con risotti e salumi locali.

Più strutturato e complesso il Collio Bianco Stare Brajde 2022, elegante blend di Friulano, Malvasia e Ribolla Gialla: il naso si apre su frutta tropicale, fiori gialli e nocciola, mentre al palato si sviluppa con ampiezza e profondità, sostenuto da una viva acidità e da una leggera maturazione in legno che dona equilibrio e persistenza. Ideale con piatti saporiti, tartufi e carni bianche.
A chiudere, il Picolit 2018, gioiello da meditazione: dorato e luminoso, profuma di albicocca disidratata, miele e fiori d’acacia, con un gusto dolce ma raffinato, che avvolge senza mai eccedere. Perfetto con dessert eleganti, formaggi erborinati o cioccolato bianco.

Una collezione che racconta il Collio con voce limpida e coerente: ogni etichetta è un piccolo ritratto del territorio, declinato con precisione tecnica e sensibilità artigianale.
Gambero Rosso ha confermato ancora una volta il valore dell’incontro tra cucina e vino, tra narrazione e identità. Fabijan Muzic, con il suo entusiasmo e la sua competenza, rappresenta al meglio la nuova generazione di vignaioli italiani: consapevoli, preparati, radicati nella tradizione ma proiettati al futuro.
















































