Il futuro del vino italiano è Donna: a Roma la “rivoluzione del movimento delle Sbarbatelle”

C’è un vento nuovo che soffia tra i filari delle vigne italiane, e porta con sé profumo di entusiasmo, passione e sensibilità tutta al femminile. È l’onda rosa delle Sbarbatelle, il movimento di giovani produttrici under 35 che sta rivoluzionando il panorama vitivinicolo italiano, mescolando radici profonde e visioni coraggiose. E nel 2024, questa energia contagiosa approda a Roma, nella raffinata cornice dell’A.Roma Lifestyle Hotel, grazie all’impegno di AIS Lazio.

Donne, Vino e Visione: Una Nuova Stagione per l’Italia del Vino

Se è vero che il vino nasce dalla terra ma racconta l’anima di chi lo produce, le etichette delle Sbarbatelle sono veri e propri ritratti liquidi, dipinti con grazia e determinazione da giovani donne che hanno scelto di scommettere su se stesse e sul futuro delle proprie aziende.

Il movimento, nato nel 2017 da un’idea di Paolo Poncino con il sostegno di AIS Piemonte, oggi rappresenta molto più di un gruppo di produttrici: è un simbolo di emancipazione, competenza e amore per il territorio. Le Sbarbatelle sanno coniugare tradizione e innovazione, portando avanti aziende storiche o fondandone di nuove, sempre con uno stile personale che unisce rigore tecnico e sensibilità femminile.

Intervisto la Presidentessa del Movimento Sbarbatelle, Giulia Arrighi che sottolinea i valori del movimento che si riassumono in un concetto concreto di unione e scambio tra colleghe in modo da fare rete e crescere insieme grazie allo scambio continuo di esperienze.

Il Valore della Bellezza e della Sensibilità nel Calice

C’è una qualità speciale nei vini delle Sbarbatelle. Non è solo una questione di tecnica o terroir, ma di sguardo sul mondo. La sensibilità femminile si riflette nella scelta delle uve, nella cura del dettaglio, nel rispetto per la natura e nella capacità di raccontare attraverso ogni sorso un’emozione autentica.

Il banco d’assaggio di Roma sarà una finestra su questa dimensione, dove accanto alla qualità delle etichette si percepirà la storia, il sacrificio e la visione di giovani donne che, con il proprio tocco, sanno dare bellezza e profondità al vino italiano.

Un Manifesto di Coraggio e Talento

Sbarbatelle a Roma non è solo un evento, è un messaggio potente di empowerment. In un settore ancora in parte dominato da logiche maschili, queste giovani produttrici dimostrano che il talento non ha genere. Ogni etichetta è il volto di una donna che si è rimboccata le maniche, ha preso decisioni difficili e ha saputo innovare, senza mai perdere di vista la qualità e l’identità del proprio vino.

Con aziende come Bruna Grimaldi, Castello di Uviglie, Donato D’Angelo, Tenuta Placidi, Velenosi e tante altre, la manifestazione celebra la forza creativa delle donne e la loro capacità di emozionare attraverso il vino.

Vino, Solidarietà e Speranza

Oltre alla passione per il vino, AIS Lazio dimostra un impegno concreto anche nel sociale, partecipando ogni anno con una squadra alla Race for the Cure, per sostenere la ricerca e la prevenzione contro il tumore al seno. Una presenza che ribadisce quanto il mondo del vino sappia essere vicino alle persone e ai valori più autentici.

Brindare al Futuro, con il Cuore e con il Sorriso

Sbarbatelle a Roma è molto più di un appuntamento enologico: è un brindisi collettivo al futuro del vino italiano, un invito a scoprire quanto le nuove generazioni possano innovare e sorprendere, con grazia, eleganza e tanta determinazione.

Inoltre, per la prima volta le Sbarbatelle sono state presenti con il loro stand al Vinitaly 2025 nel Padiglione 10 del Piemonte. Il successo è stato incredibile tanto che nemmeno loro se lo aspettavano. Il vino è donna, il vino è bellezza, il vino è futuro. E le Sbarbatelle sono pronte a raccontarcelo, un calice dopo l’altro.

Montepulciano: ritorno da Podere Casanova per creare un blend in stile Supertuscan

Isidoro e Susanna Rebatto sono degli autentici visionari per l’areale di Montepulciano. Di loro e del sogno chiamato Podere Casanova abbiamo già scritto in un precedente articolo firmato dall’autore Alberto Chiarenza. Tornare in questi luoghi era dunque una sorta di obbligo morale, per comprendere appieno l’aderenza del progetto alle aspettative iniziali dei titolari.

L’occasione giusta è arrivata con la lodevole iniziativa enoturistica Podere Casanova: un weekend di relax, cultura e buon vino con l’evento “Crea il tuo IGT Toscana 2022” tra le dolci colline di Montepulciano creata in collaborazione con l’ufficio stampa Maddalena Mazzeschi.

Il contesto di Montepulciano

Uno dei borghi più belli d’Italia, visitato di recente in un tour a cura del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano. Le sue stradine, le Chiese e le numerose terrazze panoramiche dominano la vista dall’alto delle colline morbide, lungo i versanti della Val di Chiana, fino al Lago Trasimeno e a Montalcino in lontananza.

Ricca di storia e fascino, con le famose tre cerchie murarie, Montepulciano è da sempre terra di mercati fiorenti, di vino e di conquista, avvenuta nel medioevo da parte della Repubblica di Siena, che qui pose il proprio feudo-crocevia di genti e di culture. Ancora oggi molte realtà vitivinicole possiedono locali di fermentazione e affinamento sotto le vie della città, a perenne ricordo di una tradizione millenaria tramandata sin dagli antichi Etruschi.

Il nostro ritorno a Podere Casanova

Se Susanna è l’anima commerciale dell’azienda, certamente il guru in campo è il marito Isidoro: vasta esperienza nel settore della geotermia per le centrali idroelettriche ed appassionato di tutto ciò che riguarda la Natura. Le vigne hanno rappresentato la prosecuzione di quanto svolto sinora, con particolare attenzione verso l’ambiente ed i trattamenti, l’abolizione del rame chimico e la preferenza per l’anolyte, prodotto di sintesi osmotica e potente antifungino.

In cantina il giovane enologo Mirko Tizzoni collabora instancabilmente per dare sintesi e voce alle varietà d’uva coltivate: dal Sangiovese, fino agli internazionali di lusso Cabernet Sauvignon, Merlot, Pertit Verdot e Syrah.

Il Sangiovese di Montepulciano a confronto con i vitigni internazionali

Proprio nell’evento ideato per gli appassionati e gli addetti ai lavori è stato possibile capire le differenze tra il nobile Sangiovese e le altre contaminazioni provenienti da varietà d’origine francese. In questa zona il principe di Toscana matura con maggior lentezza, complice terreni, esposizioni e condizioni climatiche che centellinano la formazione di una corretta e ben integrata trama polifenolica. Il blando Merlot risulta svantaggiato rispetto al Cabernet Sauvignon denso e succoso, al Syrah che guarda alla ricchezza aromatica di Cortona e ad un’insolito Petit Verdot di carattere.

L’evento “Crea il tuo IGT Toscana 2022”

Dopo le spiegazioni di rito, ha inizio, dunque, il momento clou della manifestazione promossa da Podere Casanova, quello di testare i vari campioni di vino già pronto e unirli – in termine tecnico “blendarli” – per realizzare un Supertuscan che racconti del territorio e delle sue uve. Ci si è potuti avvalere dell’assistenza dello staff aziendale, muniti di una pipetta graduata utile allo scopo.

Il nostro risultato, in attesa della sosta in bottiglia e di un successivo riassaggio nei prossimi mesi, ha visto la composizione in percentuale del 45% di Sangiovese, 25% di Cabernet Sauvignon, 15% di Syrah, 10% di Petit Verdot e 5% di Merlot. Un gioco entusiasmante che ci ha consentito, per un breve momento, di essere piccoli enologi in cerca di successo.

Le rarità tra le proposte di Podere Casanova

Non solo classicità toscana a chilometro zero, bensì fantasia, illuminazione e coraggio tra le etichette degustate in cantina e nello spaccio aziendale di Montepulciano.

A dir poco meraviglioso Euforia 2019, quasi irripetibile per le condizioni in cui ha preso forma. Chardonnay, Verdello e Grechetto, quest’ultimo che ha visto il contatto con la muffa nobile, in stile orvietano. Nuance di camomilla essiccata, albicocca, canditi di cedro e miele di millefiori. Finale lungo e salmastro, per un vino fuori da qualsiasi schema.

Succoso e gradevole il Rosso di Montepulciano 2019, in uscita molto tempo oltre quanto prevede il Disciplinare di produzione. La tipica ciliegia matura, sospinta da spezie tenere e rimandi officinali saporiti.

Verticale del Vino Nobile di Montepulciano annate dalla 2019 alla 2014 con la 2018 e 2017 in perfette condizioni, apprezzabili per motivi diversi: la prima evidenzia note terziarie da brace di camino e torrefazione, la seconda tutta la potenza ed il nerbo del frutto in un’annata considerata erroneamente troppo calda per fare vini longevi e di qualità.

In ultimo l’eleganza convincente del cru Settecento – Vino Nobile di Montepulciano 2018 – dai filari più vecchi prospicienti il bosco e allevati con tecniche alternative. Sangiovese in purezza, dimostra il timbro territoriale tra amarene sotto spirito, fiori violacei, erbe spontanee e sfumature di genziana unita a cacao in polvere e tabacco biondo. Tannini setosi e persistenza quasi infinita.

Forse meno rassicuranti le tenue bollicine e gli alquanto pomposi due IGT Toscana – Leggenda e Irripetibile – troppo ancorati ad una macchinosità di beva non più in voga come nel passato. Agilità è il nuovo motto per il presente e l’immediato futuro, non scommettendo però sul fatto che determinati spessori non tornino di moda prima o poi.

In esclusiva per 20Italie l’assaggio della tipologia Vino Nobile di Montepulciano “Pieve Sant’Ilario” 2021

La famiglia Rebatto ci ha tenuto a riservare la prova, per i lettori di 20Italie, della nuova tipologia etichettata Vino Nobile di Montepulciano “Pieve Sant’Ilario” 2021, che uscirà in commercio non prima di un paio d’anni di ulteriore riposo in vetro. Assaggio en primeur strepitoso, dal frutto scuro di bosco e con spezie delicate rimarcate da sbuffi mediterranei. Ben 24 mesi in legno tra tonneau e barrique di secondo passaggio.

ANANTARA CONVENTO DI AMALFI GRAND HOTEL: FUGA DI PASQUA IN COSTIERA TRA GUSTO, RELAX E CULTURA

Comunicato Stampa

Dalla divertente caccia alle uova alle raffinate sorprese culinarie del ristorante Dei Cappuccini e agli esclusivi rituali benessere all’Anantara Spa, fino alle esperienze inedite alla scoperta del territorio

Amalfi, aprile 2025. Con l’arrivo della primavera, la Costiera Amalfitana si accende di nuovi colori e profumi avvolgenti: i vivaci fiori che sbocciano lungo la costa e il cielo azzurro annunciano il ritorno delle giornate di sole. In questa suggestiva cornice, Anantara Convento di Amalfi Grand Hotel, che ha riaperto le porte il 12 marzo, èpronto a celebrare la Pasqua offrendo soggiorni all’insegna dell’eccellenza, tra esperienze autentiche, momenti di relax e imperdibili incontri gastronomici.

Si inizia con il primo appuntamento il sabato prima di Pasqua, il 19 aprile, con un pomeriggio dedicato a tutta la famiglia: dalle 16:00 alle 18:00, l’antico Chiostro prenderà vita e si trasformerà in un’oasi di divertimento per grandi e piccini. Giochi, attività creative e un colorato truccabimbi accompagneranno la visita speciale del coniglietto pasquale, che sorprenderà i piccoli ospiti con dolci e sorprese. L’evento è aperto anche agli esterni, regalando a tutti la possibilità di immergersi nell’atmosfera festosa della Pasqua in Costiera.

La domenica di Pasqua, il 20 aprile, si apre con una colazione speciale presso il Ristorante Dei Cappuccini, dove l’immancabile apertura delle uova di cioccolato renderà il risveglio ancora più dolce. A seguire, alle 11:00, l’atmosfera si riempirà di allegria con la tanto attesa Caccia alle uova nel giardino dell’ex Convento. Le famiglie vivranno un momento di puro divertimento alla ricerca delle uova nascoste, immersi nella quiete della natura, tra i colori del giardino in fiore e una vista spettacolare che si apre sul mare.

Per il Pranzo di Pasqua – dalle 12:30 alle 15:00 -il Ristorante Dei Cappuccini invita ad intraprendere un viaggio culinario, curato dall’Executive Chef Claudio Lanuto, che celebra la tradizione gastronomica del territorio, in un trionfo di sapori e aromi. Sulla terrazza panoramica, con il mare cristallino della Costiera Amalfitana che si estende all’orizzonte, si potranno gustare piatti tipici come fusilli napoletani con stracotto di agnello, maiale laccato al limone e dolci napoletani, il tutto accompagnato da una selezione di vini pregiati. Un pranzo indimenticabile, perfetto per condividere momenti speciali con i propri cari, aperto sia agli ospiti dell’hotel sia agli esterni.

Per chi desidera abbandonarsi a un momento di totale benessere, l’Anantara Spa, punto di forza del brand Anantara, propone trattamenti unici. Da segnalare, Il Citrus Bliss Rivitalizzante, che include un massaggio agli agrumi di Amalfi rigenerante, seguito da un trattamento viso per una pelle fresca e luminosa. In alternativa, l’offerta Energizzatevi e rilassatevi combina un rilassante scrub corpo con un massaggio antistress che allevia tensioni e ristora i sensi, preparando gli ospiti ad affrontare la nuova stagione con una nuova energia.

Non mancano, infine, le attività pensate per esplorare il territorio e conoscere la cultura locale:

  • “Pace & Bene” con Fra Marcus, momenti nei quali immergersi nella vita monastica insieme al frate del convento, esperto della filosofia Pace & Bene e profondo conoscitore dei segreti della struttura. Fra Marcus è a disposizione per offrire dettagli sul contesto storico durante le visite alla chiesa, al chiostro e alla Passeggiata dei Monaci [Su prenotazione – soggetta a disponibilità]
  • Amaro Masterclass al Bar Dei Cappuccini, un’immersione nei sapori storici, con l’opportunità di esplorare gli amari preparati dai monaci, utilizzando erbe coltivate nel convento e scoprendo le loro proprietà lenitive e digestive. Ogni degustazione sarà accompagnata da stuzzichini locali, per un’esperienza completa. [Su prenotazione – soggetta a disponibilità]
  • Easter Afternoon Tea al Bar Dei Cappuccini, una degustazione di selezionate prelibatezze tipiche della Pasqua, tra cui la tradizionale pastiera napoletana e specialità salate, il tutto accompagnato da un calice di bollicine per rendere il momento ancora più speciale. [Quando: ogni giorno, dalle 15:00 alle 17:00]

Per info consultare il sito https://www.anantara.com/it/convento-di-amalfi

Per prenotazioni contattare conventodiamalfi@anantara-hotels.com – +39 089 8736711

Note Stampa

Anantara Convento di Amalfi Grand Hotel

Anantara Convento di Amalfi Grand Hotel fa parte del portfolio europeo del brand Anantara Hotels & Resorts, del gruppo Minor Hotels. Situato in una delle destinazioni più famose d’Italia, in uno dei monumenti più iconici della Costiera Amalfitana – un ex convento dei Cappuccini del XIII secolo costruito a picco sulla scogliera – l’Hotel dista a soli 10 minuti a piedi dal centro di Amalfi e a circa 90 minuti di auto dall’aeroporto internazionale di Napoli. Un rifugio esclusivo, ideale per chi cerca una fuga di serenità e benessere, in un ambiente intimo e riservato, dove rigenerarsi in totale tranquillità. L’edificio, risalente a 800 anni fa, è stato sottoposto a un attento lavoro di ristrutturazione che ha preservato le caratteristiche storiche dell’edificio, tra cui il chiostro e la chiesa barocca, completa di altare in marmo e pavimento in maiolica. Della facciata sono stati attentamente conservati i materiali e i colori originali. Il design degli interni si ispira al convento e alla vita semplice e artigianale dei monaci che per secoli hanno abitato questo luogo, con materiali naturali – legni, pelli, fibre naturali e metalli preziosi, impreziositi da dettagli di lusso che contraddistinguono il brand Anantara.

L’albergo, con un totale di 52 camere e suite elegantemente rinnovate, ospita il ristorante gourmet Dei Cappuccini, curato dall’Executive Chef Claudio Lanuto, La Locanda della Canonica, l’Anantara Spa e una palestra panoramica all’aperto dotata di attrezzature all’avanguardia TechnoGym. Inoltre, la struttura vanta un’ampia terrazza con piscina a sfioro sul bordo della scogliera, offrendo agli ospiti una vista mozzafiato sul mare. Grazie al suo fascino unico e alla sua posizione straordinaria, Anantara Convento di Amalfi Grand Hotel è anche una delle location per matrimoni più belle e ricercate della Costiera Amalfitana.

Per maggiori informazioni contattare:

Francesca La Rosa
Marketing & Communication Manager
Anantara Convento di Amalfi Grand Hotel
E: f.larosa@anantara-hotels.com

Ufficio Stampa Anantara Convento di Amalfi Grand Hotel

FCOMM via Pinamonte da Vimercate, 6 – 20121 Milano

Francesca Pelagotti: E-mail: francescapelagotti@fcomm.it

Lodovica Massarelli: E-mail: lodovicamassarelli@fcomm.it

Chiara Cortiana: E-mail: communication@fcomm.it

Aldo Viola: il cuore di Alcamo batte attraverso i suoi vini naturali

Il nostro viaggio ad Alcamo, culla storica della viticoltura siciliana, è iniziato con una visita che non dimenticheremo facilmente: la cantina di Aldo Viola. Figura carismatica e punto di riferimento per il territorio, Aldo incarna tutti quei valori che rendono unica questa terra. In un momento in cui il mercato aveva messo a dura prova il settore vitivinicolo della Doc Alcamo, lui è riuscito a restituire dignità e valore al territorio, elevandolo ad espressione autentica di tradizione e innovazione.

La storia della famiglia Viola

Discendente di quattro generazioni di vignaioli, Aldo sceglie tuttavia di percorrere una strada perigliosa, un percorso che lo ha portato a sfidare con energia le tesi paterne, sperimentare e viaggiare per aprire nuovi orizzonti rivoluzionari. A 20 anni lascia la città natale e approda a Copenaghen, lontano anni luce dalla comodità di oggi. In tale periodo si impregna di nuove esperienze, apre la sua visione del mondo e del vino, immergendosi in un contesto internazionale. Ma l’inverno in Danimarca è buio, spesso umido e grigio, ogni giorno l’alba si posticipa di 10 minuti e il richiamo del sole della sua terra si rivela irresistibile.

Ritorna in Sicilia con una consapevolezza rinnovata e uno sguardo diverso: scopre così che molte delle scelte del padre, apparentemente tradizionali, erano in realtà profondamente moderne, anticipatrici di tendenze che il mercato avrebbe riconosciuto solo molto più tardi.

I vigneti aziendali

Le vigne si estendono su due territori dalle caratteristiche uniche, tra Feudo Guarini e Contrada Pietrarinosa, dove i suoli argillosi-calcarei si intrecciano a microclimi estremi. “Ogni anno è una tela bianca da dipingere”, ogni dettaglio della produzione è una scelta consapevole: nessuna chimica in campo o in cantina, basse rese, uve selezionate manualmente chicco per chicco e processi artigianali curati direttamente da Aldo. “Più cose fai più il vino ti chiede una risposta”.

La sintesi apparentemente semplice di Aldo è frutto di una grande ricerca e di una filosofia radicata in lui e figlia di profonde riflessioni. “Causa ed effetto nel vino sono espressioni in un range di parametri” che bisogna limitare il più possibile. I suoi vini sono figli di un equilibrio perfetto tra biodiversità e creatività. Le tecniche di coltivazione in Biologico si affiancano alla Biodinamica con l’unico obiettivo di riattivare il ciclo vitale e con esso ridare al suolo tutta la sua fertilità. Le pratiche in cantina ridotte all’essenziale per non rovinare, semmai esaltare, quanto di buono è stato fatto prima. Ne escono vini dalla fortissima presenza e identità territoriale.

La Syrah dell’etichetta “Coccinella” più fresco e affinato in acciaio, racconta la forza del vento e la mineralità della terra, mentre il complesso Syrah “Plus” si fa portavoce di ambizioni più strutturate. Il Catarratto “Krimiso” è pura poesia: nato a 430 metri di altitudine, è il frutto della combinazione tra tradizione e l’istinto di un artista. E non possiamo dimenticare il “Moretto” blend di Nerello Mascalese, Syrah e Perricone, capace di esplodere in un ventaglio di sapori e una grande bevibilità.

L’assaggio dei vini di Aldo Viola

Brutto – Frizzante – Metodo Ancestrale – rifermentazione in bottiglia. Si tratta di un Cataratto nato da suolo argilloso e sabbioso a un’altitudine di 400mt, fermentato spontaneamente in acciaio e poi imbottigliato in primavera. Pungente, esuberante ben amalgamato con la massa giustamente zuccherina e dal sorso pieno e compiuto. Decisa freschezza e mineralità che amplifica la generosità fruttata e floreale, con sbuffi di caramella agli agrumi.

Brutto Rosè Frizzante – altro rifermentato in bottiglia, rosso nel carattere ed elegante, da vigne coltivate su un terreno argilloso, sabbioso e calcareo di Nerello Mascalese, Perricone e Syrah. Dopo una fermentazione spontanea in vasche d’acciaio il vino affina in bottiglia; un sorso di grande piacevolezza.

Egesta – 2018 – Grillo all’ennesima potenza, senza compromessi, proveniente da territori di elezione unici, una singola vigna sita sulle colline di Pietrarossa nei pressi di Calatafimi, 250slm. Vinificato a grappolo intero e con macerazione per 6 mesi senza solforosa, filtrazioni o chiarifiche. In tutte le fasi ricorda l’arancia, prettamente candita, ma anche macchia mediterranea ed effluvi minerali. La bocca è setosa, cremosa e profonda, marina. Il finale è lunghissimo e con una leggera frizione tannica a impreziosirlo.

Krimiso – 2016 – Cataratto – Il nome proviene dalla Dea di un fiume termale della provincia di Trapani. L’interpretazione del Cataratto parte da una vigna di 15 anni a 500 m.s.l.m. in una vallata scoscesa con vista mare, terreni sabbiosi rossi, a diversi km da Alcamo. 5 mesi di macerazione sulle bucce di uve diraspate e fermentate con i propri lieviti indigeni. Arriva in bottiglia senza pressatura meccanica, esclusivamente per gravità, senza stabilizzazioni o filtrazioni, solo l’aggiunta di 20mg/s di solfiti per conservarlo alla sfida del tempo, che nel nostro assaggio vince a man basse. Il colore intenso è da orange wine, poi sorprende al naso con note di agrume bianco, frutta candita e fiori freschi ancora bianchi. In bocca è sensuale e vivace, freschezza e salinità donano dinamicità, il finale è lungo leggermente ammandorlato.

Shiva – 2006 – Prodotto solo quando l’annata ispira e, così come il Dio Shiva, della distruzione e della rinascita può presentarsi in molteplici forme. Vendemmia tardiva di Cataratto da vecchie viti dell’azienda poi macerato 6 mesi insieme alle sue bucce, pressato e affinato in botte di rovere francese. Il 30% del raccolto viene appassito prima della fermentazione, conferendogli una concentrazione di frutta eccezionale. Il profondo tono ambra è punteggiato di riflessi aranciati. Al naso è ampio e variopinto, miele di agrumi, zafferano, note iodate, pepe bianco, fiori d’arancio. Il vino si apre, continuando con richiami a arancia amara e macchia mediterranea, caramello salato.

Guarini – 2014 – Syrah per Aldo è il ricordo della madre francese e del vino rosso delle feste. Quando rientra dalle sue esperienze all’estero Aldo ha nella testa tante idee e ancora quello spirito di rivoluzione, che lo porta a sfidare la cultura bianchista dei suoi avi. Individua nel Feudo Guarini, a 30 km dall’Azienda di famiglia una montagna vergine, 6 ettari a 350mslm rubati alla roccia marnosa bianca affiorante, che ritiene perfetti per esprimere a meglio i caratteri di Syrah e Nero d’Avola.

I terreni sono argilloso-calcarei ricchi di scheletro e sostanza, sormontata da forte vento in un contesto climatico caldo e asciutto. Forti escursioni termiche, nella testa di Aldo c’è una Syrah floreale, salina e verticale. La vigna allevata ad alberello ha circa 25 anni, avviene una accurata cernita dei grappoli, in cantina fermentazione spontanea e invecchiamento avvengono in tonneaux di rovere francese e per almeno 9 mesi. Nessuna chiarifica o filtrazione, aggiunta minima di solforosa.

Il calice è rosso rubino scuro dalle sfumature granato. Il naso ha un impatto importante e ricco, un perfetto incontro tra la Sicilia e il Rodano, con toni fruttati di prugne e arancia sanguinella e macchia mediterranea che si alternano a ricordi salmastri di oliva nera, pepe nero, carruba e ginepro. Grande carattere, sorso fresco e coerente, una generosità ben retta da una impalcatura salina importante. Lungo materico e longevo.

Ruby – 2000 – Chi ha una passione sa che ci sono cose che non si possono comprare, ma piuttosto si condividono con amici e gli appassionati. Di quest’ultimo vino possiamo discutere delle note di degustazione, ma non possiamo condividere il momento e la ritualità, secolare, che Aldo ha voluto condividere con noi. La strada è quella dei vini ossidativi, ispiranti dalle creazioni capolavoro del vicino De Bartoli e dei Marsala pre-British. Parte da una base Rossa, Nero D’Avola e Syrah alla quale si aggiungono i bianchi Grillo e Cataratto, pratica di antica memoria ma spiegata con un senso moderno, ossia donare al vino il Ph necessario per la sfida del tempo. Viene realizzata 1 barrique, dimenticata per 14 anni, 80 litri, 102 bottiglie, senza etichetta, perché è “il vino dell’amicizia”.

Abbiamo rivissuto un rito georgico bagnando con questo vino delle Sarde sotto sale, tesoro delle acque Siciliane e dell’Olio Estravergine di Oliva Viola, altro gioiello dell’Azienda e Oro di Sicilia. Aldo Viola non è soltanto un vignaiolo, ma un visionario che ha saputo riaccendere ad Alcamo il fuoco della tradizione e della conoscenza vinicola, ispirando i giovani, i Cataratto Boys e donando loro il ruolo che sicuramente meritano nel panorama vitivinicolo italiano.

“Destinazione Vesuvio” – Cerimonia di presentazione del Portale Vesuvio Way al Palazzo Mediceo ad Ottaviano

COMUNICATO STAMPA

Destinazione Vesuvio – presentato il portale Vesuvio Way a Palazzo Mediceo, Città di Ottaviano NA giovedì 3 aprile 2025 alle 18.30

La presentazione del progetto VesuvioWay, portale che unisce operatori del turismo e viaggiatori appassionati, per vivere la storia e la bellezza della provincia di Napoli attraverso percorsi ed esperienze autentiche, alla presenza dei maggiori esponenti del territorio.

Dalla collaborazione tra il Consorzio Tutela Vini Vesuvio e il Consorzio di Tutela del Pomodorino del Piennolo nasce il relativo Distretto Agroalimentare di Qualità (DAQ) che lancia il Portale Vesuvio Way: la risposta concreta alla domanda di turismo esperienziale per esplorare tutte le eccellenze territoriali.

Vesuvio Way intende porsi come strumento strategico e aggregante, una vetrina privilegiata su cui esporre il ricco ventaglio di itinerari alla scoperta dei luoghi, della storia, della cultura e del vino a partire del napoletano per aprirsi a tutta la regione Campania.
Una proposta di viaggio destinata al turista attento e alternativo, a chi ama la natura, a quanti preferiscono mete meno affollate alla continua ricerca del bello e del buono, del piatto genuino, della ricetta antica, della sapienza vitivinicola propria di queste terre.

La cerimonia di presentazione ha previsto i saluti di Biagio Simonetti, Sindaco di Ottaviano; Raffaele de Luca Presidente Parco Nazionale del Vesuvio e Cristina Leardi, Presidente Consorzio di Tutela del Pomodorino del Piennolo del Vesuvio dopo l’introduzione di Ciro Giordano, Presidente Consorzio Tutela Vini Vesuvio e del DAQ il quale ha tenuto a sottolineare lo spirito di apertura e collaborazione di tutta la comunità e degli attori della regione Campania nel loro insieme, elementi fondamentali per il successo di questa iniziativa e non solo.

A seguire, si sono confrontati su “Il ruolo della motivazione nella scelta della destinazione dei viaggiatori contemporanei”: Marco Razzano, consigliere nazionaledell’Associazione Città del Vino – che già dagli anni ’80 punta alla valorizzazione del paesaggio – il quale auspica un coinvolgimento sempre maggiore dei giovani nel settore agricolo per nuovi sviluppi; dopo di lui, Maria Paola Sorrentino, presidente Movimento del Turismo del Vino Campania la quale ha sottolineato, tra le altre cose, che siamo tutti ospiti di un territorio, i turisti così come i promotori di un servizio, e come tali dobbiamo rispettarlo, consapevoli dell’unicità del territorio in cui operiamo. Infine Luciano Pignataro, noto giornalista professionista e scrittore ha ricordato gli esempi virtuosi di questo territorio e della Campania in generale per affrontare senza timori le sfide di questi tempi, appellandosi anche a un cambio di approccio alla comunicazione, ad esempio nel mondo del vino, affinché si possa arrivare prima e ancora meglio. Il confronto è stato moderato da Chiara Giorleo, giornalista e capo-panel Italia del concorso mondiale sull’enoturismo la quale ha tenuto ad aprire i lavori sottolineando la crucialità di un dialogo tra tutte le parti al fine di sfruttare al meglio l’enorme potenziale che l’accoglienza integrata offre per rispondere in modo strutturato ad una domanda sempre più complessa.

L’idea progetto VesuvioWay è stata presentata, con la solita professionalità, da Nicola Matarazzo, consigliere di amministrazione DAQ Vesuvio e coordinatore progetto Vesuvio Way prima della dimostrazione pratica di Gianluca Annunziata, gestione piattaforma digitale – Seed Media Agency.
Decisivo l’appoggio di Nicola Caputo, Assessore Agricoltura Regione Campania, il quale sottolinea la puntualità di un lancio del genere in un momento difficile come questo che ci trova uniti in una sinergia ancor più necessaria.

In tema di eccellenze territoriali, la presentazione si è conclusa con un percorso enogastronomico raffinato grazie alla preparazione dei piatti tipici preparati dai docenti e dagli studenti dell’Istituto Alberghiero “Luigi De’ Medici” di Ottaviano, con la partecipazione straordinaria dello Chef Domenico Iavarone, e una ricca proposta di Vini della Vesuvio DOP e IGP Pompeiano curata dall’AIS Vesuvio.

Vesuvio Consorzio Tutela Vini | Segreteria

Via Pomigliano, 6 | 80048 | Sant’ Anastasia (NA) | Italia

Fax/Ph. +39 081 5306951

www.vesuviodop.it |consorzio@vesuviodop.it

Romagna: cantine Amaracmand, l’enologo Maurilio Chioccia prova a dare perfezione stilistica al loro Sangiovese “Imperfetto”

“Per fare tutto ci vuole un fiore” cantava l’indimenticato Sergio Endrigo. Per fare un’azienda vitivinicola, in realtà, ci vuole un po’ meno poesia e tanta concretezza. Leggiamo ovunque di proposte a dir poco fantasiose, creazioni stilistiche, affinamenti terracquei e subacquei, vigne recuperate da vitigni scomparsi, quasi impronunciabili.

Tutto bene per carità, quando si punta su un settore con un preciso target e ne nasce un business vincente, nessuno può mettere bocca. Il liberismo è anche questo, opinabile o meno, ma noi addetti del settore preferiamo parlare in termini pratici se quanto veduto e assaggiato possa aderire ai canoni della piacevolezza, della contemporaneità del gusto e del territorio.

Marco e Tiziana Vianello delle cantine Amaracmand probabilmente non si aspettavano cosa comportasse il vero lavoro di vigneron in Romagna. Qui non si scherza, quando si ha a che fare con autoctoni di lusso come Albana e Sangiovese. Due varietà peraltro maltrattate in passato, rispetto alle reali potenzialità in essere. L’enologo Maurilio Chioccia, che di sfide se ne intende, ha preso a cuore questa piccola realtà in forte crescita nell’areale di Sorrivoli, tra le colline di Cesena, zona storica per dare al Sangiovese complessità e lunghezza.

Merito dei suoli compositi, misti tra argille calanchive, calcari sedimentari marini e la forza dell’arenaria pre-appenninica. Diverse morfologie per differenti alture ed esposizioni. La scelta di cosa esaltare nel calice spetta unicamente ad una sana e prudente gestione in campo ed in cantina, partendo dalla selezione massale, con recupero del materiale genetico proveniente dalle vecchie piante del 1964, optata dal prof. Paliotti dell’Università di Perugia, e del prof. Cardinali per lo studio dei lieviti indigeni presenti negli appezzamenti di Amaracmand, eventualmente replicabili ed utilizzabili nelle vinificazioni.

L’enologo Maurilio Chioccia

E poi, ovviamente, l’opera incessante del consulente enologico, che non deve smettere mai di testare, verificare e approvare quanto di buono arriva in azienda. I presupposti ci sono tutti per far bene, la proprietà crede fortemente nel ruolo degli esperti delegati alla produzione ed anche questi sono segnali positivi. La cantina è stata disegnata in modo da essere del tutto invisibile e non disturbare il paesaggio circostante; al suo interno la tecnologia è d’avanguardia e tutta improntata alla sostenibilità ambientale e lavorativa per i collaboratori.

Vengono utilizzati persino i purificatori d’aria “AEROCIDE”, brevettati dalla NASA, che consentono di mantenere lontani muffe e batteri contaminanti, evitando così di ricorrere a sterilizzazioni a base di prodotti nocivi per l’ambiente. Maurilio Chioccia ha infatti sempre inteso il proprio luogo d’azione come una sala operatoria (e non a torto).

L’IGT Rubicone 2022 “Imperfetto”, degustato a novembre, dimostrava ancora la sua gioventù, restando chiuso e tenero su quegli aromi vegetali di un Sangiovese nudo e crudo. Riprovato di recente, con la giusta calma in bottiglia, emerge finalmente quel frutto maturo di amarene succose, unito a spezie torbide e scure tipiche, accompagnati da scie floreali eleganti e buona lunghezza gustativa. Il progetto prevederà, in futuro, ulteriori ricerche su cloni ed innesti e l’abbandono dei compagni internazionali, che per adesso devono essere presenti nel blend a donare maggior equilibrio.

Anno zero, dunque, anzi “anno due”, come il numero di vinificazioni prodotte sin qui dal nuovo corso. Attendiamo con fiducia di osservarne i progressi nell’immediato futuro, perché Romagna e Sangiovese meritano sempre la nostra attenzione.

Don Carlo, l’amaro alle erbe che sfida la gastronomia

Se siete stanchi di cercare l’abbinamento perfetto, ecco arrivare serate originali in cui divertirsi con la fantasia in cucina. Novella Talamo, ufficio stampa dell’azienda Don Carlo, è riuscita nell’intento di proporre alla stampa un’idea innovativa con l’evento Taste Don Carlo “Very distinguished night”.

La cucina del Black Pearl a Campagna, ristorante – pub – braceria di Carmine Cacciottolo ha proposto una ricca serie di finger food, molti dei quali realizzati con Amaro Don Carlo. La fabbrica di liquori nasce ad Eboli nel 1994. dal lavoro e dall’impegno di Carlo Gargiulo e della moglie Angela Caliendo che da anni selezionano e propongono con competenza e passione prodotti di qualità nella attività storica di famiglia, l’Enoteca Gargiulo a Eboli.

La sfida dei coniugi non è stata affatto semplice, sia per la visione pionieristica nel selezionare personalmente erbe mediterranee, spezie e vari ingredienti che Madre Natura poteva offrire sul territorio, sia per gli investimenti economici che hanno dato, col tempo, occasione di lavoro a tante famiglie proponendo un prodotto unico e ricercato.

Poi, come accade in tutte le favole a lieto fine, la svolta è avvenuta per coincidenze fortuite, legate al lavoro incessante e alla voglia di emergere in un settore spesso inflazionato. Il merito ed il sacrificio alla fine pagano sempre, anche al Sud Italia dove la politica e le raccomandazioni hanno dettato regole e successi imprenditoriali. Spesso dalle rapide ascese e declini osservabili nei tanti stabilimenti e opifici chiusi, dagli (im)prenditori fuggiti con il bottino tra le mani, destinato invece a fornitori e lavoranti.

Carlo ed Angela sono sempre lì da dove hanno iniziato; non hanno potuto contare se non sulle proprie forze, con spirito di abnegazione e volontà di ricerca. Fermarsi, nel senso di accontentarsi o arrendersi davanti agli ostacoli, è un verbo che non hai mai trovato albergo nel loro animo.

Tanti i premi e i riconoscimenti ottenuti nel corso del tempo. Nel 2016 è stato tagliato il traguardo
dei 50 anni di attività dell’Enoteca Gargiulo con l’ingresso di Amaro Don Carlo nel Golosario, la
Guida di Paolo Massobrio. A gennaio 2020, in pieno periodo Covid, c’è stata la premiazione all’International Taste Awards con il Bronze Award. Per due anni consecutivi, 2022 e 2023, Amaro Don Carlo ha ottenuto la Grand Gold al Frankfurt International Trophy.

Sia nel 2023 che nel 2024 è stato assegnato ad Amaro Don Carlo The Wine Hunter Spirits Award
al Merano Wine Festival. Il 2024, poi, segna l’anno dei massimi riconoscimenti con il premio di Merano, appunto, e il Gold Award al Women’s International Trophy, al Concours International de Lyon e al Campania Food Awards. Nel 2025, nell’ambito degli Italy Food Awards, è stata assegnata a Gargiulo Coloniali la Menzione Speciale categoria Liquorifici per Amaro Don Carlo.

Nel corso del tempo le etichette hanno subìto una evoluzione pur conservando un sapore vintage. Grazie al contributo del grafico Mario Cavallaro e dell’illustratrice Valentina Grilli si è giunti all’etichetta attuale: la Macchina a Vapore a rappresentare il passato, le proprie origini. La bicicletta il presente di Carlo e Angela, prosecutori dell’attività di famiglia e la mongolfiera il futuro con i figli Antonio e Rosario.

Questa nuova etichetta è stata lanciata contemporaneamente all’introduzione di un cambiamento nella formula: un abbassamento del livello di zucchero per consentire un’ulteriore
valorizzazione delle potenzialità di profumo e gusto. Immaginare l’amaro come facile componente della mixology per cocktail e altre ricette non apporterebbe quindi nulla di nuovo ad uno scenario ormai consueto.

Perché, allora, non prendere spunto dai tanti ristoranti gourmet, che da tempo hanno introdotto nei piatti e negli abbinamenti un concetto fusion molto stimolante? Riduzioni d’amaro, perle liquide, gelatine e salse destrutturate e dealcolate, dove vengono conservate le fragranze officinali del liquore. A patto e condizioni di trovare la giusta quadra nei contrasti tra i vari caratteri in gioco.

Tratto dal menù degustazione della serata, abbiamo apprezzato il tentativo di rivisitare l’arancino allo zafferano con riduzione di Amaro Don Carlo e champignon tritati, così come il carpaccio di Black Angus su carciofi croccanti e burro alla nocciola e il Nighiri fritto con burrata e perle di Amaro Don Carlo.

In chiusura colomba al Don Carlo e cioccolatini ripieni di ganache al cioccolato, entrambi i dessert preparati dal pasticciere Angelo Grippa di Eboli, serviti con Amaro Don Carlo Chocolate. La nuova frontiera dell’assaggio è stata finalmente varcata. In Campania.

Concours Mondial de Bruxelles: apertura di un nuovo Wine Bar a Seoul

WINE & SPIRITS EXPERIENCE BY CMB

Seoul: una nuova sfida, molto più di un semplice Concorso

Già da alcuni anni il Concours Mondial de Bruxelles ha intrapreso diverse attività che vanno a differenziare le opportunità da offrire alle aziende che vi partecipano. È chiaro che una medaglia vinta in una sessione di degustazione internazionale, può portare, se utilizzata nel modo giusto, il valore aggiunto all’azienda, con una comunicazione mirata e funzionale si potranno sviluppare o implementare le proprie attività commerciali. Il CMB negli anni è sempre stato attento a queste dinamiche e ha cercato strade che potessero aiutare le aziende a promuoversi con attività collaterali post concorso.

MA COSA STA SUCCEDENDO A SEOUL?

TUTTO È PRONTO PER UNA NUOVA PRESTIGIOSA VETRINA!

Il 29 marzo 2025 ci sarà l’inaugurazione della “Wine & Spirits Experience Seoul by CMB”, un nuovo eccezionale spazio dedicato alla scoperta dei vini e degli spiriti premiati al Concours Mondial de Bruxelles. Oltre 2.000 metri quadrati distribuiti su quattro piani possono ospitare fino a 250 appassionati di vini e spiriti. L’ambiente prestigioso comprende spazi di degustazione, sale VIP e due ristoranti che offrono una vasta gamma di abbinamenti cibo-vino. La carta dei vini e degli spiriti, che attualmente conta diverse centinaia di referenze provenienti da 35 paesi, tra cui 32 vini italiani, è destinata a crescere.

L’inaugurazione della CMB Wine & Spirits Experience a Seoul è un’ulteriore prova che il Concours Mondial de Bruxelles è ben più di un semplice concorso. Ampliamento della rete di Wine Bar, cerimonie di premiazione, partnership prestigiose, integrazione dell’intelligenza artificiale e commenti di degustazione… Il CMB si sta affermando come forza trainante dell’innovazione e partner strategico fondamentale per il settore. Molto più di una medaglia su una bottiglia, è un vero e proprio trampolino di lancio per i produttori italiani premiati.

L’apertura del Wine & Spirits Experience a Seoul fa parte di una strategia di espansione internazionale, questi i Wine Bar già aperti:

  • Wine & Spirits Experience – Città del Messico – 2020
  • Wine Corner nel lounge United Airlines – Aeroporto di Città del Messico – 2021
  • Wine & Spirits Experience – Cotonou (Benin) – 2024

«È un grande onore contribuire al dinamismo di Seoul aprendo un locale a Gangnam, proprio nel cuore del centro economico della capitale! Con questa iniziativa, offriamo una vera e propria vetrina che permetterà ai consumatori coreani di apprezzare la qualità dei vini e degli spiriti premiati al CMB», afferma Baudouin Havaux, Presidente del Concours Mondial de Bruxelles.

OLTRE ALLE ESPERIENZE INTERNAZIONALI OGGI È UNA PRESENZA PIÙ FORTE SUL MERCATO ITALIANO

Grazie ai suoi storici legami con l’Italia, il Concours Mondial de Bruxelles ha stretto collaborazioni strategiche con i principali attori del settore. Alcuni esempi: Pam Panorama espone i vini medagliati nei suoi 150 punti vendita, mentre Bistrot Pedol a Milano e DiVino Wine Caveau a Gizzeria offrono una selezione dei vini premiati. Enosis distribuisce questi vini ai principali rivenditori italiani.

Inoltre durante il prossimo Vinitaly, sarà presentata insieme a 5-Hats la CMB GUIDE un progetto globale per mettere in contatto i produttori premiati con importatori e distributori di tutto il mondo. Interessante anche la nuova partnership con Cavavin, la quale ha affidato al CMB il compito di selezionare i migliori vini internazionali per arricchire l’offerta dei suoi enotecari, fornendo un’ulteriore garanzia di qualità ai loro clienti e un’opportunità unica per i produttori premiati al CMB, tra cui gli italiani.

I PROSSIMI APPUNTAMENTI

Il Concours Mondial de Bruxelles conferma ancora una volta la sua portata globale con l’edizione 2025 del suo concorso di punta, dedicato ai vini rossi e bianchi, che si terrà a Yinchuan, nella regione di Ningxia, in Cina. In programma anche altre prestigiose sessioni, tra cui quella dei vini effervescenti in Moldavia e quella dei vini dolci e fortificati in Sicilia.

In foto il passaggio di testimone da Leòn – Guanajuato Messico a Yinchuan – Ningxia Cina.

Per maggiori informazioni, visitare il sito www.concoursmondial.com.

Ambasciatrice CMB Italia

Karin Meriot

karin.meriot@vinopres.com

Fonte: Comunicato Stampa del 14/03/25 del CMB

Podere Casanova: un weekend di relax, cultura e buon vino con l’evento “Crea il tuo IGT Toscana 2022” tra le dolci colline di Montepulciano

Comunicato Stampa

Cantina, vigneti, agriturismo con piscina nella quiete della natura della Val di Chiana a Montepulciano (SI).

Tante le esperienze da vivere da Isidoro e Susanna Rebatto di Podere Casanova. Da sempre impegnati nella salvaguardia del paesaggio, contro ogni spreco di risorse, orientati alla sostenibilità. Dal recupero di centrali idroelettriche dismesse e riattivate per la produzione di energia pulita, alla decisione di restituire nuova vita al Podere Casanova.

Seduzione della bellezza, piacere del gusto e paesaggi dell’armonia sono le migliori risorse messe in campo. Podere Casanova è una realtà che racconta tutte le unicità e le affinità che corrono tra la loro terra d’origine, il Veneto ed il suolo storico che li ha accolti, quello della Toscana più bella.

Affinità culturali, artistiche, enogastronomiche all’origine stessa del Rinascimento italiano. E poi l’adozione degli standard Equalitas per certificare l’impegno verso la sostenibilità dell’ambiente durante l’intero processo produttivo. Amore per la terra e per le risorse non infinite che essa offre ogni giorno, trasferite con cura nei vini aziendali con prodotti di altissima qualità.

Metodologica attenzione ai tre pilastri che caratterizzano l’esser sostenibili: benessere delle persone, riproducibilità delle risorse naturali e generazione di valore economico.

29 E 30 MARZO 2025 “CREA IL TUO IGT TOSCANA 2022”

PROGRAMMA:

SABATO 29 MARZO
 Appuntamento alle ore 15.30 presso “Porta al Prato” Montepulciano
https://maps.app.goo.gl/3LCNE3wYFHgh3G879
 Visita guidata al centro storico della città con sosta al “Wine art shop” dell’azienda e degustazione
dei Vino Nobile di Montepulciano prodotti da Podere Casanova
 Ore 19.30 cena presso il ristorante “La Briciola” (compresa nel prezzo)
https://maps.app.goo.gl/y74hBN5k9thAKZEv6
DOMENICA 30 MARZO
 Ore 9 appuntamento presso la cantina Podere Casanova
https://maps.app.goo.gl/9DeMyJt8ckhYyFiw8
 Visita dei vigneti e della cantina
 Ore 9.45 inizio di “Crea il tuo IGT Toscana 2022”. A disposizione tutto l’occorrente per creare un
blend a tua scelta con vini da: Sangiovese, Merlot, Cabernet Sauvignon, Petit Verdot, Syrah
 Ore 13 light lunch in cantina

Ti metteremo a disposizione i nostri vini monovitigno 2022 non ancora imbottigliati e potrai decidere il blend che preferisci unendoli in percentuali note solo a te e a noi. Il tuo blend sarà poi imbottigliato nel numero di bottiglie che desideri e tenuto in affinamento per il tempo che vuoi.

Sarà nostra cura recapitarti le bottiglie a casa dopo qualche mese di affinamento, oppure potrai tornare a prenderle il 5 giugno in occasione dell’apertura della stagione estiva

COSTI E MODALITÁ DI PARTECIPAZIONE:

Le modalità di partecipazione sono due:

  1. PARTECIPAZIONE A TUTTO IL WEEKEND (SONO ESCLUSI I COSTI DI PERNOTTAMENTO)
  • Per il pacchetto: sabato pomeriggio (cena compresa) + domenica “Crea il tuo IGT Toscana 2022” +
    pranzo 135 € per 1 persona, 250 € per 2 persone
  1. PARTECIPAZIONE SOLO LA DOMENICA
  • 89 € per 1 persona, 165 € per 2 persone (compreso il light lunch in cantina)
    OGNI GRUPPO DA 6 PERSONE AVRÁ DIRITTO AD UNA GRATUITÁ
    OGNI PARTECIPANTE POTRÁ ORDINARE 6 BOTTIGLIE DEL BLEND DA LUI SCELTO AL PREZZO SIMBOLICO DI
    13€ A BOTTIGLIA. Eventuali bottiglie in più dovranno essere multipli di 6.

Le bottiglie avranno la retro etichetta di legge. I partecipanti potranno fornire un’etichetta da loro ideata
da applicare sul fronte bottiglia all’interno di una cornice con il nome dell’azienda e dell’evento.

Per info e prenotazioni: www.poderecasanovavini.com

Turismo del vino: crescita, sfide e nuove opportunità per le cantine italiane

Presentata al Senato la prima indagine sul settore enoturistico a cura del CESEO e dell’Università LUMSA

Il turismo del vino in Italia continua la sua crescita, confermandosi un settore chiave per l’economia nazionale. Lo testimonia la prima indagine “Turismo del Vino: tra nuove sfide e opportunità”, realizzata dal CESEO – Centro Studi Enoturistico e Oleoturistico dell’Università LUMSA, in collaborazione con il Movimento Turismo del Vino (MTV). La ricerca, presentata a Palazzo Giustiniani, sede della Presidenza del Senato, ha fornito un quadro dettagliato sull’andamento del comparto, evidenziando trend, criticità e prospettive future.

Moderato da Massimiliano Ossini, l’evento ha visto la partecipazione di figure di spicco del settore, tra cui Violante Gardini Cinelli Colombini, presidente nazionale del MTV, Donatella Cinelli Colombini, direttore del CESEO, e Dario Stefàno, presidente dello stesso Centro Studi.

Un settore in crescita: i numeri dell’enoturismo

L’indagine ha analizzato un campione di 237 cantine aderenti al Movimento Turismo del Vino, offrendo una fotografia aggiornata del settore. I dati confermano una crescita significativa:

• Il 53% delle cantine ha registrato un aumento del fatturato, con un incremento del 24% per le attività legate all’ospitalità.

• Il 64% delle aziende è costituito da micro-imprese, seguite da piccole imprese (31%), con solo il 9% che supera i 2 milioni di euro di fatturato annuo.

• 2 produttori su 3 accolgono personalmente i visitatori in cantina, rendendo l’esperienza più autentica e coinvolgente.

• 9 cantine su 10 offrono prodotti tipici locali durante le degustazioni, valorizzando il legame tra vino e territorio.

Questi numeri dimostrano come l’enoturismo italiano stia diventando sempre più una leva strategica per la promozione del patrimonio enogastronomico nazionale, contribuendo alla valorizzazione dei territori.

Opportunità e criticità: l’ospitalità al centro

L’ospitalità si conferma un elemento chiave dell’esperienza enoturistica. Le cantine italiane stanno investendo per rendere l’accoglienza sempre più inclusiva e diversificata. L’85% delle aziende è visitabile tutto l’anno, mentre il 68% accoglie turisti anche senza prenotazione, segno di una crescente apertura al pubblico.

Le attività offerte sono sempre più variegate:

• 33% delle cantine organizza pic-nic tra i filari,

• 30% propone passeggiate tra i vigneti,

• 25% organizza cene con il produttore,

• 20% offre corsi di cucina,

• 38% prevede esperienze dedicate alle famiglie, con aree gioco e fattorie didattiche.

Tuttavia, il settore deve affrontare alcune sfide importanti. L’81% delle aziende segnala un aumento dei costi di gestione, con un impatto significativo sui margini di guadagno. Inoltre, solo il 38% delle cantine dispone di personale specializzato nell’hospitality, mentre nella maggior parte dei casi l’accoglienza è gestita direttamente dal titolare o da personale non specificamente formato.

Digitalizzazione e intelligenza artificiale: una strada ancora da percorrere

Un aspetto cruciale dell’indagine riguarda l’uso della tecnologia nel settore enoturistico. Se da un lato la presenza sui social media è molto forte (Facebook al 97%, Instagram al 96%), dall’altro emerge una scarsa digitalizzazione della customer experience:

• Il 42% delle cantine registra meno di 1.000 visite mensili al proprio sito web,

• Il 33% invia comunicazioni via email solo tre volte l’anno,

• Solo il 21% utilizza un CRM per la gestione dei clienti,

• L’intelligenza artificiale è impiegata solo dal 20% delle aziende, soprattutto nel marketing e nella gestione delle prenotazioni.

L’adozione di strumenti digitali avanzati, come CRM, wine club e sistemi di prenotazione automatizzati, potrebbe rappresentare un fattore chiave per la crescita del settore, migliorando la fidelizzazione dei clienti e l’efficienza operativa.

Sostenibilità e nuove tendenze: il futuro dell’enoturismo

La ricerca ha evidenziato un crescente impegno per la sostenibilità, con il 43% delle aziende certificate BIO e il 38% che adotta pratiche di agricoltura sostenibile. Inoltre, il 26% delle cantine ha installato colonnine di ricarica per auto elettriche, segno di un’attenzione crescente verso un turismo più responsabile.

L’enoturismo si sta anche aprendo a nuovi target: non solo wine lovers, ma anche famiglie, sportivi e amanti della natura. L’offerta si sta diversificando per attrarre un pubblico sempre più ampio, con proposte che vanno oltre la semplice degustazione di vino.

Un settore in evoluzione tra tradizione e innovazione

L’enoturismo italiano è in piena evoluzione. Se da un lato si registra una crescita della qualità dell’offerta e dell’interesse dei visitatori, dall’altro emergono sfide legate ai costi di gestione, alla formazione del personale e alla digitalizzazione.

Il Movimento Turismo del Vino e il CESEO stanno lavorando per fornire alle cantine strumenti e competenze per affrontare queste sfide, tracciando le linee guida per un turismo del vino più sostenibile, digitale e orientato all’esperienza. L’Italia ha tutte le carte in regola per consolidare la propria leadership globale nel settore enoturistico. La chiave sarà trovare un equilibrio tra innovazione e tradizione, valorizzando il territorio e rispondendo alle esigenze di un turismo sempre più esigente e diversificato.