“Terre di Toscana 2023”: passato e presente del vino si incontrano

di Morris Lazzoni

Terre di Toscana 2023: passato e presente del vino si incontrano

Anche per questo Marzo all’Una Hotel di Lido di Camaiore è andata in scena Terre di Toscana 2023, giunta ormai alla quindicesima edizione. Sono poche le manifestazioni in cui si possono trovare 140 aziende vinicole toscane con oltre 700 vini in degustazione, tutte assieme e disponibili in un intero weekend.

Se il format, ideato anni or sono dalla testata L’Acquabuona da Ferdinando Pardini ed altri, ancora resiste è grazie alla massa critica di pubblico e di aziende, in grado di muoversi nelle due giornate dedicate. Non soltanto gli addetti ai lavori, i sommelier ed i giornalisti: anche il pubblico appassionato ha la possibilità di assaggiare ogni “ben di Dio” possa proporre una della regioni italiane più importanti nel vino, la Toscana appunto.

Ho scelto la giornata di lunedì, di solito maggiormente riservata agli operatori di settore, per dedicarmi sopratutto alle vecchie annate dei vini presenti tra i banchi delle cantine. Come ogni anno le sorprese non sono mancate, dando la concreta possibilità di fare un excursus temporale di anni o persino decenni addietro. Vi racconterò dei vini che mi hanno particolarmente colpito, tralasciando la descrizione di quelli che ho constatato essere arrivati un po’ “stanchi” al calice.

Terre di Toscana 2023: bello viaggiare tra i decenni del vino toscano

Inizio dalla storica Rufina con un vino annata 1973 di Fattoria Selvapiana. La zona ha bisogno di poche presentazioni, essendo da tempo immemore una delle più fervide e scattanti interpretazioni del Sangiovese toscano. Il Chianti Rufina Riserva 1973 mi ha impressionato dapprima per limpidezza e luminosità del colore, pur virato su affascinanti note mattonate-aranciate, oltre a profumi di grande finezza ed evoluzione che riportano a caffè, cuoio, etereo, frutti disidratati e canditi, prugna, liquirizia, caffè, sottobosco e note ferrose. Al palato si mantiene vivo anche un sottile tannino, mentre avanza il sorso che racconta di arancia sanguinella e della sua piacevole acidità agrumata. È un vino sottile e scorrevole, con un finale ancora integro di tabacco e pellame, da grandi soddisfazioni e sorrisi a chi lo degusta.

Una delle aziende a cui penso maggiormente, quando sono alla ricerca di un vino atto a reggere il passare del tempo, è sicuramente Capezzana. Nella mia giornata trascorsa a Terre di Toscana 2023 non poteva sicuramente mancare. Il Villa Capezzana Riserva 1968 dimostra quanto non sia cambiata la tradizione secolare di considerare l’areale di Carmignano nel gotha del vino toscano, già dal 1716, anno dell’Editto di Cosimo III de Medici.

Villa di Capezzana Riserva 1968 ha intensità olfattive che virano subito su caffè, china, frutti essiccati, scorza di agrumi, foglie di tabacco, carruba, foglie umide e olive in salamoia. Si presenta integro e mai un passo oltre nella globale finezza dei profumi. Al palato è caldo, armonico nei sapori e con una complessità da fare invidia: ancora caffè, traccia ematica, frutti neri sotto spirito, salivazione abbondante ed un’affascinante trama tannica. Disteso, scattante e lungo.

Quando si pensa ad un vino con molti anni sulle spalle è più naturale pensare ad un rosso piuttosto che ad un bianco, almeno fino a quando non si trovi l’eccezione che conferma la regola. È esattamente quanto mi è capitato a Terre di Toscana 2023 assaggiando il 4 Chiacchere 2000 di Colognole, da uve Chardonnay letteralmente sorprendente.

La pienezza dei profumi ed il calore al naso sono netti: burro fuso, frutta secca, miele di castagno, fiori appassiti, pesca sciroppata, banana, tabacco biondo, cannella e curcuma. Davvero un vino affascinante. Sorprende anche al palato, grazie a distensione e succosità del sorso che denotano energia, vitalità e voglia di continuare a stupire. È lungo in bocca, ancora vibrante, pieno ed al contempo salivante e fresco. Chiude con leggere astringenze e ricordi burrosi dentro contorni corposi di frutto, ma senza sfociare nella grassezza. Che scoperta!

Terre di Toscana 2023: ritorno alla “grande” normalità

Posso felicemente confermare che quest’ultima edizione di Terre di Toscana sia tornata ai fasti del passato, neppure tanto lontano, del periodo pre-Covid. Si percepiva un’atmosfera finalmente libera da condizionamenti e preoccupazioni, all’interno della quale il vino, la sua bellezza e la voglia di scoperta degli astanti hanno unito appassionati e produttori. C’è da elogiare lo sforzo degli organizzatori de L’Acquabuona, che ogni anno riescono a far incontrare, quasi in riva al mare, i produttori di vino toscano con una platea sempre più preparata e competente. Ho visto un’organizzazione quasi perfetta e, per fortuna, poche scene di eccessi alcolici da parte dei presenti. Oltre a fare i complimenti, non resta pertanto che rinnovare l’appuntamento al prossimo anno: sempre a Lido di Camaiore e sempre con Terre di Toscana.

Qoco 2023: si traccia la via per l’Olio Extravergine di Oliva che verrà

di Serena Leo

Quanto può un semplice ingrediente caratterizzare il territorio? Su questa domanda e su buone prospettive di crescita, si è svolto l’evento Qoco 2023, il Festival dedicato all’Olio Extravergine di Oliva che torna dopo una lunga pausa. Tanti i cambiamenti in fatto di cucina e società, pronti a far parlare di buona Puglia in casa ed in tutto il mondo.

Una tre giorni di condivisione e di scambi culturali, questo è Qoco 2023 che ha messo l’Olio Extravergine di Oliva nelle condizioni di diventare, ufficialmente, pietanza classica e non soltanto uno degli ingredienti delle ricette mediterranee. A dimostrare la forza dell’oro verde di Puglia sono le sinergie che sul suolo andriese hanno evidenziato la capacità di innovare e rinnovare, creando un concetto di cucina del futuro.

Cosa sta cambiando in questo settore? Quali sono le riflessioni fatte e quali gli scenari ancora da scrivere? Ne abbiamo parlato con gli addetti ai lavori attraverso dei temi chiave.

Consapevolezza e trasparenza

Per raccontare una storia servono idee, ma anche la conoscenza di ciò che è stato. Spesso si è sacrificata una buona fetta di informazione a discapito della velocità, della mancanza di cultura, di condivisione e dell’ineluttabile guerra al ribasso. Ora, però, c’è un’inversione di tendenza basata sulla consapevolezza. Ripartire dall’olivo, dai suoi frutti prelibati fino alla bottiglia, per raccontare ciò che significa l’Olio Extravergine di Oliva per la Regione e per l’Italia intera.

Marcello Longo, Presidente Slow Food Puglia, propone la chiave della trasparenza tramite un’etichetta narrante interattiva, per informare a dovere il consumatore “Acquistare una bottiglia d’Olio Extravergine di Oliva significa acquistare un prodotto dalla filiera chiara e lineare, dall’albero alla bottiglia, e ciò deve essere comunicato al consumatore finale. Noi di Slow Food, con il progetto etichetta narrante, raccontiamo tutte le fasi produttive: dalla scelta della cultivar, a chi l’ha raccolta, al frantoio, alla conservazione e tutto ciò che stabilisce la qualità. Tra i messaggi essenziali di Qoco c’è proprio la trasparenza”.

Insieme a questo traguardo Slow Food Puglia sta cercando di preservare nel miglior modo possibile non solo un patrimonio culinario ma anche paesaggistico, ecco quindi come l’attuale Presidio degli olivi secolari di Puglia, che annovera ben 19 esemplari, è destinato ad aumentare anno dopo anno.

Formazione continua

Farsi forza sull’Olio Extravergine di Oliva si può? Certamente, ma serve un’imprescindibile formazione. Le riflessioni di Nino Di Costanzo, chef di Danì Maison, due stelle Michelin a Ischia, in giuria per la competition di Qoco 2023: la sua idea a riguardo è estremamente chiara, compresi gli strumenti da utilizzare.

Bisogna iniziare a introdurre il concetto di cultura alimentare nelle scuole, parlando anche di olio extravergine di oliva, un alimento che in cucina è essenziale. La buona formazione è utile per evitare l’utilizzo di prodotti non autoctoni e di trattare con cura le materie prime. Il Sud esprime qualcosa di straordinario da trasmettere ai giovani. Nelle scuola c’è ancora tanta ignoranza in materia. Una buona conoscenza serve per utilizzare al meglio ogni alimento. Per una regione che si affaccia sul mare e annovera tra i suoi patti forti il pesce, tale condimento è perfetto per esaltare i sapori. Nel caso pugliese la regione ha ancora un potenziale inespresso”.

Sulla base di questo si può e si deve fare innovazione. “Dell’Olio Extravergine di Oliva bisogna avere rispetto e tentare di lavorarlo il meno possibile. Se i produttori fanno un grande lavoro per portare sulle nostre tavole un alimento tecnicamente perfetto, anche dal punto di vista organolettico, il nostro compito è cercare di mantenerne l’integrità. Ad esempio io cerco di non trasformarlo, mantenendolo quasi sempre a crudo per renderlo protagonista a tavola”.

Idee in cucina

Tante volte in cucina si parla la lingua della semplicità. Tra gli ambassador del buon mangiare c’è Chef Felice Sgarra, di Casa Sgarra a Trani, una Stella Michelin e fiero pugliese. Nel suo compito di giurato per la competitionQoco 2023 – Un filo nel piatto” sposa e promuove il concetto della “cucina di una volta”, però con attenzione. Proprio come accade nel suo ristorante, la tradizione si eleva a un livello superiore, premiando le eccellenze territoriali, lavorando sul chilometro zero ragionato e, grazie alle esperienze nazionali e internazionali  dei suoi fratelli, sulla fusione di culture diverse. Il risultato? Piatti che ci fanno sentire a casa, ma in modo diverso.

L’Olio Extravergine di Oliva da noi è sempre stato di uso comune, un prodotto disponibile in casa non per ricchezza, ma per abbondanza. In Puglia, in tutte le famiglie c’è sempre una buona scorta. In cucina è un protagonista assoluto e sta a noi farne un uso coerente assieme a tutti gli altri ingredienti che la biodiversità territoriale ci offre, prodotti che tutto il mondo ci invidia”. Riguardo a una nuova visione Sgarra tiene la barra dritta: “l’innovazione si può fare ed è nell’indole degli chef. Per innovare bisogna sbagliare, accettare e migliorarsi sempre. Si parte riadattando il nostro essere, senza guardare esclusivamente fuori dai confini. Sfido chiunque a fare un piatto sbagliato con dell’Olio Extravergine di Oliva, anche una semplicissima pasta in bianco. Con aggiunta di esso hai già fatto l’amore a tavola”.

L’Olio Extravergine di Oliva può essere un viatico per rilanciare la Puglia gastronomica? “Come tutti i prodotti artigianali anch’esso contribuisce al rilancio della Puglia dal punto di vista economico e di immagine. Una buona campagna olearia significa ricchezza, abbondanza. Puntare sull’oro verde è la strada giusta.”

Il vincitore

Impegno istituzionale

L’Olio Extravergine di Oliva necessita non solo di una fortunata annata produttiva, ma anche di un costante impegno istituzionale pronto ad attuare un sistema di successo. Secondo Giovanna Bruno, sindaco di Andria, che assieme alla sua squadra ha voluto fortemente Qoco 2023 “Bisogna unirsi evitando le fazioni. Quando si fa ricerca dell’eccellenza è essenziale fare rete in modo da dare, anche nel caso dell’olio extravergine di oliva, l’importanza che merita”. Per il sindaco serve un’innovazione ragionata e l’ausilio dell’esperienza in modo da soddisfare le esigenze del nuovo consumatore alla ricerca di un cibo dallo storytelling forte e salutare.

Vince la creatività

Nella competition “Qoco 2023 – Un filo nel piatto”, la giuria presieduta da Alfonso ed Ernesto Iaccarino ha proclamato vincitore lo chef Rafael Arroyo Martinez che dall’Andalusia ha portato un piatto dal gusto mediterraneo, ma per nulla scontato: crema calda all’Olio Extravergine di Oliva, vongole e branzino del mediterraneo, il tutto condito da una monocultivar Coratina.

Un lavoro di ricerca fatto sui semi di ulivo in cui si dimostra la versatilità di un caposaldo della tradizione italiana e pugliese. Secondo Alfonso Iaccarino, patron del ristorante stellato “Don Alfonso 1890” a Sant’Agata sui Due Golfi, “è stato lo chef che più di tutti ha esaltato il tema del concorso valorizzando le peculiarità dell’extravergine, coniugandole nel segno della modernità e della mediterraneità magistralmente interpretate”.

Al secondo e terzo posto, rispettivamente, si attestano Martin Zupanc, chef sloveno con il suo Fish and Cheese e Andrea Valentinetti che propone un dessert chiamato Mela e Olio.

Con la creatività e nuove energie si può far sempre meglio per la Puglia e per la buona cucina: Qoco 2023 ne è stata la piena dimostrazione.

Lunedì 17 aprile c’è “Oltre”: a Ercolano charity event per il Santobono Pausilipon

Comunicato Stampa

Oltre “Buonissimi” c’è…”Oltre”: lunedì 17 aprile kermesse di gusto e solidarietà A Ercolano charity event per il Santobono Pausilipon. Più di 60 tra chef, maestri pizzaioli e pasticcieri insieme per una serata benefica a favore dell’Ospedale Santobono Pausilipon tra panorami mozzafiato e valorizzazione della cultura gastronomica.

L’appuntamento con “Oltre” promosso dall’Associazione Oncologica Pediatrica e Neuroblastoma OPEN Odv, fortemente voluto dal maestro pizzaiolo Giuseppe Pignalosa, è per lunedì 17 aprile alle 19.30 ad Ercolano, negli spazi di Villa Tony – Complesso Zeno, un ex convento che si affaccia sul Golfo di Napoli (via Trentola II).

L’EVENTO “Oltre”, alla sua prima edizione, nasce dall’idea di portare l’evento “Buonissimi” appunto “oltre” i confini salernitani dove è ormai un appuntamento fisso nel panorama di kermesse enogastronomiche a sfondo sociale, che in ogni edizione conta l’adesione di chef, maestri pizzaioli, pasticcieri e migliaia di partecipanti accomunati dal desiderio di fare del bene a favore dell’associazione Oncologica Pediatrica e Neuroblastoma OPEN Odv e trascorrere una piacevole serata all’insegna del gusto.

LA RACCOLTA FONDI Obiettivo dell’evento di Ercolano è contribuire all’acquisto di tecnologie medicali di ultima generazione (per un importo complessivo di 12mila euro) da donare all’AORN Santobono Pausilipon di Napoli, finalizzate allo sviluppo di progetti di ricerca scientifica sulle leucemie infantili e i tumori solidi pediatrici. Nello specifico occorrono un frigorifero LABOR 400 per la conservazione di reagenti finalizzati ai progetti di ricerca sulle leucemie infantili e i tumori solidi pediatrici e un Microscopio Trinoculare – Moticcorredato di un obiettivo CCIS Plun FLUOR PL UC FL 100X/1.30 insieme ad una telecamera digitale con montatura CMoticam Pro S5 Lite.

Info: www.openonlus.org.
Collegandosi a www.openonlus.org/oltre, ci sono esplicate le modalità per partecipare alla serata del 17 aprile e i PUNTI SOLIDALI:
– Pizzeria Le Parùle Via Sacerdote Cozzolino Benedetto, 71, 80056 Ercolano (NA)
– Pasticceria ZENO Via Sacerdote Benedetto Cozzolino, 115, 80056 Ercolano (NA)
– Villa Tony Via Trentola II, 119b, 80056 Ercolano (NA)

Elenco patecipanti (in aggiornamento)
RISTORANTI
Angelo Carannante Ristorante Caracol Gourmet
Ciro Raffinato Braceria Raffinato’s
Daniele Manzo I Love Tartare
Domenico Bianco San Pietro Bistrot del Mare
Domenico Iavarone Josè Restaurant
Fabio e Francesco Vorraro Ristorante Mamma Elena
Francesco Cerrato Ristorante Casa Federici
Francesco Sodano Ciabatta is Pop
Gaetano Borrelli Villa Andrea Di Isernia
Gennaro Esposito Olio & Pomodoro
Gian Marco Carli Ristorante Il Principe
Giovanni Arvonio Pizzeria Madremia
Giuseppe Di Napoli Pescheria Di Napoli
Lorenzo Cuomo Ristorante Re Maurì
Lorenzo Montoro Ristorante Il Flauto di Pan
Luciano Bifulco Braceria Bifulco
Luigi Salomone Ristorante Re Santi e Leoni
Marco Caputi Maeba Restaurant
Andrea Vitiello MM Lounge Restaurant
Paolo Gramaglia Ristorante President
Pasquale e Gaetano Torrente Casa Torrente Ristorante Al Convento
Pasquale Palamaro Ristorante Indaco
Renato Ruggiero
Salvatore Grasso Ristorante Pizzeria Gorizia 1916
Simone Testa Ristorante Punto Nave
Mario Bevilacqua Golocious
Vincenzo Ruggiero Ristorante Otoro Ishi
Locanda da Peppe Nunzio Illuminato
Roberto Accarino Farina Intera

AZIENDE
Carmasciando
Giannina Manfellotto Terraviva
Latteria Sorrentina
Massimiliano Malafronte Panificio e Biscottificio Malafronte
Michelangelo Bobb Panificio Michelangelo Bobb
Farina Intera

PIZZERIA
Alex Lo Stocco
Angelo Pezzella Angelo Pezzella Pizzeria con Cucina
Carlo Sammarco Carlo Sammarco Pizzeria 2.O
Diego Vitagliano 10 Diego Vitagliano
Errico Porzio Pizzeria Errico Porzio
Francesco Martucci Pizzeria I Masanielli
Gino Sorbillo Gino Sorbillo Antica Pizzeria
Giuseppe Pignalosa Pizzeria Le Parùle
Raffaele Bonetta Pizzeria Ciarly
Salvatore Lioniello Pizzeria da Lioniello
Sasà Martucci Pizzeria Sasà Martucci i Masanielli
Vincenzo Capuano Pizzeria Vincenzo Capuano
Pizza Art Vito De Vita

PASTICCERIA
Andrea e Nicola Pansa Pasticceria Pansa
Ciro Poppella Pasticceria Poppella
Francesco Minichini Pasticceria Minichini
Gerardo Di Dato Pasticceria Di Dato
Giuseppe Pepe E’ buono uguale: il Gluten Free di Pepe Mastro Dolciere
Graziano Notarnicola Patisserie Mademoiselle Charlotte
Marco C. Merola Pasticceria Contemporanea
Massimo Zeno Pasticceria Zeno
Matteo Cutolo Pasticceria Generoso
Sabatino Sirica Pasticceria Sirica
Salvatore Di Prisco Pasticceria Mr Whippy
Stella Ricci Pasticceria Stella
Nicola Obliato Obliato Pastry Boutique
Helga Liberato

BEVERAGE
Luisa Matarese Alma De Lux – Artigiani del Gusto
Alchimia Indipendenti (cocktail)
Maurizio de Fazio Vesuvius Magma gin
Perrella Collection Chandon
Caffè Siag

Info stampa: Emanuela Sorrentino per “Oltre” 3334765246 emanuelasorrentino@libero.it

Experience a 4 mani

Equilibrio e verve esplosiva, il nuovo mix di Experience a 4 mani

Nuovo appuntamento con Matteo Sangiovanni e Michele Deleo per la Rassegna “Experience a 4 mani”.

Nel territorio della valorizzazione e del tributo alla materia prima, dell’agricoltura di alta gamma, con la fedele memoria delle tradizioni contadine, si innesta anche quel coefficiente etico ideale per questo primato: qua si è moltiplicato così il rispetto per la cultura agricola e anche per il mare, in un serbatoio protetto di biodiversità. Proprio in Cilento, uno dei territori del sud tra i più progrediti sotto parecchi aspetti, in primis le filiere, è nato da meno di un anno a Battipaglia un progetto non a senso unico, sulla base di una solida realtà dell’agricoltura di I e IV Gamma in Piana del Sele, l’azienda agricola Adinolfi, e dell’esperienza di uno chef lucido e versatile come Matteo Sangiovanni. Le Radici Experience non esprime solo le visioni dello chef che godono delle fortune del territorio, ricchezze e materie prime conservate grazie soprattutto ai baluardi di responsabilità, anche sociale e da parte imprenditoriale, che hanno saputo difenderle; a le Radici Experience si compone un mosaico di tutti questi aspetti, mai esauriti.

La verve di Deleo e l’ingegno di Sangiovanni

E con questa ambizione ulteriore è nata l’idea delle cene a 4 mani di Experience, la rassegna culinaria limited edition di Matteo Sangiovanni che racconta un bel po’ di storia del territorio e di certo anche quella personale, tra carriera e ambizioni. L’expertise è sempre a confronto con le altre eccellenze e sempre in rapporto costante con nuove interpretazioni.

Il 31 marzo scorso abbiamo assistito al secondo appuntamento della rassegna, Sangiovanni ha incontrato stavolta Michele Deleo, chef stellato di Tenuta San Domenico a Caserta, il ristorante immerso in un lussureggiante verde, location che sembra impersonificarsi e diventare molto simile a Deleo, uno degli chef più creativi e innovativi nel panorama.  Scompiglia sempre le carte, di sicuro. Un appassionante percorso tra le mille sfumature di un menu composto per l’occasione, sotto la spinta esplosiva e incontenibile di Deleo e il contrasto con la sua seria celebrazione di quelle materie prime a cui il suo percorso e la sua carriera devono tutto.

Experience a 4 mani

Le tradizioni si ripetono e si tramandano, ma si traducono anche, sono frutto di intento e genio, spesso istantaneo: senza la comprensione dell’intento non è comprensibile nessuna cucina e in genere, come si suol dire, nessuna arte. Ogni volta gli chef chiamati da Sangiovanni mostrano una regione, talora la Campania, mai unica, replicandola sotto tantissime immagini e questa è la sensazione generale percepibile da tutti. È il caso di Deleo, tra interiorità ed atto creativo. È innanzitutto uno chef valoriale, uno per cui i rapporti umani e la qualità dell’individuo fanno tutto il risultato anche in cucina. Un docente, un esempio di professionalità, ma contemporaneamente un 42enne fresco e pronto da poter essere comparato alla new generation di successo ai fornelli, per innovazione. Del resto la meritata stella Michelin deriva da questa differenza radicale che rappresenta, con il sorriso e la personalità di chi ne pensa sempre una in più rispetto agli altri.

La bellezza tra contrasto e fusione 

Un incontro che prometteva momenti interessanti fin dall’annuncio dell’appuntamento, perché si è trattato di un’intesa tra chef diversi, con la personalità riflessiva di Sangiovanni e la verve di Deleo.  Mirabile infatti è stata.

Tre portate di Deleo si sono alternate a quelle dell’Executive Chef di Radici, con i pairing studiati, con colpi di scena e mise en place molto curate,  misteriose come le suggestioni degli spazi di Experience, ma stavolta anche allegre.

Experience a 4 mani

Lo scampo arrosto, il finto zabaione di bufala, le cime di rapa piccanti e senape agrodolce, tre le prime mise en place esclusive presentate dallo chef Deleo. Il baccalà affumicato, con latte di cocco, funghi e karkadè, in un perfetto equilibrio tra sapori diversi, eleganza e autenticità. Il predessert “Come un Gin Fizz”  ha raccontato infine la sagacia entusiastica dello chef, con uno stile creativo e anche divertente, fino alla sottile percezione di una squisita ironia.

Experience a 4 mani

Le altre portate sono state presentate dal “padrone di casa” Sangiovanni che ha mostrato un assaggio variegato e multisensoriale di quelle che sono tutto l’anno le proposte di Experience, con i prodotti stagionali, e insieme una rappresentazione della miriade di suoi concept che ha maturato negli anni della sua carriera sempre da protagonista dei suoi eventi. Matteo Sangiovanni ha sempre dimostrato un interesse continuo per gli eventi di cultura gastronomica e per questo  ha fondato il Team Costa Del Cilento che ad oggi riunisce chef stellati, ma anche ragazzi brillanti ed esordienti che insieme da anni portano a conoscenza del pubblico tutto il lavoro, i trend del food, i loro segreti.

Un grande lavoro pari alla sua passione che è evidente a tutti, come profonda è la sua conoscenza per le materie prime, tuttavia dire chi è lo chef Matteo Sangiovanni è un’analisi che rischia sempre il troppo o il troppo poco. Il troppo perché lui non ama mai i discorsi sopra le righe e le chiacchiere. Il troppo poco perché la sua avventura umana con la cucina di alto profilo è veramente degna di nota.

Cibus Connecting Italy 2023: le nostre considerazioni

di Maura Gigatti

Oggi più che mai è importante riscoprire il valore associativo proprio in momenti come Cibus Connecting Italy 2023, manifestazione sulle eccellenze agroalimentari svoltasi a Parma nelle giornate del 29 e 30 marzo trascorse.

L’occasione per esperti ed operatori di settore di poter approcciare un mondo bellissimo, che mi appassiona da quando mossi i primi passi nel campo del food and beverage. Tanti i volti familiari, realtà tra piccole e grandi dimensioni, che fanno del made in Italy un punto fisso da esportare con orgoglio in tutto il mondo.

Semmai, pecchiamo talvolta nel ricordare le nostre abilità e persino nel comunicarle a dovere, cosa che gioverebbe all’intero movimento produttivo. Anche perché da fuori ci osservano e ci apprezzano, persino con un po’ di sana invidia competitiva.

Ben vengano, dunque, gli eventi come Cibus Connecting Italy e molti altri utili a generare fiducia e voglia di proseguire sulla lunga strada della qualità. Gli espositori presenti erano entusiasti e soddisfatti, ottimisti sul futuro, in particolare nell’attuale momento di delicata congiuntura economica.

Già in preparazione la prossima edizione dal 7 al 10 maggio 2024 sempre a Parma, probabilmente con qualche piccola modifica sul format sin qui attuato, ma con la consueta sostanza nei fatti: quelli di una delle fiere più importanti del Belpaese.

Importanti i feedback ricevuti dagli intervistati, di cui faremo breve menzione partendo, in prima battuta, da Antonietta Mazzeo, giornalista, editorialista, Direttore Generale di COER – MTO Emilia-Romagna e membro del consiglio direttivo dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino.

Antonietta Mazzeo

<<Questa edizione – sottolinea la Mazzeo – si rivela dinamica, vivace ed intraprendente. Meno numerosa la presenza complessiva di visitatori rispetto agli anni passati, frutto anche di coincidenze temporali con altre manifestazioni, ma pubblico molto interessato e attento verso le novità. Tutte le regioni italiane sono presenti, una vetrina esclusiva delle nostre eccellenze gastronomiche. Persone e prodotti raccontati da chi vive nel quotidiano il proprio lavoro>>.

Cinzia Romeo

Prosegue sulla stessa linea Cinzia Romeo, export manager di Rizzoli Emanuelli S.p.A. : <<buyers ed operatori ben organizzati, con un rispetto metodico degli orari per gli appuntamenti e la calma necessaria per i dovuti approfondimenti commerciali. Siamo soddisfatti oltre le aspettative per un evento che ci vede da anni protagonisti>>.

Mirco Sbernini

Soddisfazione anche da Mirco Sbernini, direttore vendite di Coppini Arte Olearia e da Ugo Bertolotti, in rappresentanza di Parma Quality Restaurant e Parma Alimentare, soprattutto per gli ottimi riscontri avuti con i paesi Ue ed extra Schengen. Tanti apprezzamenti e la speranza di ritrovarsi il prossimo anno con numeri e fatturati in continua crescita.

Ugo Bertolotti

Qualche numero in conclusione: con oltre 900 brand, 10000 operatori, 3000 buyer da 90 nazioni diverse e 500 nuovi prodotti nel catalogo espositivo, Cibus Connecting Italy rappresenta un’enorme opportunità per instaurare e sviluppare relazioni commerciali a livello internazionale, ma anche per aggiornarsi sulle innovazioni del comparto e progettare il futuro del proprio business.

Experience a 4 mani: seconda reunion esclusiva tra Sangiovanni e Deleo

Comunicato Stampa

Experience a 4 mani: seconda reunion esclusiva tra Sangiovanni e Deleo


Buona la prima per l’Experience a 4 Mani, la rassegna culinaria limited edition di Matteo Sangiovanni che mira ad attrarre gli appassionati e i gourmand all’interno del prestigioso spazio de Le Radici Experience a Battipaglia. Una serie di appuntamenti, ideati da Sangiovanni, in cui poter ammirare la vera passione e l’estro alla base di menu esclusivi scelti per l’occasione dai migliori chef stellati in Italia; in queste serate uniche la loro sapienza si armonizza alle visioni dello chef Matteo Sangiovanni, reinventando in sincrono contrasti e sapori. Uno spettacolo di processi che celebrano la materia prima prestandola ad un crescendo di lavorazioni e abbinamenti, sempre più ottimali.

Foto ©Alessandra Farinelli


Il primo appuntamento di marzo ha visto la presenza di Paolo Barrale, una stella Michelin del ristorante Aria. Tecniche e memorie delle tradizioni hanno guidato gli intenti e la professionalità dei due chef a confronto. Sangiovanni e Barrale, spalla a spalla, sono riusciti a dar vita a particolari evoluzioni che esaltano la cucina tradizionale ma che trasgrediscono le regole con sublimi e originali variazioni. Dosate, spesso inaspettate.


Ora è la volta di Michele Deleo, giovane chef di Tenuta San Domenico, un innato talento, distinto dalla personalità eccelsa. Una stella Michelin conquistata con il sorriso, l’umiltà e la verve tutta partenopea che si esprime al meglio nell’esplosione vulcanica della sua cucina.


Con queste invitanti premesse la sera del 31 marzo 2023 lo chef Deleo proporrà 3 delle 5 portate che comporranno il menù d’eccezione di Experience a 4 mani: in particolare un antipasto, un secondo e un predessert.


Lo scampo arrosto, il finto zabaione di bufala, le cime di rapa piccanti e senape agrodolce, comporranno le prime mise en place esclusive in un’atmosfera altamente suggestiva. Il baccalà affumicato, con latte di cocco, funghi e karkadè, sarà il secondo proposto da Deleo in un perfetto equilibrio tra sapori diversi, eleganza e autenticità. A conclusione il predessert “Come un Gin Fizz” che racconterà il suo determinante stile creativo e molto accurato.
Un’experience densa e ricca di contaminazioni per la serata del 31 marzo in cui non mancherà l’apporto essenziale di Sangiovanni; le altre portate, a sua firma, completeranno il menu, come quel valore assoluto che alla fine attribuisce bellezza consapevole alla cucina esperienziale in cui lo chef ha sempre creduto fermamente.


Nuovo appuntamento alle ore 20.30 a Le Radici Experience, in Via SS 18 Tirrenia Inferiore n°54 a Battipaglia.

Anteprima Vini della Costa Toscana 2023

di Adriano Guerri

Nei giorni 12 e 13 marzo nella storica location del Real Collegio di Lucca ha avuto luogo la 22esima edizione dell’Anteprima Vini della Costa Toscana.

Questa edizione ha subito una variazione di calendario rispetto alle precedenti, che andavano in scena nel mese di maggio anziché marzo. Dietro ai banchi d’assaggio, vi era un elevato numero di produttori provenienti dalle province della Costa Toscana: Livorno, Grosseto, Pisa, Lucca e Massa Carrara, ben lieti di presentare le nuove annate.

Oltre 600 etichette in degustazione! Sono stati due giorni entusiasmanti sia per i produttori sia per i visitatori. La Costa Toscana è terra altamente vocata sia per vitigni alloctoni che autoctoni, capaci di dare origine a vini di eccellente qualità, come Sassicaia, una delle più importanti perle enologiche italiane, ottenute in quel di Bolgheri.

In questa kermesse è stato altrettanto interessante conoscere importanti e sorprendenti realtà meno note. Un’Anteprima veramente avvincente e un appuntamento imperdibile: oltre ad un percorso sensoriale con il calice, si sono svolte anche le Masterclass che già al mio arrivo,  avevano registrato il sold out.

La 22esima edizione ha scelto le giornate di domenica e lunedì, il secondo giorno è stato completamente dedicato agli operatori del settore professionale, anziché il sabato e domenica come nelle precedenti. Per l’occasione sono stati allestiti i banchi d’assaggio nei saloni al piano superiore, come di consueto prima della pandemia. Già pronta la prossima kermesse programmata per il 17 e 18 marzo 2024.

Ed ora, alcuni tra i migliori assaggi

Vigne Basse Colli di Luni Vermentino Doc 2022 Az. Terenzuola: giallo paglierino brillante,  sprigiona effluvi di pesca, ananas e piacevoli note agrumate.  Il sorso è fresco e sapido, contraddistinto da un finale lungo.

Invisibile Maremma Toscana Bianco Doc 2019 Az Monterò: Vermentino 75% e Viogner 25%, dal color giallo dorato, emana note di mela, nespola, ananas e menta nepitella. Gusto avvolgente, sorretto da una rinfrescante acidità, nel complesso armonioso.

Vermentino Forma Alta Costa Toscana Igt 2018 Az. Terenzuola: Ivan Giuliani si supera con il suo Vermentino Nero 90%, corredato da un piccolo saldo di Barsaglina 10%. Dalle tonalità rubine intense, rivela subito sentori di violetta, ciliegia e frutti di bosco, per proseguire in successione verso pepe nero in grani e cannella. Coerente, appagante e saporito.

Pollera Val di Magra Igt 2017 Fattoria Ruschi Noceti: rarità. Rosso rubino profondo, dipanante aromi di ciliegia, mirtillo rosso americano, lampone e mora con un tocco di bergamotto. Ottima la struttura, avvolgente.

V.I.P. Toscana Igt Viogner 2022 Az. Arrighi: giallo paglierino dai riflessi dorati, al naso è complesso con sentori di fiori di campo e frutta esotica, accompagnate da note leggermente speziate. Chiosa fresco e sapido. Un gran bel sorso.

Giovesone Orcia Rosso Doc Riserva 2019 Az. La Nascosta: Sangiovese 100%, rosso rubino trasparente, ricco di frutta matura, sottobosco e tabacco, alternati a note speziate. Generoso ed elegante al contempo, dal finale piacevolmente lungo.

L’Alberello Bolgheri Superiore Rosso 2020 Az. Grattamacco: Cabernet Sauvignon 70% e Cabernet Franc 30%, rubino intenso su nuance aromatiche di melagrana, prugna, creme de cassis, bacche di ginepro e note balsamiche. Attacco tannico poderoso ma ben integrato e fine.

Avvoltore Toscana Igt 2018 Az. Moris Farms: Sangiovese 75%, Cabernet Sauvignon 20% e Syrah 5%, intenso rubino con spiccate note di frutta matura, liquirizia, cacao, tabacco e spezie dolci. Vellutato e dotato di una straordinaria piacevolezza di beva.

Fedespina Toscana Igt 2019 Az. Fedespina: Pinot Nero in purezza, rosso trasparente, olfatto declinato su petali di rosa, fragolina di bosco, ribes e liquirizia, dal gusto delizioso che ti invita ad un sorso  successivo.

Sondrete Toscana Igt Az. La Regola: da uve appassite di Trebbiano, Malvasia e Colombana, giallo dorato con riflessi che virano sull’ambrato, rivela sentori di datteri, fico, miele, albicocca e zafferano,  piacevolmente dolce e al contempo fresco.

PAESTUM WINE FEST 2023: ci siamo!

Comunicato Stampa

Il 7 marzo, nel corso dei WINES AWARDS 2023 da UNAHOTELS MH Matera, i premi alle eccellenze nazionali e internazionali del mondo vitivinicolo assegnati da Food And Travel Italia, è stato assegnato un Premio speciale a PAESTUM WINE FEST, la manifestazione enologica del sud Italia che dal 25 al 27 marzo a Paestum (SA) giungerà alla undicesima edizione. 

Il premio, ritirato da Angelo Zarra fondatore e portavoce della ampia squadra, rappresenta la consacrazione del Paestum Wine Fest nel panorama degli eventi vinicoli italiani. Il sicuro interesse per gli addetti ai lavori e gli appassionati è dimostrato inoltre dal vasto programma che sta per iniziare, disponibile sul sito ufficiale, costellato di masterclass, talk su enoturismo e salute, degustazioni tecniche e momenti formativi volti a diffondere la cultura del vino oltre a generare opportunità quali scambi culturali e commerciali tra operatori del settore, produttori e buyer nazionali e internazionali.

La manifestazione, patrocinata dal Comune di Capaccio Paestum, accoglierà negli 8.500 metri quadrati coperti e 4.000 scoperti di NEXT- EX Tabacchificio oltre 250 aziende, 20 consorzi e gruppi d’acquisto per un totale di circa 11.000 etichette in degustazione, 50 buyer tra quelli nazionali e internazionali, 1.200 operatori del settore Ho.Re.Ca e un pubblico atteso di circa 15.000 presenze. In programma 35 masterclass e tre talk per offrire momenti di approfondimento con produttori ed esperti, e per affrontare i temi significativi del comparto enologico. L’evento sarà seguito da numerosi attori della comunicazione tra giornalisti, influencer e youtuber che assicureranno il racconto mediatico dell’intera manifestazione e dei suoi protagonisti oltre la divulgazione dei temi trattati sia sui canali di comunicazione tradizionali che su quelli digitali.

Questi numeri, di gran lunga superiori allo scorso anno, consentiranno di raggiungere uno degli obiettivi principali della tre giorni: promuovere il business del settore vitivinicolo su scala nazionale e internazionale quale vettore capace di contribuire alla salvaguardia del territorio, alimentando interessi culturali atti generare flussi di turismo economicamente significativi. 

Importanti le ricadute economiche attese su tutto il territorio, favorite anche dalle numerosissime convenzioni stipulate con alberghi, ristoranti e strutture di vario livello che accoglieranno il pubblico diretto al PAESTUM WINE FEST. Questo consentirà di contribuire in modo significativo alla destagionalizzazione dei flussi turistici diretti in Cilento e alla valorizzazione delle potenzialità di sviluppo della Campania come meta turistica. 

Ampio e articolato il programma: incontri, confronti e l’alternanza tra degustazioni libere, momenti di formazione e divulgazione, guidati da esperti del settore alla scoperta di vini d’eccellenza, offrirà l’opportunità di vivere in un unico contenitore tante esperienze ma soprattutto darà concretezza al nuovo modello di business proposto da PAESTUM WINE FEST 2023. L’intento è quello di rivoluzionare i canoni e gli stereotipi formali, conciliando la disciplina e il rigore tipici della ritualità tradizionalmente legata agli eventi del vino, con la cordialità e l’accoglienza del sud.

Le masterclass in programma si ispireranno a diversi criteri e agli aspetti più disparati focalizzandosi, per esempio, sulle aree di produzione ovvero sulle singole cantine o degustazioni verticali e selezioni trasversali per arricchire il ventaglio di offerta e mettere a disposizione di addetti ai lavori e di enoappassionati opportunità rare nel medesimo contesto. Come, del resto, le talk che tratteranno argomenti di grande attualità e rilievo sociale quali: ‘Il vino è salute’‘Dalla sostenibilità alla circolarità: sfide e opportunità per l’enogastronomia’ e ancora ‘WineTech Heroes 2023, 5 wine start up stories oggi’.

 ‘La domenica ai Templi’ invece sarà una preziosa parentesi: a due passi da NEXT- EX Tabacchificio, la mattina del 26 marzo si terranno due masterclass all’interno del Tempio di Nettuno. I relatori saranno Alessandro Rossi, Andrea Gori, Luciano Ferraro, Luciano Pignataro, Paolo Lauciani, Riccardo Cotarella e Sissi Baratella.  

Tra le partnership spiccano quella con Decanto che ha scelto PAESTUM WINE FEST per la degustazione dei vini premiati con ‘Tre Cavatappi’, il massimo del punteggio assegnato dal team e la collaborazione con gli istituti alberghieri, grazie alla quale sarà lanciato il contest ‘Premio per il futuro’: rivolto agli studenti del quinto anno, con l’obiettivo di promuovere e stimolare la conoscenza, attraverso il riconoscimento di una borsa di studio in autorevoli centri di formazione della cucina e ospitalità.

Infine, per sottolineare ancor più la sinergia tra PAESTUM WINE FEST e il suo territorio, completeranno l’offerta dell’evento i ‘fuori salone’, appuntamenti che prenderanno vita in accoglienti realtà locali che per un giorno si tingeranno dei colori del vino d’eccellenza, ospitando degustazioni e altri momenti di approfondimento della cultura enologica.

Tra le novità di questa XI edizione, l’interfaccia ‘Pony wine’ che consentirà alle aziende, ai consorzi e distributori partecipanti di richiedere in tempo reale sia servizi tecnici e di logistica (supporto bicchieri o scelta tipologia di ghiaccio etc.) sia servizi di comunicazione come la possibilità di fissare appuntamenti con gli attori della comunicazione tradizionale e digitale (giornalisti, influencer e youtuber etc.) presenti in fiera che l’organizzazione, grazie a un efficiente staff under 40, ha selezionato per l’evento.

Terra di Lavoro Wines 2023 – le nostre considerazioni finali

Redazione

Parlare di eventi come Terra di Lavoro Wines 2023 rappresenta uno dei presupposti pensati sin dagli inizi dalla Redazione di 20Italie.

Venti, come le nostre magnifiche Regioni ricche di storia, cultura e coscienza enogastronomica. Tra di esse la prima da cui siamo partiti è stata la Campania, non sempre attenzionata persino dai suoi abitanti.

Nulla di nuovo all’orizzonte, in perfetta coerenza con il motto latino “nemo propheta in patria”. Eppure ci sarebbe parecchio da dire, in particolare della voglia di coesione ricercata dai produttori vitivinicoli del Consorzio Tutela Vini Caserta “VITICA”.

Il Presidente Cesare Avenia è un vero vulcano di iniziative, proprio come il territorio di appartenenza caratterizzato dai ricordi lavici delle eruzioni, sotto forma di sabbie, ceneri e pomici.

L’aggregazione è composta da ben 3 Doc e 2 Igt, ciascuna caratterizzata da differenze pur all’interno di un unico schema, unito dal classico filo rosso di Arianna. Il Mar Tirreno a poca distanza con i suoi zefiri miti che garantiscono buone escursioni nelle calure estreme delle ultime stagioni ed il vulcano spento di Roccamonfina, con il lontananza l’ancor vivo Vesuvio, sono la testimonianza delle complessità naturale di queste terre.

Per far sì che possano essere conosciute vieppiù al grande pubblico di appassionati ed operatori del settore, verrà istituito, a fine aprile, il “sabato casertano” con cantine aperte e possibilità di visita delle stesse previa prenotazione sul sito del Consorzio Vitica.

Ma veniamo alle fasi cruciali di Terra di Lavoro Wines II Edizione, svoltasi nella magnifica cornice del Real Sito Belvedere di San Leucio (CE) nei giorni 18 e 19 marzo 2023.

Dopo i saluti di rito delle Autorità presenti Carlo Marino sindaco di Caserta, Tommaso De Simone Presidente CCIAA di Caserta e Salvatore Schiavone Direttore Ufficio Italia Meridionale ICQRF – il giornalista enogastronomico Luciano Pignataro ha aperto i lavori con le relazioni del professore Attilio Scienza e di Elisa Frasnetti, assegnista di ricerca presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza.

Tema delicatissimo: la sostenibilità e le nuove sfide per il futuro. A seguire, in collegamento video, la docente universitaria Roberta Garibaldi ha terminato la prima fase del simposio parlando di turismo enogastronomico.

Gradita presenza, a conclusione lavori e prima di cominciare le degustazioni tra i banchi d’assaggio, dell’Assessore all’Agricoltura per la Regione Campania Nicola Caputo.

Ottimo il supporto della squadra di sommelier di A.I.S. Campania nel gestire al meglio le richieste dei presenti anche durante le Masterclass, con interventi del Presidente dell’Associazione Italiana Sommelier Campania Tommaso Luongo e del Delegato di Caserta Pietro Iadicicco.

Le degustazioni guidate, con vini assaggiati rigorosamente alla cieca, sono servite ad evidenziare pregi e limiti delle varie Denominazioni, creando quell’identità fondamentale per porsi dinanzi al giudizio dei critici e dei mercati di riferimento.

La nostra reporter Maurizia Albano ha potuto constatare con mano la qualità dei prodotti con pochissimi rilievi in negativo, indice di un percorso di crescita per tutto il comparto. Stuzzicanti le acidità delle versioni Asprinio di Aversa e gustose quelle delle altre Denominazioni compresa la piccolissima Doc Galluccio.

Le varietà d’uva principali sono: Falanghina, Asprinio Bianco, Aglianico, Piedirosso, Pallagrello e Primitivo, tutte considerate autoctone, accompagnate da tante altre di minor produzione. La bellezza autentica della nostra Campania!

Il giorno 19, invece, è stato il momento per la commozione, dapprima nel vedere la rinascita della Vigna Borbonica di San Silvestro della Reggia di Caserta, che Tenuta Fontana ha ricevuto in affidamento in concessione. Scopo del progetto “Vigna di San Silvestro” è la valorizzazione enologica della produzione di una varietà tradizionale come il Pallagrello Bianco e Nero.

A seguire l’attribuzione al Consorzio Vitica del Marchio di Autenticità Culturale (M.A.C.) ed il Premio dedicato alla memoria di Maria Felicia Brini (Masseria Felicia), imprenditrice eclettica e grande innovatrice, troppo prematuramente scomparsa.

A ricevere il premio è stato il ristorante Il Frantoio Ducale per la migliore carta dei vini del territorio.

L’ottimismo è il profumo della vita: su questa basi non possiamo che attendere, fiduciosi, la prossima edizione di Terra di Lavoro Wines.

“TERRA DI LAVORO WINES” 2023

Comunicato di Redazione

Due giornate interamente dedicate alle produzioni vitivinicole casertane si prospettano il 18 e 19 marzo prossimi al Real Sito Belvedere di San Leucio.

Un viaggio lungo tutta la provincia all’insegna dell’enologia casertana nella seconda edizione dell’evento TERRA DI LAVORO WINES.

Numerosi gli incontri di esperti, giornalisti, produttori e appassionati del settore. Di seguito il programma completo e le modalità di adesione per il pubblico presente.

Ben 5 le Denominazioni coinvolte dal Consorzio Vitica: Aversa Asprinio DOC, Falerno del Massico DOC, Galluccio DOC, Roccamonfina IGT e Terre del Volturno IGT.

Il PROGRAMMA

Sabato 18 marzo

Sala Convegno

10:00
TERRA DI LAVORO WINE FORUM
LA SOSTENIBILITA’ DELLA FILIERA VITIVINICOLA

MODERATORE
LUCIANO PIGNATARO Giornalista

SALUTI
CARLO MARINO Sindaco di Caserta
TOMMASO DE SIMONE Presidente CCIAA di Caserta
SALVATORE SCHIAVONE Direttore Ufficio Italia Meridionale ICQRF

INTERVENTI

ATTILIO SCIENZA  –  Lavorare con il futuro: ecocompatibilità dei processi e sostenibilità dei territori viticoli 
ETTORE CAPRI  –  Sostenibilità… tutto da fare
ROBERTA GARIBALDI  –  Le nuove sfide del Turismo Enogastronomico

CONCLUSIONI
CESARE AVENIA Presidente Vitica
NICOLA CAPUTO Assessore all’Agricoltura Regione Campania

Piazzale del Belvedere

12:30
PRESENTAZIONE DEL LIBRO
PALLAGRELLO di Manuela Piancastelli

13:00
APERTURA TAVOLI DI DEGUSTAZIONE

15:00
MASTERCLASS
GALLUCCIO DOC – ROCCAMONFINA IGP

18:00
MASTERCLASS
FALERNO DEL MASSICO DOC

20:00
CHIUSURA TAVOLI DI DEGUSTAZIONE

Domenica 19 marzo

12:00
TERRA DI LAVORO WINE AWARDS

  • COMMEMORAZIONE 250° ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI LUIGI VANVITELLI
  • ATTRIBUZIONE AL CONSORZIO VITICA DEL MARCHIO DI AUTENTICITA’ CULTURALE (M.A.C.)
  • PREMIO MARIA FELICIA BRINI AL RISTORANTE “MIGLIORE CARTA DEI VINI DEL TERRITORIO”

15:00
MASTERCLASS
AVERSA ASPRINIO DOC

18:00
MASTERCLASS
TERRE DEL VOLTURNO IGP

20:00
CHIUSURA TAVOLI DI DEGUSTAZIONE

Durante la due giorni sarà possibile prenotare visite al Real Sito Belvedere di San Leucio e all’antica Fabbrica della seta.

Per info e prenotazioni:

https://www.vitica.it/

Coordinamento e Ufficio Stampa

Floriana Schiano Moriello