Vinifera a Trento: 100 vignaioli provenienti da tutto l’arco alpino incontrano i produttori delle isole minori del Mediterraneo

Moltissime le novità per la prossima edizione della kermesse in programma sabato 22 e domenica 23 marzo a TrentoExpo: laboratori, incontri, ospiti e ampio spazio al food

Dopo due anni di preparazione, ritorna in formato extralarge e con tantissime novità Vinifera la manifestazione dedicata alle produzioni e ai produttori artigianali alpini.

Sabato 22 e domenica 23 marzo a TrentoExpo, i protagonisti dell’evento saranno come sempre gli oltre cento vignaioli provenienti da tutte le regioni alpine e transalpine (Francia, Svizzera, Austria e Slovenia) i quali, nella prossima edizione, troveranno al loro fianco anche una selezione di produttori delle isole minori del Mediterraneo, presenti con i loro vini ai banchi  dopo aver attraversato i mari di Pantelleria, Capraia, Ischia, Isola del Giglio, Ustica, Isola d’Elba, Salina,  e tanti altri.

Proseguendo nella prospettiva già intrapresa nelle precedenti edizioni, il Mercato Artigiano Alpino proporrà anche un desk interamente dedicato ai sidri grazie alla collaborazione con APAS – Associazione Pommelier e Assaggiatori di Sidro – e una selezione di birrifici agricoli, in entrambi i casi con produttori provenienti dai territori alpini e transalpini.

Organizzare una manifestazione con la presenza di tutti i produttori in prima persona e valorizzare la formula del mercato – afferma Manuela Barrasso presidente dell’Associazione Centrifuga che organizza l’evento – significa favorire l’incontro e il confronto diretto tra chi produce e chi consuma, il quale ha il diritto di sapere e il dovere di informarsi da chi, dove e come sono stati prodotti gli alimenti che sta acquistando“.

Sarà totalmente rinnovato anche lo spazio dedicato al food, all’interno del quale – grazie alla collaborazione con Slow Food Trentino – sarà possibile assaggiare le diverse sfumature che offrono i mieli alpini e farsi incuriosire con la sezione dedicata ai grani antichi e allo scambio semi, realizzata in sinergia con Coltivare Condividendo e con Rete Semi Rurali: “Il vino è un prodotto della terra, prima che un bene di consumo“, prosegue Manuela. “In questa edizione abbiamo quindi scelto di mettere in risalto questo legame primario, dando spazio e visibilità anche agli altri coltivatori della terra, e a chi, nonostante tutto, continua a prendersene cura in maniera rispettosa“.

Molto atteso anche il programma delle masterclass che si terranno quasi interamente nella sala dedicata interna a TrentoExpo: si comincia sabato alle 11.30 con Alti due ettari– una degustazione dedicata alle storie e alla produzione di cinque piccoli/grandi produttori alpini con Jacopo Cossater. Si prosegue sabato alle ore 14.30 con Montagna vista mare, masterclass che metterà a confronto 5 produttori del ponente ligure con Matteo Circella. Domenica mattina alle ore 10.30 presso TrentoExpo si terrà la masterclass Vini Piwi: esperienze di viticoltura resistente seguita da un banco d’assaggio, mentre alle ore 11.00 presso il MUSE sarà il turno della masterclass REIS-ISTENZE Alpine sul tema del ripopolamento delle terre alte con Martina Francesconi, Enrico Ponza e Juri Chiotti. Domenica pomeriggio alle 14.30 infine Matteo Gallello accompagnerà i partecipanti in un viaggio tra sette isole del Mediterraneo, esplorando i mari, le comunità, i paesaggi e ovviamente i vini dei produttori ospiti 2025: Piccole isole / Sostanza mediterranea /. Tutti gli incontri saranno al costo agevolato di 10€, su prenotazione e fino a esaurimento posti.

Nell’area esterna di TrentoExpo, completamente rivista, oltre alla possibilità di assaggiare le specialità culinarie preparate dagli artigiani del gusto sarà inoltre possibile partecipare ai laboratori didattici promossi dai produttori stessi. Non mancheranno infine incontri, musica, artigianato, un’esposizione fotografica a cura dell’Associazione Fotosintesi Avellana e lo splendido salottino di Baba Associazione Culturale.

Per avere ulteriori informazioni e l’elenco completo dei produttori partecipanti: Mostra Mercato 2025 – Vinifera

INFO IN BREVE

Vinifera a Trento

Quando: sabato 22 e domenica 23 marzo 2025

Dove: TrentoExpo, in via Briamasco, 2

Orari di apertura al pubblico: dalle 11.00 alle 19.00. Ultimo ingresso entro le 17.00

Prezzo al calice: 25 euro 

Info: www.viniferaforum.it

Link prevendite: https://www.eventbrite.com/cc/vinifera-2025-3945273

Link accrediti stampa e operatori del settore (gratuito):

Stampa: https://bit.ly/3C22B8U 

Operatori: https://bit.ly/3PH54sw 

Wine Paris 2025

L’ultimo mese ci ha visto impegnati in diverse sessioni di assaggio, dal Piemonte allaToscana passando anche da Parigi! Vorrei raccontarvi le mie esperienze di degustazioni fatte a Wine Paris 2025.

La fiera si è svolta dal 10 al 12 febbraio scorso, presso il complesso fieristico di Paris Expo Porte de Versailles. I numeri parlano chiaro e si è visto il grande lavoro di ridistribuzione degli spazi rispetto ai paesi produttori di vino: Il padiglione dedicato all’Italia era davvero imponente.

Si parla oggi di Wine Paris come leader mondiale del vino e distillati, con un’affluenza da record durante i tre giorni di fiera: con un totale di 52.622 visitatori, provenienti da 154 paesi. Sono stati presenti più di 5.300 produttori, il 29% in più rispetto allo scorso anno, distribuiti su uno spazio fieristico aumentato del 25%. L’ 80% in più di spazio dedicato ai paesi produttori internazionali e un 7% in più per la Francia.

Rodolphe Lameyse CEO of Vinexposium dichiara: «in un contesto di instabilità geo-politica e ambientale, il settore globale del vino e degli alcolici sta vivendo un periodo di turbolenza senza precedenti: cambiamenti climatici, un minimo storico nei livelli di raccolta, calo dei consumi, rallentamento delle esportazioni e consumi, il rallentamento delle esportazioni e la minaccia di tasse protezionistiche, per citarne alcuni. A livello globale, le incertezze stanno avendo un effetto cumulativo. Di fronte a questa crisi complessa, l’isolazionismo non è un’opzione. È unendo le forze che nascono le soluzioni. I protagonisti del settore, pertanto sentono sempre più la necessità di riunirsi attorno a un potente hub per rafforzare i loro legami e interagire fra di loro, Wine Paris è un punto di riferimento fondamentale».

C’è da tenere conto che i trend di consumo sono cambiati e i vini che incuriosiscono di più il mercato rientrano oggi maggiormente in queste categorie: orange, vini vulcanici, biologici/biodinamici, naturali, a basso tenore alcoolico, in anfora, freschi che richiamano sempre meno l’uso del legno e gradazioni alcoliche inferiori, ricerca e valorizzazione dei vitigni autoctoni, queste appunto alcune delle categorie di tendenza al momento.

La fiera era immensa e si poteva degustare di tutto; mi sono concentrata su due tematiche interessanti. Una quella di riassaggiare alcuni vini premiati al Concours Mondial de Bruxelles lo scorso anno; l’altra orientata sull’assaggio di vini provenienti dai Paesi del Caucaso come l’Armenia e la Moldavia, in Europa dell’Est. La mia curiosità per questi paesi è nata un po’ di tempo fa e ho già in programma a breve un viaggio in Georgia per maggiori approfondimenti. Qui si ritrovano alcune produzioni di vini affinati in anfora, tecnica dal particolare fascino che ti porta a ragionare con parametri diversi rispetto al modo tradizionale. Senza preclusioni e preconcetti ovviamente.

Concours Mondial de Bruxelles CMB

Sono giudice di questo concorso dal 2010 e faccio parte del Team Italiano. C’è da dire che il nostro lavoro non finisce al momento della chiusura della batteria di assaggio. Stimolante, come in questa occasione, riassaggiare vini degustati nelle sessioni passate del 2024, che avevano preso la Medaglia d’Oro con range di voto da 87 a 90,9 punti su 100. Il CMB era presente a Wine Paris con un proprio stand e, in questo spazio comune di rappresentanza, sono state messe in rete tutte le connessioni comuni al fine di creare una rete internazionale volta a favorire le trattative commerciali.

I miei assaggi qui al CMB si sono divisi in due percorsi, parliamo prima degli Sparkling Wines:

Vouvray Fine Bulles Méthode Traditionelle Vignoble Brisebarre – Val de Loire

(Chenin blanc 100%)

Nel cuore della Valle della Loira dove i paesaggi sono contornati dai famosi castelli, si trova questa azienda che produce vini da tre generazioni, e questo Metodo Classico rientra nella AOC Vouvray Brut.

Perlage fine e persitente, profumi intensi di fiori di acacia e nuance di agrumi e frutta tropicale appena accennata. Gradevole al palato con una bollicina aggraziata, spinge in acidità e freschezza.

Clé Riserva Trento Doc Dosaggio Zero, Metodo Classico 2019– Albino Armani

(Pinot nero 50% Chardonnay 50%)  

Azienda che vanta una tradizione vitivinicola di oltre 400 anni. Le prime produzioni iniziano in Trentino – Alto Adige per poi acquisire vigneti anche in altri parti d’Italia.  Le uve per fare questo spumante nascono su terreni ricchi di calcare e basalto, i vigneti possono definirsi di altura. Rimane 60 mesi sui lieviti, regalandoci così una complessa gamma aromatica: crosta di pane, sentori agrumati, zagara, eucalipto. Esprime equilibrio, finezza e eleganza, con sensazioni in bocca di una bollicina persistente e elegante, finale lungo e sapido.

Champagne Blanc de Noirs Brut – Albert Beerens

(Pinot noir 80% Pinot meunier 20%)

Ci troviamo in Côte de Bar. Producono Champagne da sei generazioni, oggi guidati da Anne-Laure Beerens. Sette ettari di vigneto suddivisi in cinque Cru, dal 2021 sono certificati biologici e producono circa 40.000 bottiglie annue.

Rimane 30 mesi sui lieviti, si presenta con un naso di fiori bianchi e agrumi come il cedro, balsamico, minerale. In bocca è cremoso, ampio e elegante, spinge in profondità con una bollicina elegante e persistente.

Bulles Belges Blanc de Blancs 2021 – Domaine Mont des Anges

(Chardonnay 100%)

Nella regione della Vallonia in Belgio, si trovano la maggior parte dei vigneti del paese, immersi in un contesto naturalistico unico, circondati da fiumi e foreste. Qui il clima è freddo si adatta bene a vini bianchi e spumanti. Cantina relativamente giovane, la cui produzione è concentrata nel lavorare in agricoltura biologica tre varietà: Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Meunier.

Fermentazione e affinamento in legno per 24 mesi. Leggere note fumée, crosta di pane e spezie dolci, vaniglia e legno di sandalo. Seguono nuance fruttate di pompelmo rosa, agrumi, e fiori bianchi. In bocca è intenso e vibrante con un’acidità espressa rinfrescante. Finale lungo e persistente.

Passiamo ora ad assaggiare qualche vino premiato durante la sessione del concorso svolto a Léon in Messico lo scorso anno

Carcare Rosso IGT Palizzi 2021 – Filippo Brancati

(Nerello Calabrese 100%) – Acciaio

Le vigne di questa piccola realtà calabrese si trovano in un contesto ambientale piuttosto suggestivo, fra i calanchi alle spalle e il mare della costa Jonica, il tutto circondato da alberi di bergamotto e olivo. Nerello, Alicante e Chardonnay per un’etichetta che rimane impressa, sui toni caldi. Dal color porpora brillante, si presenta al naso con frutti scuri, come la prugna e la ciliegia, inchiostro e sentori speziati, tabacco, pepe nero, balsamico e iodato. Le sensazioni marine le ritrovi anche nel sorso, con la grande sapidità che sembra una pennellata dal blu del mare al giallo del sole di questa terra. Ampio, elegante e profondo, dai tannini setosi.

Villa Santera Primitivo di Manduria DOC 2022 – Leone De Castris

(Primitivo 100%)

Leone de Castris è storia di Puglia e questo vino rappresenta una notevole espressione del Primitivo di Manduria. Colore profondo rubino, con sentori terziari di cioccolato e spezie dolci, arriva in successione un frutto denso e scuro, con sfumature fresche e balsamiche. In bocca risulta ampio e succoso, ottimo equilibrio con acidità presente, con tannini fitti e vivaci, ancora da integrarsi appieno.

Per Lui Salice Salentino Riserva DOC 2019 – Leone de Castris

(Negramaro 90% Malvasia 10%)

Rubino lucente dai riflessi granato, regala subito profumi altamente complessi. L’uva viene raccolta dopo un leggero appassimento su pianta. Frutta scura, sentori terziari di cioccolato e spezie dolci, cannella, bacche di ginepro, china, rabarbaro, balsamico e molto altro. Sorso equilibrato e avvolgente, con una sapidità immensa.

Cerviano Merli Barolo DOCG 2016 – Casetta

(Nebbiolo 100%)

Realtà situata nel territorio di Roero, gestisce vigneti in più zone delle Langhe esprimendo così i vari Cru.

Le uve provengono interamente dal Cru Cerviano Merli, per un vino dal colore granato vivido, con sentori di violetta, frutta rossa, sentori agrumati e spezie, tabacco e note di eucalipto. In bocca risulta equilibrato con tannini piacevoli e vellutati.

Seconda Stella a Destra Brunello di Montalcino DOCG 2019 – La Togata

(Sangiovese 100%)

La Togata ha circa 20 ettari di vigneto con una produzione di circa 145.000 bottiglie, di proprietà della famiglia Angel, hanno iniziato il loro percorso a Montalcino alla fine degli anni ’80. Bella espressione di Sangiovese sia per l’aspetto nel calice, che per i profumi che veicolano sbuffi di prugna e fiori di violacei. Prosegue su china, tabacco, pepe ed erbe officinali. In bocca è equilibrato, ampio e austero.

L’azienda La Vigna del Mare di Capalbio è stata una bella sorpresa che non conoscevo. Presenti i proprietari, con i quali ho chiacchierato a lungo assaggiando i loro vini premiati. Un progetto nato grazie all’amore di Francesca Serena Monghini per questa zona, che insieme al marito Massimo Masini, decide di comprare una proprietà per trascorrere le vacanze estive. Quindici ettari totali di cui otto a vigneto che si affacciano direttamente sul Mar Tirreno. Escono con il loro primo vino nel 2010. Una piccola produzione che si attesta sulle 25.000 bottiglie, dove si predilige anche l’arte spumantistica, oltre che ai vini fermi.

Rosè della Càpita Metodo Classico – La Vigna del Mare

(Syrah 60% Sangiovese 40%) – 60 mesi sui lieviti, 2.500 bottiglie prodotte.

Tonalità da buccia di cipolla, con sentori floreali e piccoli frutti rossi di bosco. Melagrana e scie agrumate, erbe aromatiche e note balsamiche che preludiano ad un sorso cremoso, equilibrato, soretto da un’acidità intrigante. La bollicina è fine e gradevole, con texture elegante e persitente.

Côr d’Or Vermentino Maremma Toscana DOC 2023 – La Vigna del Mare

(Vermentino 100%) – Fermentazione per un terzo in acciaio e il resto in tonneau, matura per 6/8 mesi in tonneau di rovere francese, con successivo affinamento in bottiglia 3/6 mesi.

Colore giallo paglierino dai riflessi dorati, al naso si presenta con salvia e note di agrumi che vanno dal floreale a sentori di pompelmo rosa e cedro. Mentuccia fresca, legno di sandalo e note iodate, completano lo spettro olfattivo ampio e intrigante.  Entra verticale, molto deciso, fresco con spiccata acidità e sapidità.

Ho trovato grande coerenza nel lavoro svolto alla cieca durante i vari panel di Commisione, sintomo che assaggiare senza conoscere il produttore di riferimento è sempre un plus per ottenere risultati imparziali e fortemente indicativi, anche a distanza di mesi.

Passiamo ora all’Estero

ARMENIA

Immersa tra le montagne, tra il Caucaso e l’Asia, l’Armenia è famosa per i vigneti coltivati fin dall’antichità, su altopiani compresi tra i 900 ed i 1.700 metri di altitudine. I paesi di quest’area hanno avuto un’influenza dominante sovietica per anni, dove veniva richiesto di produrre principalmente alcolici come il brandy. Negli ultimi anni l’Armenia sta vivendo una rinascita generale, in particolar modo nella viticoltura, dove l’interesse è rivolto verso vini naturali e biologici.

Le condizioni pedoclimatiche sono molto favorevoli, dai suoli di origine vulcanica a temperature ideali per la produzione di uve. Gli ettari vitati sono circa 16.000 distribuiti per una cinquantina di produttori totali, che prediligono autoctoni poco conosciuti come: Areni noir o il Voskehat, varietà a bacca bianca. Hanno aderito ben 21 aziende a Wine Paris per promuovere vini interessanti e contemporanei.

MOONQ WINES

Poco meno di un ettaro, nata nel 2004. La prima bottiglia arriva solo nel 2021. Il proprietario è Tevan Poghosyan, enologo che per anni si è dedicato a fare consulenze sulla valorizzazione dei vitigni autoctoni della zona come il Voskehat e i rossi Nrneni, Areni e Khndoghni.

Nrneni 2023 (1.000 bottiglie), in acciaio e con 8 mesi di bottiglia, si presenta rosso violaceo profondo e denso. Ricordi di frutti scuri e viola, leggera tostatura di caffè e pepe bianco. Il sorso è slanciato con ottima acidità, persistente e dai tannini vivaci.

Areni-Khndoghni-Nrneni 2023 (2.700 bottiglie), la versione quotidiana del blend con notevole freschezza olfattiva data da note balsamiche e floreali come viola e glicine. Equilibrato ed espressivo, con trama tannica in via di evoluzione.

Nrneni Rosè 2023 (300 bottiglie), non possiamo certo definirlo provenzale. «Le uve sono raccolte espressamente per fare questo vino, e il colore è questo e rappresenta l’uva» macconta Tevan. Il naso verte su sentori floreali, il vino esprime versatilità, ed è ben fatto.

Nrneni Reserve 2022 (600 bottiglie): matura 12 mesi in barrique, con profumi fruttati e balsamici, da accenni di bacche di ginepro, cioccolato e caffè. Sorso ampio, finale lungo, sapido e elegante.

Riserva Areni- Khndoghni-Nrneni 2022 (300 bottiglie). Barrique per un anno, più complesso, ma ancora tenero nei suoi ricordi floreali. Si esprime con intrigante eleganza e profondità e tannini fitti e vivaci.

GEVORKIAN WINERY

Di Gevorkian Winery di Yerevan ho avuto il piacere di degustare i vini alla presenza del proprietario Vahagn Gevorgyan. Fondata nel 2006 vi invito a visitare il sito dove ci sono dei meravigliosi video dei paesaggi e delle loro lavorazioni. Si lavora in cantina su vari fronti: acciaio, Karas (le anfore locali) e botti di legno. Una delle tecniche usate per i rossi è quella dell’appassimento dei grappoli, vinificati poi dopo 3 mesi. Questo metodo si chiama: Kakhani (metodo similare di produzione per l’Amarone della Valpolicella).

Amphora 2023 – vinificazione di due uve bianche Voskehat e Kangun, che rimangono in anfora per circa sei mesi. Nuance floreali intense, ottima acidità e piacevolezza di beva.

Ariats Areni Kes Kakhani 2021 – uve Areni, di cui circa un 50% seguono appassimento. Dopo la seconda fermentazione il vino passa in botti armene per circa sei mesi. Frutti scuri come il mirtillo e ribes seguiti da sentori di mentuccia e leggere nuance terziarie di cioccolato e caffè. In bocca il sorso è piacevole e gustoso.

Ariats Kakhani Riserva 2019 – Quattro varietà tradizionali: Areni, Haghtanak, Milagh e Karmrahyut che vengono appassite per tre mesi, con successiva sosta in grandi botti di quercia armena per due anni. Espressioni violacee, spezie dolci ed erbe officinali. E poi china, more di bosco e tannini setosi, ben integrati. Chiosa elegante.

MOLDAVIA

Repubblica parlamentare dell’Europa Orientale, caratterizzata da un territorio variegato che va dalle colline rocciose alle immense foreste. Le regioni vitivinicole sono piuttosto rilevanti nell’economia del paese e la produzione dei vini ricopre un ruolo importante, dal rapporto produzione/export fra i più alti in Europa. Le proprietà sono molto estese e rappresentano centinaia di ettari. Qui si producono varietà autoctone come: Rară Neagră, Plavai, Feteasca Alba e Feteasca Neagra, e Saperavi che arriva dalla Georgia, oltre a ceppi internazionali. Le zone di produzione si distinguono principalmente in quattro: Bălți (nord), Codru (centro), Purcari (sud-est), Cahul (sud).

VINIA TRAIAN

La regione di Valul Lui Traian (Vallo di Traiano) è posta sud, nell’area di Cahul molto vicina alla Romania ed ospita l’azienda Vinia Traian con i suoi 300 ettari di proprietà ed i due milioni di bottiglie annue. Mi accoglie per la degustazione Maria, figlia del proprietario Simion Kristev.

DeLaVal Inspiration IGP Vallo di Traiano 2022 (Sauvignon 50%, Aligote 35% e Muscat 15%), un naso che ricorda molto il varietale delle uve Moscato e del Sauvignon Blanc. In bocca richiama freschezza e agilità.

Saperavi 2024 – dal colore piuttosto intenso, vino fresco e gastronomico, su ricordi di frutta come ciliegie e mirtilli, nuance di cioccolato e pepe bianco. Sorso piacevole e fresco, vivace e non potente il tannino.

Reserve 2029 IGP Vallo di Traiano (Cabernet Sauvignon 100%), 2.500 bottiglie per questa vendemmia, prodotto solo nelle annate migliori. Riposa 20 mesi in barrique di rovere americano, che ne caratterizza l’accenno iniziale alla spezia dolce e all’affumicatura. Si passa dal frutto di ciliegia, alla china, eucalipto e radice di liquirizia. In bocca è equilibrato dal finale persistente, elegante con spiccata sapidità. Ottima interpretazione

DeLaVal Inspiration 2018 IGP Vallo di Traiano (Cab.Sauv. 50% e Merlot 50%), 6 mesi di barrique canadesi e 2 anni di bottiglia. Complesso al naso: more, balsamicità, pepe nero, bacche di ginepro e inchiostro. Assaggio elegante, equilibrato e persistente, forse dal tannino ancora un po’ pronunciato, ma con buoni margini di evoluzione.

CHATEAU VARTELY

Chateau Vartely situata sempre nel Vallo di Traiano, vanta circa 500 ettari per una produzione complessiva di 3.500.000 di bottiglie prodotte. Ovviamente l’azienda è rappresentata da varie linee di produzione differenziate per brand e fascia prezzo.

Individo 2022 (blend al 50% fra Feteasca Neagra e Rara Neagra), affina sei mesi in barrique usate. Frutto scuro e leggeri sentori terziari, con un sorso aggraziato e equilibrato, ottima acidità e tannini vivaci. Ottimo rapporto qualità-prezzo.

Taraboste Pur Aristocratic 2022 (Feteasca neagra 100%), per due anni in barrique di rovere della Moldavia nuove. Il legno è gestito in modo sapiente e ci regala dei sentori delicati di spezie dolci, caffè e note di cioccolato, poi arriva il frutto scuro. In bocca esprime equilibrio. ma in modo austero con un grande finale sapido.

Taraboste Pur Aristocratic Reserva 2018 (Cab. Sauv. 70% e Merlot 30%), affinamento di 30 mesi in barrique. Il naso ricorda il varietale del Merlot, con tocchi terziari e balsamici che donano freschezza. Ampio e persistente con espressioni sapide molto presenti, finale elegante con tannino fitto e ben integrato.

Taraboste Tribut Saperavi 2018 (Saperavi 100%), qui si utilizzano barrique ungheresi dove il vino rimane per 14 mesi. I ricordi di frutti piccoli scuri predominano l’olfatto che poi verte su sentori di china e radici di bosco, balsamico. Al gusto risulta complesso e equilibrato, elegante con tannini vivaci e in evoluzione.

À la prochaine!

Fonti: https://wineparis.com

Prende oggi il via la Terza edizione del Salone del Vino di Torino

La terza edizione del Salone del Vino di Torino 2025, presso le OGR Torino, prende il via da oggi e fino al 3 marzo, trasformando l’ex complesso industriale in un grande percorso dedicato alla cultura enologica.

Con la partecipazione di oltre 500 cantine l’evento offrirà un’esperienza immersiva, permettendo ai visitatori di scoprire e degustare una vasta selezione di vini provenienti dal Piemonte, dall’Italia e dal panorama internazionale. Gli spazi suggestivi delle OGR un itinerario espositivo coinvolgente, dove il pubblico potrà approfondire la conoscenza del vino attraverso incontri con produttori, masterclass tematiche e dibattiti con esperti del settore.

L’evento si configura non solo come un’occasione di degustazione, ma anche come un’opportunità di crescita culturale, grazie a momenti di confronto e approfondimento dedicati alle nuove tendenze e ai cambiamenti in atto nel mondo enologico.

Un ruolo fondamentale sarà svolto dall’offerta gastronomica, che si presenterà ampia e variegata, con aree pensate per l’abbinamento cibo-vino. Questi spazi permetteranno di sperimentare accostamenti studiati da chef e sommelier, offrendo un’esperienza sensoriale completa e stimolante per appassionati, professionisti e semplici curiosi.

La giornata del 3 marzo sarà dedicata interamente agli operatori del settore.

 Il Salone del Vino 2025 si vuole distinguere, inoltre, per il forte impegno verso la sostenibilità, declinata nelle sue tre dimensioni principali: ambientale, sociale ed economica. L’evento mira a ridurre il proprio impatto ecologico, introducendo pratiche virtuose legate al risparmio energetico, alla mobilità sostenibile, alla raccolta differenziata e all’utilizzo di materiali riciclabili e durevoli. In questa direzione, l’organizzazione ha adottato un approccio innovativo basato sulla filosofia del design system e sui principi della sostenibilità, con il contributo prezioso della Dottoressa Luana Gravina, che ha guidato lo sviluppo dell’edizione 2025.

La programmazione culturale dell’evento si propone di affrontare temi di grande attualità, tra cui l’inclusione sociale, la parità di genere, la responsabilità sociale d’impresa, il cambiamento nei consumi, la transizione ecologica e l’innovazione tecnologica applicata al settore vinicolo. Il Salone non si limiterà a offrire un calendario di appuntamenti durante i giorni della manifestazione, ma si impegnerà a portare avanti un progetto continuativo nel corso dell’anno, con iniziative di sensibilizzazione, attività formative per le nuove generazioni e strategie per favorire il riuso e il riciclo. Tra le azioni concrete previste ci saranno la raccolta dei tappi di sughero, la riduzione del materiale stampato, l’introduzione di allestimenti sostenibili, la promozione del riutilizzo del vetro e la creazione di un network di volontari.

A dare continuità a questo percorso sarà anche il Comitato Scientifico, istituito nell’edizione precedente, che proseguirà il suo lavoro di ricerca e divulgazione attraverso talk, studi e analisi nel corso della manifestazione.

L’evento sarà completamente cashless: l’accesso avverrà tramite pacchetti degustazione, acquistabili in prevendita online o direttamente in loco, compatibilmente con la disponibilità residua. Ogni visitatore riceverà un bracciale elettronico, un calice e una taschina, strumenti utili per vivere appieno l’esperienza del Salone. I token, dal valore unitario di 1,00€, consentiranno di degustare i vini agli stand delle cantine e di acquistare direttamente in location le bottiglie preferite. Ogni espositore proporrà almeno un’etichetta disponibile per la degustazione a un token, garantendo così un’ampia scelta tra le migliori produzioni enologiche presenti.

Il Salone del Vino di Torino 2025 rappresenta quindi un’occasione imperdibile per operatori del settore, wine lovers e curiosi che desiderano immergersi in un contesto che unisce tradizione, innovazione e sostenibilità.

Per maggiori informazioni sull’evento e per l’acquisto dei token è possibile visitare il sito ufficiale www.salonedelvinotorino.it

Valdarno di Sopra Day chiude in bellezza le Anteprime di Toscana: una Doc giovane con radici antiche che pone al centro di ogni scelta il territorio

Terminiamo con Valdarno di Sopra Day il racconto delle Anteprime di Toscana iniziato con gli assaggi del Vino Nobile di Montepulciano e della nuova versione “Pieve” (Vino Nobile di Montepulciano annata e Vino Nobile di Montepulciano Pieve), delle varie tipologie di Chianti Classico (Chianti Classico annata e Chianti Classico Riserva e Gran Selezione), di Chianti lovers & Rosso Morellino (Migliori Assaggi) e di Anteprima l’Altra Toscana (L’Altra Toscana).

Oggi, presso l’incantevole struttura de Il Borro a San Giustino Valdarno erano presenti un centinaio di giornalisti provenienti da tutto il mondo, che hanno avuto l’opportunità di approfondire i progetti e la filosofia di questa denominazione, legata alla promozione della identità di un territorio da sempre acclamato come luogo di eccellenza per la coltivazione della vite e alla dimensione biologica e di sostenibilità.

La mattinata si è aperta con una tavola rotonda coordinata da Daniele Cernilli che ha visto dibattere gli illustri ospiti sul tema “ Il mondo del vino tra norme ed esigenze di cambiamento”. Sicuramente viviamo in un periodo dove l’alcol è considerato un pericolo per la salute e l’immagine del vino risulta un po’ appannata sia dalla divulgazione giornalistiche sulle reti nazionali che ha messo in cattiva luce disciplinari e produttori, sia dal trend giovanile che vede il consumo di vino in diminuzione.

Luca Sanjust di Teulada ed Ettore Ciancico hanno messo l’accento sul nuovo disciplinare del Valdarno di Sopra Doc, che partirà con la vendemmia 2024 con la menzione in etichetta Vigna, a sottolineare l’importanza dei piccoli territori nella possibilità di regalare grandi vini. Inoltre continua a essere portata avanti la battaglia a livello nazionale per il riconoscimento delle pratiche biologiche come essenziali nel disciplinare della denominazione.

Durante la mattina è stato consegnato il premio Beatrice Torrini al regista Lorenzo Di Dieco e agli autori del documentario Rai DiVine, in questa occasione proposto in anteprima il trailer: sarà in onda dal 28 febbraio e racconta la storia di 5 vignaiole.

A seguire, un focus sulle risposte concrete al cambiamento climatico: esperti del settore vitivinicolo e illustri giornalisti come Danielle Callegari e Aldo Fiordelli hanno portato il loro contributo in merito a resistenza delle viti, sostenibilità e la necessità di preservare la biodiversità nelle colture.

Prima del light lunch la tanto attesa masterclass condotta da Master of Wine Susan Hulme che ha condotto i presenti attraverso il riconoscimento in tutti gli assaggi di una forte identità territoriale.

Di seguito l’elenco dei vini assaggiati nella masterclass

Valdarno di Sopra Doc Vigna Ruschieto 2021 La Salceta: freschezza, frutto succoso, piacevole in bocca e finale sapido

Valdarno di Sopra Doc Vigna dell’Impero 2019 Tenuta Setteponti: naso complesso con note speziate dolci, frutta rossa matura e tannini levigati

Valdarno di Sopra Doc Vigna Polissena sangiovese 2020 Il Borro: al naso frutta rossa anche in confettura e lieve sensazione pesudocalorica. Ricco in bocca e tannino preciso.

Valdarno di Sopra Doc Vigna Mulino 2022 Tenuta San Jacopo: frutta nera matura, spezie, chiodi di garofano, note terziarie succose. Sorso potente con buona percezioni alcolica.

Valdarno di Sopra Doc Vigna delle Sanzioni sangiovese riserva 2023: bellissime sensazioni balsamiche, elicriso. Buona acidità e tannino integrato, ancora scalpitante. Lungo il finale.

Valdarno di Sopra Doc Boggina C Vigna Boggina 2021 Petrolo: ricco ma non pesante al sorso, interessante l’acidità e il tannino che bilanciano il tenore alcolico. Prevalenza di frutta a bacca nera, mora e mirtillo.

L’O vigna del Poggiolo (vitigno Orpicchio) meno di mezzo ettaro coltivato e recuperato dall’estinzione. Profumi netti di fiori bianchi e pesca bianca, con note ammandorlate. Grande piacevolezza nel sorso che presenta una buona struttura e una chiusura sapida.

Erboli – Tenuta Sette Ponti Toscana trebbiano Igt 2022: colore giallo dorato, con note di frutta a polpa gialla, nespola, menta e salvia. Gradevole al palato.

Vigna dell’Impero Toscana Igt Trebbiano 2023 Tenuta Sette Ponti: frutta e speziatura dolce importante che regala al vino una grande struttura.

Boggina B Tosca Igt Trebbiano 2022 Petrolo: dialogo interessante tra i profumi fruttati ed erbacei e il timbro speziato, perfettamente integrato nel vino. Si allunga nel finale su note sapide.

Boll di Borro Metodo Classico rosato 2018 Il Borro: bollicina fine e setose, dove si apprezza sentori succosi di fragolina di bosco. Cremoso, con buona freschezza e persistenza gusto olfattiva.

Nel pomeriggio Armando Castagno ha introdotto le caratteristiche e la valutazione dell’annata 2021 e 2022 presentate in anteprima. Molto diverse, la prima caratterizzata da primavera fredda e piovosa e da una gelata che ha colpito la zona nei giorni tra il 7 e il 9 aprile. Riduzione delle quantità, vendemmia perfetta grazie a un settembre equilibrato, con grandi escursioni termiche giorno e notte. Vini a volte ombrosi ma con una grande nitidezza e pulizia, sicuramente longevi grazie alle importanti acidità.

L’annata 2022 è stata invece definita come esuberante, con vini succosi ed estroversi, con buone acidità e apporto alcolico, ben bilanciato.

Di seguito i migliori assaggi della Doc Valdarno di Sopra

Valdarno di Sopra Doc L’O 2024 La Salceta

Toscana Igt Trebbiano Boggina B 2022 Petrolo

Valdarno di Sopra Doc Osato 2024 La Salceta

Valdarno di Sopra Doc Rosso 2023 Vertigine Ejamu

Toscana Igt Rosso Foglia Tonda Pipillo 2023 Fattoria Bellosguardo

Valdarno di Sopra Doc Vigna Polissena 2020 Il Borro

Toscana Rosso Igt Carnasciale 2022 Podere Il Carnasciale

Valdarno di Sopra Doc Vigna Ruschieto 2021 La Salceta

Toscana Rosso Igt Foglia Tonda 2020 Mannucci Droandi

Valdarno di Sopra Doc Merlot Vigna Galatrona 2022 Petrolo

Valdarno di Sopra Doc Pietraviva rosso Torrione 2022 Petrolo

Valdarno di Sopra Doc Sangiovese Vigna dell’impero 2020 Tenuta Sette Ponti VDS Doc Pratomagno Rosso riserva 2020 Campo del Monte

Anteprima l’Altra Toscana 2025: i nostri migliori assaggi

Le Anteprime di Toscana stanno per giungere al termine. Dopo aver scritto delle giornate sul Vino Nobile di Montepulciano e della nuova versione “Pieve” (Vino Nobile di Montepulciano annata e Vino Nobile di Montepulciano Pieve), delle varie tipologie di Chianti Classico (Chianti Classico annata e Chianti Classico Riserva e Gran Selezione) di Chianti lovers & Rosso Morellino (Migliori Assaggi), è il turno di Anteprima l’Altra Toscana.

I territori oggetto degli assaggi odierni riguardano Dop e Igp che abbracciano le denominazioni Maremma Toscana, Montecucco, Cortona, Chianti Rufina, Terre di Casole, Suvereto, Val di Cornia, Carmignano con varie tipologie inserite in disciplinare. Assenti quest’anno le Doc Orcia, Terre di Pisa e Montescudaio. Novità interessante per noi la lista della piccola Doc Terre di Casole su cui preferiamo però non esprimere un giudizio finale, visto l’esiguo numero di etichette, attendendo un eventuale consolidamento nella prossima edizione.

L’evento è utile a far conoscere proprio alcuni territori “nascosti”, dai prodotti interessanti seppur meno assurti all’onore delle cronache. Vermentino, Sangiovese le varietà locali meglio identificate nel viaggio, accompagnate da internazionali quali Chardonnay, Sauvignon, Merlot, Cabernet e tante altre, segno che la Toscana sa essere un luogo accogliente per il vino.

Organizzazione a cura dell’Associazione L’Altra Toscana in collaborazione con: Consorzio di Tutela dei Vini di Carmignano, Consorzio Tutela Vini Montecucco, Consorzio Chianti Rufina, Consorzio Suvereto Val di Cornia, Consorzio Vini Cortona, Consorzio di Tutela Vini Terre di Casole, Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana e Consorzio Vino Toscana IGT.

L’impressione generale è di una crescita complessiva per qualità produttiva, anche se alcune proposte ricadono ancora in estrazioni eccessive con prodotti che meriterebbero miglior agilità di beva. I rappresentanti della Rùfina sono stati scelti dalla neo costituita versione Terraelectae, che si dimostra non ancora ben rodata e delineata, almeno nella degustazione tecnica.

Carmignano vive la sua storia secolare dovendo affrontare il cambiamento climatico e la necessaria fase di transizione da vini molto strutturati a versioni più delicate ed agevoli. La 2022 ha maggior equilibrio rispetto alla 2021, ma questo è stato il leitmotiv delle Anteprime. In linea con le attese i vini di Maremma e di Suvereto, che dimostrano una precisa identità stilistica e territoriale. Maggior omologazione e consapevolezza, ma c’è ancora molto da lavorare per alzare l’asticella.

Concreti i Syrah di Cortona in continua crescita qualitativa: primeggiano in Italia e sono ormai pienamente competitivi con quelli d’Oltralpe che vantano tradizioni secolari. Sotto traccia i Montecucco che hanno vissuto fasti migliori in passato, pur compressi da altri vicini blasonati. Altalenanti i vini IGT Toscana, un contenitore che racchiude in sé diverse componenti e per una moltitudine di fattori. I pochi bianchi in carta sono mediamente buoni e costanti; nell’anonimato i rosati troppo declinati su dolcezze, calore e bassa acidità, mentre per i rossi soffrono le versioni a base Sangiovese in confronto ai vari tagli bordolesi.

Siamo riusciti a degustare tutti i vini, grazie all’aiuto dell’Associazione Italiana Sommelier che ha gestito in maniera rapida il servizio. Il panel di assaggio alla cieca è stato composto dal sottoscritto e dall’autore di 20Italie Adriano Guerri, suddividendo le zone con i migliori assaggi in ordine alfabetico.

Miglioro Carmignano e Barco Reale di Carmignano

Fabrizio Pratesi – Carmignano Carmione 2022

Fattoria Ambra – Carmignano Santa Cristina in Pilli 2022

Il Sassolo – Barco Reale di Carmignano Rosso 2024

Podere Le Poggiarelle – Carmignano Riserva Le Poggiarelle 2021

Tenuta di Capezzana – Carmignano Villa di Capezzana 2021

Migliori Chianti Rùfina Terraelectae

Colognole – Vigna Le Rogaie 2021

Frascole – Vigna alla Stele 2020

Frescobaldi – Vigna Montesodi 2021

I Veroni – Vigneto Quona 2021

Migliori Cortona Syrah

Az. Agr. Stefano Amerighi – Cortona Syrah 2022

Baldetti – Crano 2021

Dal Cero Tenuta Montecchiesi – Klanis 2021

Dionisio – Il Castagno 2022

Doveri – L’Usciolo 2022

Vinciarelli Chiara – Polluce 2022

Migliori Maremma Toscana

Arillo in Terrabianca – Maremma Toscana Bianco Bevobianco 2021

Azienda Agricola Bragaglia – Maremma Toscana Syrah Fonte di Bestiale 2023

Basile – Maremma Toscana Bio Comandante 2020

Belguardo Mazzei – Maremma Toscana Riserva Tenuta Belguardo 2021

Cantina Laselva – Maremma Toscana Ciliegiolo Satus 2022

Fattoria di Magliano – Maremma Toscana Syrah Bio Perenzo 2020

Mocali – Maremma Toscana Rosso Mirus 2022

Poggioargentiera – Maremma Toscana Poggioargentiera Viognier 2023

Tenuta Montauto – Maremma Toscana Ciliegiolo Silio 2023

Tenuta Moraia – Maremma Toscana Rosso Riserva Vesper 2020

Migliori Montecucco e Montecucco Sangiovese

Assolati – Montecucco Sangiovese Riserva 2019

Montenero – Montecucco Rosso 2021

Parmoleto – Montecucco Rosso 2021

Pierini e Brugi – Montecucco Rosso Riserva Sugherettaio 2018

Tenuta L’Impostino – Montecucco Sangiovese Riserva Viandante 2018

Migliori Suvereto Val di Cornia

Bulichella – Suvereto Montecristo 2019

La Fralluca – Suvereto Sangiovese Ciparisso 2020

Monte Solaio – Val di Cornia Cabernet Sauvignon Collevato 2021

Terradonnà – Suvereto Cabernet Sauvignon Okenio 2020

Migliori Terre di Casole

Caciorgna – Terre di casole Sangiovese Macchie 2014

Lisa Ammannati – Terre di Casole Sangiovese Estevan Etichetta Grigia 2022

Migliori Toscana IGT

Brancaia – Toscana Rosso Ilatraia 2021

Camporignano – Toscana Rosso Cerronero 2019

Cantine Ravazzi – Toscana Rosso Vigne Rosse 2020

Col d’Orcia – Toscana Rosso Nearco 2020

Dei – Toscana Rosso Sancta Catharina 2018

Gianni Moscardini – Toscana Ciliegiolo Sileno Ciliegiolo 2021

Il Borro – Toscana Chardonnay Il Borro 2022

La Banditaccia – Toscana Rosso 2019

La Regola – Costa Toscana Rosso La Regola Rosso 2020

Maestà della Formica – Toscana Riesling Maestà della Formica 2022

Morisfarms – Toscana Rosso Avvoltore 2019

Petra – Toscana Rosso 2022

Prima Pietra – Toscana Rosso 2021

Ricasoli – Toscana Rosso Casalferro 2020

Sassotondo – Toscana Bianco Isolina 2023

Tenuta Sette Ponti – Toscana Rosso Crognolo 2022

Colline Albelle – Toscana Rosso Inrosso 2021

Chianti lovers & Rosso Morellino 2025: i migliori assaggi giocano a nascondino

Durante la settimana di Anteprime di Toscana abbiamo già percorso il cammino dei migliori assaggi del Vino Nobile di Montepulciano e della nuova versione “Pieve” (Vino Nobile di Montepulciano annata e Vino Nobile di Montepulciano Pieve), delle varie tipologie di Chianti Classico (Chianti Classico annata e Chianti Classico Riserva e Gran Selezione).

Oggi è stato il turno dell’evento Chianti lovers & Rosso Morellino, con la presentazione ufficiale delle nuove annate tra base e relative sottozone del Chianti D.O.C.G. nonché del Morellino di Scansano D.O.C.G., e dell’annuncio ufficiale dell’avvio burocratico per il futuro inserimento in disciplinare di una versione “Superiore”.

Sui 148 assaggi complessivi di Chianti in Fortezza da Basso a Firenze, solo 30 erano vini da poco in commercio; il resto recava la menzione “campione da botte”. Anche più severa la proporzione nei conteggi del Morellino di Scansano tra annata e Riserva, con 3 vini regolarmente presenti sul mercato sui 35 totali. Segnaliamo, inoltre, una decina di aziende menzionate in lista che non sono arrivate a consegnare in tempo utile i prodotti, almeno durante la nostra presenza alle postazioni per la stampa e l’assenza dei consueti banchi d’assaggio utili per scambiare opinioni e chiarire eventuali dubbi con i produttori al termine della degustazione.

Prima di cominciare la risicata disamina alla ricerca di qualche spunto utile per il lettore, esprimiamo perplessità per la valutazione, giocata a mo’ di nascondino, su vini non pienamente compiuti e sulla scommessa obbligata che possano restare tali e quali fino alla definitiva immissione in commercio. La scelta dei nostri migliori assaggi, pertanto, ha subito forti limiti nella capacità reale di aderenza al racconto su quanto di buono offrano gli areali.

Ve ne diamo contezza ponendo le mani avanti sul come e sul quando si arriverà a vedere la completa realizzazione di ciò che oggi è in fase embrionale. A grandi linee e per sommi capi, sembrerebbe che la differenza tra la 2024 polposa e tesa tra eccessi di maturazione ed estrazione, faccia il pari con una 2023 elegante e delicata, di minor spinta e profondità.

Una 2024, ribadiamo da campione da botte, che ha visto il Morellino di Scansano dotarsi di maggior compostezza ed uniformità rispetto agli altalenanti esempi del Chianti, anche se il nerbo caratteriale del Sangiovese toscano giova maggiormente al secondi che al primo. Un sintomo di stili e visioni differenti e di un rapporto migliorato, finalmente, con la contemporaneità dei gusti del consumatore finale.

Da sinistra i redattori di 20Italie Adriano Guerri e Alberto Chiarenza

Una qualità media in ascesa per entrambi gli attori protagonisti della kermesse, se si pensa agli anni trascorsi, che manca ancora di positivi picchi al vertice, ma che vede barlumi di luce e speranza nel restare al passo coi tempi. Il panel d’assaggio rigorosamente alla cieca è stato composto dal sottoscritto e dagli autori di 20Italie Adriano Guerri e Alberto Chiarenza. L’elenco è stato stilato in ordine alfabetico e non di preferenza: abbiamo solo tralasciato di valutare le versioni che non potevano fornire almeno 5 campioni, indispensabili per un minimo di confronto.

Migliori Chianti D.O.C.G. 2024

Cantina Gentili

Castello di Gabbiano

Fattoria I Sassoli

Salcheto

Tenuta San Vito

Migliori Chianti Colli Senesi 2024

Pietraserena

Tenuta Casabianca

Migliori Chianti Colli Fiorentini 2023

Le Querce

Malenchini

Valvirginio

Migliori Chianti Rufina 2023

Fattoria Lavacchio – Bio Winery

Villa Travignoli

Migliori Chianti Superiore 2023

Fattoria La Leccia

Melini

Piccini

Ruffino

Tenuta San Jacopo

Migliori Chianti Riserva 2022

Colognole

Fattoria Poggio Capponi

Tenuta di Morzano

Migliori Chianti Colli Fiorentini Riserva 2022

Castelvecchio in San Casciano Val di Pesa

Torre a Cona

Migliori Chianti Rufina Riserva 2022

Borgo Macereto

Marchesi Gondi

Migliori Morellino di Scansano 2024

Cantina Vignanioli

Fattoria Le Pupille

Poggio Argentiera

Provveditore

Migliori Morellino di Scansano Riserva 2022

Belguardo

Morisfarms

Val delle Rose

Chianti Classico Collection 2025 – i migliori assaggi delle tipologie Chianti Classico Riserva e Gran Selezione

Capire un vino è un compito non semplice, anche per il più esperto degustatore. Capire il Chianti Classico, in particolare, richiede concentrazione, analisi e comparazione con le proprie reminiscenze storiche. Un archivio che è forma stessa di cultura, di aneddoti avvincenti e qualche delusione inaspettata, soprattutto quando si assaggiano i vini alla cieca, senza conoscere il produttore di riferimento.

Ieri abbiamo scritto della versione Chianti Classico d’annata (https://www.20italie.com/anteprima-di-toscana-chianti-classico-collection-le-nostre-impressioni-sulla-tipologia-annata-2023-e-2022/) affrontando le tematiche dell’articolata 2023 rispetto a chi ha scelto di prendersi qualche tempo ai box ed uscire, invece, con le vendemmie 2022 e 2021. Potevamo segnalarvi qualche audace viticoltore che ha persino proposto, non senza sorprendenti sorprese, di giungere sul mercato con campioni oltre il lustro d’età; ma i numeri in lista erano troppo esigui per avere un quadro esaustivo della situazione. La libertà di scelta (e di stile) lasciata ai singoli protagonisti rimane uno dei tanti punti di forza dell’areale.

Iniziamo per gradi il resoconto della Riserva, versione che ha risentito nel tempo dell’impatto prorompente del nuovo arrivo Gran Selezione. Rispetto alle anteprime passate, però, sembra esserci un lieve riscatto con la 2022, ben distesa con prontezza di beva unita a stoffa ed eleganza. Poche chiacchiere, tanto gusto ed uno stacco rispetto alla 2021, dotata di magnificenze forse ineguagliabili ed altrettanti ripidi cali, come in un veloce saliscendi. Analizzando entrambi gli andamenti stagionali le differenze non sembrano rilevanti, eccezion fatta per alcune gelate tardive. Piogge primaverili, calura e poche precipitazioni estive con buoni escursioni termiche hanno garantito uve in piena salute.

La domanda perché non vi sia, dunque, una sorta di omologazione negli assaggi appartiene a quell’alone di mistero e bellezza di cui il mondo del vino, per fortuna, è ancora permeato. Sta di fatto che i tannini della 2021 sono in generale austeri, regalando al vino sussulti di giovinezza, ma anche maggior tensione.

Una nota a margine di tante considerazioni è stato il riconoscimento al redattore Ombretta Ferretto di 20Italie, già presente nei panel di degustazione alla cieca assieme al sottoscritto, al giornalista Paolo Valente ed agli autori Adriano Guerri ed Alberto Chiarenza, del premio quale Miglior Comunicatore al Master del Chianti Classico 2025 organizzato dal Consorzio Chianti Classico e dall’Associazione Italiana Sommelier.

Migliori Chianti Classico Riserva 2022 in ordine di preferenza

Castellare di Castellina – Castellare

Le Filigare – Maria Vitttora

Antinori – Villa Antinori

Banfi

Castello di Volpaia

Tregole

Capannelle

Castello di Vicchiomaggio – Agostino Petri

Migliori Chianti Classico Riserva 2021 in ordine di preferenza

Le Miccine

Podere Lecci e Brocchi – Il Chiorba

Castello di Ama – Montebuoni

Fattoria La Ripa

Tenute Selvolini

Castellinuzza e Piuca/Castellinuzza Paolo Coccia – Podere Castellinuzza

Arillo in Terrabianca

Il Contadino Cusano – Poggio Torselli

Montefioralle

Villa Rosa e Villa Cerna

Caparsa – Caparsino

Il divario analizzato in precedenza si amplifica nella Gran Selezione 2022 in confronto con la 2021 e la 2020. Nel primo caso le rassicuranti sensazioni fruttate tessono la tela di un quadro di generale morbidezza, sorretta da sfumature agrumate tipiche del Sangiovese ed in linea con i desideri sperati. Sapida e potente la seconda, meno profonda e vibrante la 2020, di sicuro la più fresca delle tre e con maturazioni antocianiche in chiaroscuro. La qualità media della tipologia è in continua crescita e sembra non arrestarsi neppure di fronte agli umori ballerini del mercato. Saremo curiosi di osservarla nella complicatissima 2023, durante la prossima edizione di Chianti Classico Collection.

Migliori Chianti Classico Gran Selezione 2022 in ordine di preferenza

Fèlsina – Rancia

Brancaia

Famiglia Zingarelli – Tenuta Fizzano – Il Crocino

Ricasoli – Castello di Brolio

Tenute di Arceno – Strada al Sasso

Antinori – Badia a Passignano

Castello di Vicchiomaggio – Agostino Petri

Migliori Chianti Classico Gran Selezione 2021 in ordine di preferenza

Riecine – Vigna Gittori

Istine – Vigna Istine

Nardi Viticoltori – Vigna del Pino

San Felice Toscana A.D. 714 – La Pieve

Luiano – Ottantuno

Fontodi – Vigna del Sorbo

Tenuta di Bibbiano – Vigna di Montornello

Migliori Chianti Classico Gran Selezione 2020 in ordine di preferenza

Le Miccine

Castello Monterinaldi

Le Cinciole – Aluigi

Cafaggio – Solatio

Vecchie Terre di Montefili – Vigna nel Bosco

Carpineta Fontalpino – Vigna Monteaperto

La Madonnina/Triacca – La Madonnina

Castello di Monsanto – Vigna Il Poggio

San Felice A.D. 714 – Poggio Rosso

Fattoria di Rignana – Villa di Rignana

Anteprime di Toscana: Chianti Classico Collection – le nostre impressioni sulla tipologia “annata” 2023 e 2022

Muhammad Ali suggeriva di pungere come un’ape e muoversi come una farfalla. La rappresentazione dell’annata 2023 proposta durante la Chianti Classico Collection alla Stazione Leopolda di Firenze, può essere la degna asserzione di una vendemmia complicatissima. In realtà trattasi più di piccole punture da spillo, che di pomfi veri e propri.

La qualità ottenuta contro grandini, tempeste primaverili, peronospora e siccità estiva è davvero encomiabile e merita grande considerazione da chi, come noi, deve fornire per mestiere un resoconto finale. La lunghezza espressiva di altri tempi ovviamente ne esce penalizzata, rivelando al contempo fragranze balsamiche delicate, di lontana memoria. Ci limitiamo ad un’analisi stringata senza particolari palpiti d’emozione, convinti che le differenze siano un valore aggiunto e l’omologazione appiattisca il lavoro di chi sa gestire con successo le difficoltà stagionali.

Altro discorso vale per la 2022, che rivela densità nel frutto e alcolicità a volte ingombrante. I picchi individuati tra i 100 campioni proposti sono la conferma di una vintage caratterizzata da polpa, arricchita di spezie forti e tannini ancora vibranti. Qualche ombra nella piacevolezza di beva che dovrebbe contraddistinguere la tipologia, schiacciata da maturazioni lievemente oltre le righe, che avvantaggiano comunque il posizionamento della stessa nei mercati oltre frontiera.

Il panel di assaggio dei vini alla cieca è stato formato dal sottoscritto e dai redattori di 20Italie Adriano Guerri, Alberto Chiarenza e Ombretta Ferretto. In calce all’articolo abbiamo inserito anche la 2021 a completamento delle valutazioni generali, in attesa della Riserva e della Gran Selezione di domani.

Migliori Chianti Classico Docg 2023 selezionati per ordine di gradimento

Riecine

Gagliole – Rubiolo

L’Erta di Radda – campione da botte

Poggerino

Castellinuzza e Piuca – campione da botte

Castello Vicchiomaggio – Guado Alto

Rocca delle Macìe

Casa Emma

Castello di Albola

Istine – campione di botte

Castello di Monsanto – campione da botte

Fèlsina

Principe Corsini – Villa le Corti

Ricasoli – Brolio – campione da botte

Viticcio

Migliori Chianti Classico 2022 in ordine alfabetico

Arillo in Terrabianca – Sacello

Badia a Coltibuono

Borgo Scopeto

Calcamura

Castagnoli

Castello La Leccia

Cinciano

Colle Bereto

Conte Guicciardini – Belvedere Campoli

Fattoria di Rignana

I Sodi

Isole e Olena

La Croce

Le Miccine

Ormanni

Podere Capaccia

Poggio al Sole

Pomona

San Fabiano Calcinaia

Tenuta di Bibbiano – Bibbiano

Tenuta Perano – Frescobaldi

Val delle Corti

Vallepicciola

Migliori Chianti Classico 2021 in ordine alfabetico

Borgo Casa al Vento

Caparsa

Castellinuzza – Claudia Cinuzzi – Cinuzzi

Fattoria Il Colombaio – Gaspero

Il Palagio di Panzano

Podere Ciona

Tenute Squarcialupi – Squarcialupi

Villa Trasqua

Anteprime di Toscana 2025: Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano, i nostri migliori assaggi

C’è grande fermento in seno al Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano per la presentazione ufficiale, alla stampa di settore, del progetto riguardante la nuova tipologia Vino Nobile di Montepulciano Pieve.

Nell’attesa pubblichiamo il consueto report sulle nuove annate del Vino Nobile di Montepulciano, che presenta elementi confortanti accanto a potenzialità ancora parzialmente inespresse.

Il Sangiovese di queste terre gode di miglior maturità soprattutto nelle annate calde e l’areale se ne avvantaggia nel complesso. Un areale considerato ancora tra i pochi, in Toscana e non solo, a godere di climi freschi e buone escursioni termiche.

Resta dunque l’aspettativa, in parte disattesa, che si poteva fare qualcosa in più anche nei vini, per valorizzare un aspetto positivo – per una volta – del cambiamento climatico. Tanti i produttori che ci hanno provato con successo, anticipando pure il rischio concreto di eccessive maturazioni del frutto e mettendo nel calice eleganza ed espressività.

Una piacevole tendenza a cui siamo ormai abituati a Montepulciano, in continuità positiva con gli assaggi delle passate edizioni. Per altri invece, ormai minoritari, resta il rebus di come gestire tanta materia, spesso non ben coadiuvata dall’utilizzo del legno in fase di maturazione.

Menzione particolare merita la commovente Selezione 2022 di Tenuta Valdipiatta “Vigna d’Alfiero” che ha conquistato il vertice dei giudizi nel panel alla cieca composto dal sottoscritto, dal redattore di 20Italie Adriano Guerri e da Maurizio Valeriani, direttore della testata giornalistica Vinodabere.

Troppo esigui i campioni in degustazione per quanto concerne la Riserva 2021: solo 8 vini che hanno dimostrato comunque un’ottima performance complessiva, frutto di un’annata in perfetto equilibrio.

Di seguito i nostri migliori assaggi valutati per tipologia, con una sezione dedicata alle annate precedenti.

Migliori Assaggi Vino Nobile di Montepulciano 2022 (sia Annata che Selezione)

Vino Nobile di Montepulciano Selezione – Vigna d’Alfiero 2022 – Tenuta Valdipiatta

Vino Nobile di Montepulciano 2022 – Tenuta Valdipiatta

Vino Nobile di Montepulciano Arya 2022 – Manvi

Vino Nobile di Montepulciano 2022 – Poggio alla Sala

Vino Nobile di Montepulciano 2022 – Poliziano

Vino Nobile di Montepulciano 2022 – Guidotti

Vino Nobile di Montepulciano La Spinosa 2022 – Il Molinaccio

Vino Nobile di Montepulciano 2022 – La Ciarliana

Migliori Assaggi Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2021

Vino Nobile di Montepulciano Riserva Quercione 2021 – Lunadoro

Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2021 – Tenuta di Gracciano della Seta

Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2021 – Boscarelli

Migliori Assaggi Vino Nobile di Montepulciano Annate Precedenti

Vino Nobile di Montepulciano 2021 – Il Macchione

Vino Nobile di Montepulciano Selezione Vigna Scianello 2020 – La Ciarliana

Vino Nobile di Montepulciano 2021 – De’ Ricci

Vino Nobile di Montepulciano Selezione Antica Chiusina 2019 – Fattoria del Cerro

PRIMANTEPRIMA: IL FUTURO DEL VINO TOSCANO TRA IDENTITÀ, MERCATI E SOSTENIBILITÀ

Firenze, 14 febbraio – L’elegante cornice di Palazzo Medici Riccardi ha ospitato oggi PrimAnteprima, l’evento che segna l’inizio delle Anteprime di Toscana, il prestigioso appuntamento dedicato al mondo del vino toscano. Organizzata da PromoFirenze e Fondazione Sistema Toscana, con il patrocinio della Regione Toscana, della Camera di Commercio di Firenze e della Provincia di Firenze, la manifestazione si conferma un punto di riferimento per produttori, buyer, istituzioni e appassionati del settore.

L’evento si è aperto nella maestosa Sala Luca Giordano, con un workshop intitolato “Il vino toscano di fronte alle sfide globali: identità, mercati e sostenibilità”. Il dibattito ha messo in luce la crescente importanza di una viticoltura sostenibile, in grado di coniugare tradizione e innovazione per rispondere alle sfide dei mercati internazionali.

Toscana, terra di eccellenza vitivinicola

Da secoli la Toscana è sinonimo di qualità ed eccellenza nel mondo del vino. Un patrimonio fatto di tradizione, ma anche di capacità di innovare e adattarsi ai cambiamenti globali. Il concetto di identità è fondamentale: il vino toscano non è solo un prodotto, ma un’espressione culturale, un simbolo di una terra e della sua storia. Allo stesso tempo, la sostenibilità gioca un ruolo chiave per garantire il futuro della viticoltura, puntando su pratiche biologiche e su un’accoglienza turistica sempre più attenta alla valorizzazione del territorio.

Non a caso, la regione sta investendo sempre più risorse per migliorare l’offerta e l’accoglienza, con l’obiettivo di attrarre non solo appassionati di vino, ma anche buyer internazionali, fondamentali per l’espansione dei mercati. I consorzi vitivinicoli, in questo scenario, rivestono un ruolo strategico nello sviluppo e nel controllo della qualità del settore.

Dopo i saluti istituzionali di Carlo Boni per la Città Metropolitana di Firenze, è stato il giornalista Rai Marcello Masi ad aprire la giornata con un intervento sulle radici profonde della viticoltura toscana e sulle sfide future. A seguire, un panel di alto livello ha visto la partecipazione di figure di spicco, tra cui il presidente della Regione Eugenio Giani, la vicepresidente e assessora all’Agroalimentare Stefania Saccardi e il presidente di AVITO (Associazione Vini Toscani DOCG), Francesco Mazzei. Importanti anche i contributi del presidente della Camera di Commercio di FirenzeMassimo Manetti, e del direttore di Fondazione Sistema ToscanaFrancesco Palumbo.

Uno degli interventi più attesi è stato quello di Fabio Del Bravo, dirigente di ISMEA, che ha presentato il report realizzato appositamente per PrimAnteprima, illustrando numeri, trend e scenari per il vino toscano nel mercato globale.

Numeri e tendenze: la ripresa del settore vitivinicolo

Il 2023 è stato un anno di sfide per il settore vitivinicolo, ma i dati presentati da ISMEA confermano una decisa ripresa. La Toscana si distingue ancora una volta come la terra del biologico, con 23.534 ettari coltivati a bio, pari al 38% della superficie vitata regionale e al 17% di quella nazionale. Un dato che conferma il forte impegno della regione verso la sostenibilità, superando ampiamente l’obiettivo del 25% di superficie bio fissato dal New Green Deal dell’Unione Europea e dall’Agenda ONU 2030.

A dimostrazione del sostegno concreto al settore, la Regione Toscana ha recentemente stanziato 11 milioni di euro di risorse comunitarie per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti, con l’obiettivo di rendere i produttori più competitivi sui mercati internazionali. La Toscana, inoltre, si distingue per la giovane età dei suoi vigneti, con il 55% delle vigne che ha meno di vent’anni, un dato superiore alla media nazionale.

Altro elemento chiave è la forte presenza di vini a denominazione d’origine, con quasi il 95% della produzione destinata a DOC e DOCG, a fronte di una media nazionale del 65%. Questo dato riflette l’attenzione del territorio alla qualità e alla valorizzazione delle proprie eccellenze.

Innovazione e certificazioni: le chiavi del successo

L’innovazione è un fattore determinante per il futuro della viticoltura toscana. Durante l’evento, è stato presentato un video con le testimonianze di ColdirettiCIA e Confagricoltura Toscana, che hanno affrontato temi cruciali come i cambiamenti climatici, l’export e le nuove tecnologie applicate al settore vitivinicolo.

Un focus particolare è stato dedicato ai controlli e alle certificazioni di qualità, con l’intervento di ICQRF (Ispettorato Controllo Qualità e Repressione Frodi) e Valoritalia, realtà che garantiscono la trasparenza e la sicurezza nel mercato del vino. Un altro primato toscano è stato evidenziato dalla testimonianza di ARTEA, prima agenzia regionale in Italia ad adottare un schedario viticolo basato su immagini aeree e grafiche, uno strumento innovativo per monitorare e certificare i vigneti con precisione.

Sul fronte della sostenibilità, la Toscana conferma la sua leadership anche nella produzione di vini biologici, un settore in forte crescita che continua a registrare una domanda stabile sui mercati internazionali. Come sottolineato dalla presidente di FederbioMaria Grazia Mammuccini, la regione è un punto di riferimento per l’intero comparto biologico.

Infine, l’intervento di Lamberto Frescobaldi, presidente dell’Unione Italiana Vini, ha ribadito l’importanza della qualità come elemento distintivo dell’identità toscana.

Conclusioni

PrimAnteprima ha confermato ancora una volta il ruolo centrale della Toscana nel panorama vitivinicolo mondiale. Con una produzione in crescita – 2,6 milioni di ettolitri nel 2024, che la collocano al settimo posto a livello nazionale – e una forte vocazione all’export, il vino toscano guarda al futuro con ambizione.

Identità, sostenibilità e innovazione sono le tre parole chiave su cui si baserà la crescita del settore nei prossimi anni. La sfida è quella di continuare a coniugare la tradizione con le nuove tendenze di mercato, valorizzando il territorio e garantendo ai consumatori un prodotto d’eccellenza.

Il viaggio nelle Anteprime di Toscana è appena iniziato, e con esso la promessa di un futuro all’insegna della qualità e dell’innovazione per il vino toscano.