La pizza dei Caporale è un viaggio tra tradizione familiare e sperimentazione

Dai grandi eventi alla nuova creazione ispirata al ragù di nonna Dora

Pizza tra memoria e territorio: questo il caposaldo della filosofia dei fratelli Giuseppe e Raffaele Caporale, giovani maestri pizzaioli alla guida della pizzeria I Caporale di Casalnuovo, recentemente protagonisti di due importanti appuntamenti gastronomici: il “Gustosissimo – Pomodoro Cannellino Flegreo Tour” a Cuma e “Aspettando il Mio San Marzano” a San Valentino Torio. Due eventi prestigiosi dedicati ai grandi pomodori campani, che li hanno visti ambasciatori di una pizza d’autore capace di coniugare tecnica, identità e amore per la propria terra.

È sempre un onore per noi rappresentare il territorio attraverso la pizza – spiegano i fratelli Caporale -. Partecipare a queste manifestazioni è un’occasione per raccontare, attraverso il gusto, chi siamo e da dove veniamo”. E proprio da questo spirito nasce la loro ultima creazione: la “Pizza Fratelli Caporale”, un omaggio al ragù della nonna Dora e alla tradizione familiare, rivisitata con visione contemporanea.

Un impasto altamente idratato (80%) e lavorato con prefermento tipo biga e lievito madre accoglie un topping che richiama la famosa scarpetta della domenica: pulled pork di manzo (cappello del prete), cotto lentamente per ore e poi mantecato con Parmigiano Reggiano, basilico e olio extravergine d’oliva. Un sapore autentico, ma studiato nel dettaglio, che unisce passato e presente in ogni morso.

“Abbiamo voluto reinterpretare la scarpetta nel ragù proprio come la preparava nonna Dora – raccontano i due fratelli – per dimostrare che anche i ricordi più semplici possono trasformarsi in esperienze gastronomiche raffinate, se accompagnati da studio e ricerca”.

Dalla narrazione del Pomodoro Cannellino Flegreo tra storia e archeologia al Parco di Cuma, fino al confronto con i maestri della pizza nel cuore dell’Agro Nocerino-Sarnese per il San Marzano Solania, i fratelli Caporale si confermano interpreti sensibili e innovativi della cucina campana. In ogni occasione, al centro c’è sempre la famiglia: un valore che diventa ingrediente fondamentale della loro proposta gastronomica. Una pizza, la loro, che non è mai solo un piatto, ma una storia da condividere.

Con un impasto evoluto e topping identitari, Giuseppe e Raffaele Caporale continuano a portare avanti un progetto di crescita che affonda le radici nei sapori dell’infanzia, con lo sguardo rivolto all’eccellenza.

L’eccellenza della cucina stellata di Vienna incontra l’autenticità dei sapori amalfitani in un luogo ricco di storia

Lo chef Paul Gamauf si unisce allo chef Claudio Lanuto per due imperdibili cene a 4 mani al ristorante Dei Cappuccini di Anantara Convento di Amalfi Grand Hotel

Amalfi, luglio 2025. Questo agosto, mondi culinari diversi convergono in un esclusivo viaggio all’insegna della natura, del patrimonio e della gastronomia, dove i sapori autentici della Costiera Amalfitana si fondono con l’innovazione di Vienna.

Il 7 e l’8 agosto, gli ospiti avranno l’occasione di vivere un’esperienza unica insieme ai due chef visionari del gruppo Anantara: Claudio Lanuto, Executive Chef del ristorante Dei Cappuccini di Anantara Convento di Amalfi Grand Hotel, e Paul Gamauf, Head Chef di EDVARD, il ristorante 1 Stella Michelin di Anantara Palais Hansen Vienna Hotel.

Questi maestri dell’alta cucina uniranno le loro visioni in due esclusive cene a 4 mani in una location indimenticabile: ad ospitare l’evento sarà infatti il ristorante Dei Cappuccini, affacciato su una terrazza sospesa sul Mediterraneo e immerso nella storia. Un tempo convento dei Cappuccini del XIII secolo, oggi l’hotel è un punto d’incontro tra eredità storica, ospitalità raffinata e cucina fine dining.

Pur provenendo da contesti differenti, i due chef condividono la stessa visione: rispetto per il luogo, per la materia prima e per il significato intrinseco della cucina.Da Vienna, lo chef Paul Gamauf porta con sé una filosofia ispirata ai ritmi della natura. Le sue creazioni innovative al ristorante EDVARD uniscono tecniche anti spreco, fermentazioni e una precisione tecnica impeccabile, dando vita ad un vero viaggio tra sapori, tecniche e tradizioni diverse. Con un profondo rispetto per la stagionalità e una costante ricerca dell’eccellenza, i piatti dello chef Paul riescono a stupire e gratificare allo stesso tempo.

Da Amalfi, lo chef Claudio Lanuto propone uno stile culinario ancorato alla tradizione e al territorio. Ispirato dagli ingredienti della Campania e dalle ricette tramandate di generazione in generazione, il suo approccio racconta i prodotti del territorio, i giardini del convento e le storie che aleggiano nell’aria di questo luogo sacro.  Insieme, i due chef presentano un menu che incarna l’anima di Anantara — un perfetto equilibrio tra autenticità locale e raffinatezza, tra passione e arte culinaria.

Le serate del 7 e dell’8 agosto prenderanno il via con il celebre Rituale del Pane delDei Cappuccini, un omaggio poetico alla vita monastica. I grissini rappresentano le penne dei monaci, mentre il pane tostato simboleggia la pergamena, in un silenzioso tributo al passato contemplativo del luogo. Il pane a lievitazione naturale dello chef Paul aggiunge invece un tocco viennese.

Gli chef si alterneranno ai piatti, offrendo così agli ospiti l’opportunità di assaporare le loro prospettive uniche. Tra le portate più iconiche Zucchine – Finocchi – Mirabelle  dello chef Paul, una delicata composizione di prodotti estivi, con contrasti di consistenze e sottili note floreali; il piatto dello chef Claudio, un risotto con pesto di basilico, gamberi rossi e salsa alla pizzaiola, è un omaggio alla Campania costiera, dove terra e mare sono presenti in ogni boccone.

L’esperienza si conclude con due dolci note in perfetta armonia. Con ciliegia, mandorla e lime, lo chef Paul cattura la freschezza dell’estate con la precisione viennese, mentre a Tarte amalfitana dello chef Claudio offre un finale dolce, che richiama gli iconici agrumi e il calore della Costiera Amalfitana. Ogni piatto sarà accompagnato da un abbinamento di vini selezionati per esaltare l’elegante stratificazione dei sapori  e il percorso del menu.

Questo evento rappresenta un’occasione irripetibile per gli ospiti di vivere l’arte di uno chef stellato Michelin viennese sotto le stelle e le luci della suggestiva cornice di Anantara Convento di Amalfi. Una cena che celebra il meglio di due mondi, presentata con il tocco distintivo di Anantara, fatto di passione, autenticità e un forte legame con il territorio.

La prenotazione è vivamente consigliata. Per maggiori informazioni o per prenotare un tavolo, contattare il numero 089 8736711 o fb.conventodiamalfi@anantara-hotels.com.

Metti una sera a cena a La Corte degli Dei di Palazzo Acampora

Esistono patrimoni di inestimabile bellezza in Campania. Opere d’arte o dimore storiche che esprimono, nei secoli, lo stretto legame con il mondo rurale e con la corte borbonica, che da sempre caratterizza tanti angoli del Mezzogiorno d’Italia. Palazzo Acampora, di proprietà dell’omonima famiglia da oltre trecento anni, appartiene a quei luoghi incantevoli visti nelle fiabe o nei film d’epoca, tra quadri, sculture, collezione di ventagli e persino un pianoforte dove ha impresso le proprie note il compositore Francesco Cilea, per la stesura de L’Arlesiana.

Nel giardino esterno, avendo per tetto un cielo di stelle e acclimatati da una brezza insolitamente fresca per il periodo, è andato in scena il terzo appuntamento di Stelle a Corte, che ha visto – accanto allo chef resident Vincenzo Guarino – la partecipazione di Luigi Tramontano, una stella Michelin con il ristorante O me o il mare a Gragnano.

Al pastry chef Gabriele Vannucci, formazione di respiro internazionale maturata con figure cardine della gastronomia quali Alain Ducasse e Franck Cerutti, che dal 2022 gestisce la gelateria artigianale GELATO a Firenze, le composizioni dolci di chiusura.

Lievitati a cura di Catello Di Maio di Cesto Bakery di Torre del Greco e selezione vini da due realtà toscane come Azienda San Gregorio dalla Valdichiana e Castello Tricerchi da Montalcino.

Eleganza nella proposte, iniziando dai finger di benvenuto e proseguendo nell’idea di Tramontano della “Molignane ‘mbuttunata”, in affumicatura con salsa di provola. Croccante la pastella a ricreare la buccia sferica della melanzana ripiena di crema di melanzane a funghetto e kimchi piccante su crumble di basilico.

Firma dello chef il riso di semola in clorofilla con aglio bianco e nero e “vognole fujute” dedicato al leggendario piatto povero ideato dal Maestro Eduardo De Filippo nei suoi momenti di ristrettezza economica. Il ricordo d’infanzia della pastina calda, densa e accompagnata da aromi di cottura.

Si continua con due piatti a cura dello chef Guarino: tubettone del Pastificio Somma con ragù di totani e spuma di patate, che richiama una ricetta della tradizione della Costiera e il filetto di vitello come una “Cacciatora”, omaggio all’anima terragna contadina di Agerola.

Gabriele Vannucci ha presentato, invece, un pre-dessert rinfrescante al kiwi e il dolce “Come una Baklava” composto da pasta fillo caramellata, curd agli agrumi, frutta secca sabbiata e gelato al miele di grande equilibrio e sostanza. Le piccole coccole di chiusura segnano quasi la mezzanotte, orario in cui le migliori favole trovano il loro inizio e la loro fine, come le Stelle a Corte di Palazzo Acampora.

A memoria della serata d’eccezione, i fotografi napoletani Dario De Cristofaro e Luca Cuomo hanno consegnato un ritratto in bianco e nero nell’ambito dell’iniziativa denominata “Ricordi D’Autore“.

“Con il Cuore nel Piatto”: l’enogastronomia incontra la solidarietà

Il 26 giugno 2025 a Magliano Sabina si è svolta anche quest’anno la bellissima iniziativa “Con il Cuore nel Piatto”, una splendida serata di beneficenza nella suggestiva Tenuta del Ristorante degli Angeli. 

L’evento è ormai alla sua undicesima edizione nella suggestiva scena naturale della provincia reatina: propone la collaborazione tra alta cucina, iniziative di solidarietà e bellezza paesaggistica. Una partecipazione di centinaia di buongustai contributori ha reso ancora quest’anno la serata indimenticabile per successo e per spirito solidale.

Autrice dell’evento è la chef Laura Marciani, personaggio di valore nel tessuto sociale della Sabina e di Roma: da un’esperienza personale familiare terribile, la perdita di un figlio, lei ci racconta con una dolcezza rara il modo in cui nasce 11 anni fa l’esigenza di un’esperienza che fonde la sensibilità verso la ricerca medico-scientifica con le professionalità affermatissime di chef amici e solidali, provenienti da ristoranti stellati. 

La missione di quest’edizione è la raccolta fondi per il “Centro Clinico NEMO” presso il Policlinico Agostino Gemelli di Roma, in sostegno all’assistenza e alla ricerca per i bambini affetti da gravi patologie neuromuscolari. Sul sito e sui profili social dell’evento sono disponibili le rendicontazioni di ogni altra missione di raccolta fondi promossa nelle edizioni precedenti.

Sono presenti le istituzioni di zona, impegnate a sostenere questa iniziativa ogni anno, al fianco di un programma di attività volte a promuovere un territorio mediano tra Umbria e Roma, come la Sabina e la Tuscia, portandolo alla conoscenza del vasto pubblico di amanti della enogastronomia italiana. C’è indubbiamente una identità reatina che si affianca alle presenze di chef e prodotti di tutta Italia: un fervore solidale tipico di questa cultura locale.

Ma andiamo al “Cuore” dell’evento

Il concept è una cena enogastronomica sotto le stelle, coordinata dall’ospite chef Laura Marciani e strutturata con postazioni di cucina e assaggio diffuse tra piscina, parco, chiesetta e giardini: 60 postazioni gourmet animano un percorso sensoriale senza precedenti per interpretazioni creative, con 82 chef provenienti da tutta Italia impegnati in creazioni d’autore – dagli antipasti ai dessert – preparati e serviti al momento. Ne risulta una formula di degustazione libera e immersiva, in un contesto naturale d’eccezione di cui vi diamo conto fotografico minimo.

Accanto alla cucina, una selezione di cantine italiane,  sake, gin e distillati artigianali, salumi e formaggi d’eccellenza, dolci raffinati, creme spalmabili, cioccolato e gelati firmati da maestri pasticceri.

Alcune novità di quest’anno sono le selezioni di Carol Agostini, allestitrice dell’evento e della comunicazione con Papillae.

Si inizia con i lombardissimi salumi e prosciutti d’oca di cascina, dell’azienda Quack di Greta Pavan, in abbinamento ai freschissimi vini veneti di Tenuta Solar di Andrea Bolla; la frutta Martorana del Maestro Alessandro Marchese in abbinamento ai vini della Tenuta Borgolano di Donatella Quaroni. Ma è presente anche la Sabina con chef come Gli Ambasciatori del Territorio dell’Osteria del Vecchio Orologio, o le creazioni de Il Casaletto, o Gabriele Amicucci e la sua cucina fatta di processi essenziali e protettivi del gusto naturale degli elementi. 

Ed è un’inenarrabile sarabanda di gusti, di specialità e creatività tutta italiana, ad abbracciare presenze locali come i celebratissimi vini de La Madeleine; toscane, come il leggendario Brunello di Montalcino Riserva di Poggio degli Ulivi, oppure della Campania con Roberto Guarino e i sughi Vestalia davvero eccezionali per freschezza, in mezzo a creazioni degli chef tra i più noti della penisola Sorrentina. Non mancano le presenze romane con Le Tamerici e con lo chef Francesco Apreda di The Pantheon.

Nell’evento c’è anche la musica dal vivo, di classe e a corredo di ambientazioni eleganti, affluenti a un gran finale di premiazioni accompagnate allo spettacolo pirotecnico che ha illuminato la notte sabina.

Il percorso degustativo si conclude con una notevole selezione pasticciera e gelataia di zona, tra cui spicca una degustazione di gelati biologici aspersi con gocce di olio extravergine di oliva da cultivar locali di eccezionale fattura.

Accompagnati dal Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese della cantina Dhéon, rimane davvero notevole il gusto e il ricordo che lasciano, di una serata multicolore e poliedrica per spunti creativi, al centro della quale resta innalzato il valore sociale del sostegno alla ricerca contro le malattie neuromuscolari dell’infanzia.

Anche quest’anno, Il Cuore ha dialogato con il Piatto in un evento vissuto e da raccontare, condividere, con il gusto e con il cuore.

Furore conosce un nuovo talento in cucina: Vito Piccolo e il suo Melchiò animano la Divina Costiera

Vito e Caterina Piccolo, coniugi nella vita e nel lavoro, esperti di quanto possa dar gioia agli ospiti nelle loro strutture accoglienti, sulla costa di Furore, epicentro della mondanità e del buon gusto. Il vino certamente, territorio di quel faro illuminante chiamato Marisa Cuomo.

Ma anche il cibo e la cucina gourmet, con un ristorante a misura d’uomo, basato su una terrazza a sfioro completamente ristrutturata con vetrate che raccontano la poesia del panorama marino.

Vito, gavetta con i gourmet locali più interessanti; Caterina sua fedele compagna e assistente, che prepara dolci in maniera elegante conservando quel pizzico di artigianalità tanto amato nel nostro made in Italy.

Se proprio bisogna trovare il cosiddetto pelo nell’uovo, a volte la cura maniacale nei piatti richiederebbe maggior leggerezza; in fin dei conti il protagonista principale di Melchiò è la scelta del pescato quotidiano freschissimo, grazie agli accordi con pescatori a chilometro zero.

La vena mediterranea delle ricette si unisce agli elementi di stagione colorati e salutari, con una ricca scelta di verdure sempre presenti. Il nostro viaggio comincia dalle frittelle di cavolfiore, un ricordo d’infanzia mai sopito.

La quenelle di rana pescatrice su pane panko completa il quadro di sapori degli appetizer d’ingresso. Segue una ricciola condita in salsa di soia e colatura d’alici con pepe bianco intenso da controllare bene nel dosaggio.

Il carpaccio di gamberi rossi del Tirreno con fior di sale e lampone, su finale di caviale e chips di patate viola resta uno dei preferiti per delicatezza e verve cromatica. Si continua con insalati d’astice e verdure croccanti lavorate da Vito a mo’ di pinzimonio.

Asparagi, zucchine, finocchi, cavolfiore e patate con zafferano più fiori di zucca fritti si uniscono alla salsa da corallo d’astice e peperone crusco. Interessante e contemporaneo il servizio al cartoccio.

Gli antipasti terminano con baccalà in olio cottura, lemon grass e alici fresche accompagnate da pinoli, arance e zenzero. Ottima combinazione di freschezza e materie eccellenti.

Tra i primi, lo spaghettone del pastificio Ducato d’Amalfi con ricci di mare e zucchine fritte, rivisitazione estrosa della Nerano o il risotto al tartufo con scampi marinati, salsa di spinaci, asparagi e fiori di zucca al parmigiano reggiano.

Finale con spiedo di pesce da pepite di scampi, triglia, pezzogna, ricciola e chi più ne ha, spennellati alla barbecue.

Le coccole dolci confermano la grande attitudine di Vito e Caterina a fare le cose per bene dall’inizio alla fine, con dessert curati e mai banali pur nella visione tradizionale. Classica la millefoglie scomposta al cioccolato bianco, internazionale e immancabile la cheesecake con namelaka alle fragole, per finire su brownie e altre delizie tutte a mano.

Il servizio di sala è gestito dal giovane e promettente Rocco, appena 18 anni e già innamorato del mestiere. Compatta la selezione vini, privilegiando ovviamente le cantine della Costiera Amafitana, perché qui ogni cosa ha un senso paradisiaco.

Stelle a Corte – Luigi Tramontano e Gabriele Vannucci affiancano Vincenzo Guarino per la terza serata della kermesse presso La Corte degli Dei

Lo chef Luigi Tramontano e il pastry chef Gabriele Vannucci sono i due “compagni di viaggio” che Vincenzo Guarino ha scelto per il terzo appuntamento della rassegna Stelle a Corte, in programma l’8 luglio, presso La Corte degli Dei, la locanda di Palazzo Acampora, ad Agerola.

Tramontanostella Michelin del O me o il mare restaurant, inaugurato nel 2024, nella sua Gragnano, e condotto assieme a Nicoletta Gargiulo, maître e sommelier, firma l’antipasto, ispirato ad un classico della cucina estiva partenopea: “Come una mulignana ‘mbottunate” e un primo che riecheggia la famosa ricetta di Eduardo De Filippo: “Riso di semola in clorofilla di prezzeolo e vongole “fujute”, confermando la sua attitudine a realizzare piatti della tradizione mediterranea, utilizzando le più moderne tecniche culinarie.

La proposta della serata prosegue con due piatti a cura dello chef Guarino: Tubettone del Pastificio Somma con ragù di totani e spuma di patate” e “Filetto di vitello come una “Cacciatora”.

Pre-dessert e dessert saranno realizzati dal maestro pasticcere Vannucci, trentasettenne di Pietrasanta, che dopo una formazione di respiro internazionale, maturata con figure cardine della gastronomia, quali Alain Ducasse e Franck Cerutti, dal 2022 gestisce, a Firenze, la gelateria artigianale, GELATO.

Vannucci che, nel 2017, è entrato a far parte, tra i più giovani mai ammessi, della prestigiosa AMPI – Accademia Maestri Pasticceri Italiani, proporrà “Come un baklava”: pasta fillo caramellata, curd agli agrumi, frutta secca sabbiata e gelato al miele, preceduto e introdotto da una “Chantilly al the matcha, kiwi in osmosi al miele, spuma di latticello e riso soffiato croccante.”

Catello Di Maio, maestro dell’arte bianca di Cesto Bakery di Torre del Greco, sarà affidata la realizzazione dei pani e dei lievitati.

I vini in abbinamento saranno forniti a cura delle cantine toscane Azienda San Gregorio e Castello Tricerchi.

In esclusiva per la kermesse, i fotografi napoletani Dario De Cristofaro e Luca Cuomo allestiranno un set fotografico riservato ai “Ricordi D’Autore“: ritratti in bianco e nero dei partecipanti che, al termine della cena, verranno consegnati a chi vorrà portare con sé un ulteriore souvenir della serata.

Per informazioni: info@lacortdeglidei.it oppure (+39) 3248437579

“Sorsi & Morsi”: il viaggio enogastronomico da Wip Burger & Pizza con i vini di Marisa Cuomo

Wip Burger & Pizza a Nocera Inferiore si è trasformato in un tempio dedicato ai sensi, accogliendo la nuova edizione di “Sorsi & Morsi”, raffinato format che incarna l’arte dell’abbinamento enogastronomico, sinfonia di profumi e sapori della Costa d’Amalfi e dei Monti Lattari.

Protagoniste indiscusse, le Cantine Marisa Cuomo, scrigno di un’enologia eroica e autentica, che hanno guidato gli astanti in un’esperienza sensoriale unica, dove il vino si fa veicolo di memoria, territorio e cultura.

A suggellare la serata, la presenza luminosa di Marisa Cuomo e Andrea Ferraioli, menti e cuori pulsanti di Furore, divenuta icona di un’arte vinicola che sa coniugare verticalità e mineralità, incarnando l’essenza mediterranea nelle sue espressioni più pure e nobili.

A introdurre la serata è stato il giornalista nocerino Nello Ferrigno, con la conduzione di Gaetano Cataldo, giornalista enogastronomico, sommelier professionista e fondatore dell’associazione culturale Identità Mediterranea, nonché caporedattore della sezione enogastronomica di Mediterraneaonline.

Wip Burger & Pizza è nato dai titolari Domenico Fortino e Lorenzo Oliva, divenuto nel tempo un’istituzione del panorama gastronomico campano, un luogo d’incontro dove il “Work In Progress” non è solo un nome ma un manifesto di continua crescita, sperimentazione e rispetto per la tradizione.

Il viaggio virtuale è iniziato con l’eleganza fragrante del Furore Bianco Costa d’Amalfi DOC 2024, da Biancolella e Falanghina, capace di esaltare e bilanciare con finezza ogni piatto. Un vino dal carattere austero e raffinato, ambasciatore perfetto delle sue terre d’origine.

Appetitoso l’antipasto a base di salumi e latticini artigianali provenienti dal cuore di Agerola e dintorni. Il fiordilatte di Gennaro Fusco, morbido e vellutato, ha trovato il suo complice ideale nel salame suino di Cardone e nelle rarità norcine di Salvatore Calabrese, fra cui spiccavano culatello e picanha, sorretti dall’abbraccio fragrante del pane Jurmano.

Ma il vero fulcro della serata è stato il trittico di pizze gourmet, ciascuna una narrazione sensoriale, un’ode alla terra e al mare del territorio campano. Il “Padellino Lattaro” ha mescolato farine selezionate con formaggi eccelsi quali Provolone del Monaco, Caciotta di Capra e il Fiordilatte di Agerola, arricchito dal Pomodorino di Corbara semi dry e da un pesto aromatico che esaltava maggiorana, basilico e timo limonato.

La “Naucratica Napoletana” ha stupito per l’impasto infuso di mirto e limone, accompagnato da una crema di pomodoro San Marzano abbrustolito, besciamella all’aglio, origano e le inconfondibili acciughe di Cetara.

Infine, la “Santa Trofimena” ha offerto un’esperienza avvolgente, con impasto al cacao che racchiude un ristretto di pomodoro Re Umberto, melanzane arrostite e mousse di Provolone del Monaco punteggiata da basilico e pepe nero.

In ciascuna di queste creazioni, il Furore Bianco 2024 ha svolto il ruolo di catalizzatore, esaltando le contrapposizioni tra ricchezza e sapidità, dolcezza e acidità, con un’eleganza che ha segnato la sua impronta nel cuore dei commensali.

Il primo piatto – “Scarpariello a Mare” – si è presentato come un’opera d’arte mediterranea, con Fusillo Sangiliano, Pomodorino di Corbara, acciughe di Cetara, basilico fresco e scorzetta di limone sfusato di Amalfi, abbinato al Rosato Costa d’Amalfi DOC 2024, blend di Aglianico, Piedirosso e Tintore di Tramonti, che ha accompagnato la sapidità del piatto e le note agrumate senza mai sovrastare le componenti aromatiche.

Prima del dolce finale il Sarchiapone di Atrani, salume tipico farcito con la pezzentella, salsiccia artigianale dal carattere deciso e autentico. A bilanciare la struttura imponente di questo piatto, il Furore Rosso Costa d’Amalfi DOC 2024, un uvaggio di Aglianico, Piedirosso e Tintore di Tramonti, maturato in legno, che offerto nel bicchiere morbidezza tannica e un bouquet complesso.

Coccole di chiusura con la delizia dei fratelli Gianfranco e Lello Romano del Gran Caffè Romano di Solofra e la loro raffinata interpretazione della “Tetta di Venere”, nota anche come delizia al limone, dolce emblema della tradizione campana. Abbraccio ideale per gli amari artigianali di Amaro delle Monache di Torraca, opera del maestro Teodoro Stoduto.

Tra i momenti più intensi della serata, la consegna di una preziosa magnum di Mosaico per Procida alla giornalista Annamaria Parlato e a Stella Marotta, Miglior Sommelier della Campania 2023; un gesto di profondo significato, sottolineando il valore della cultura enologica e del talento radicato nel territorio.

Pizza&Falanghina Tour 2025: la Falanghina del Sannio DOP conquista Napoli da Gino Sorbillo

Pizza&Falanghina del Sannio DOP Tour 2025, nato dalla sinergia fra il Consorzio Tutela Vini del Sannio e Gambero Rosso, ha fatto tappa il 26 giugno 2025 alla Pizzeria Presepe Napoletano by Gino Sorbillo, nel cuore pulsante di Via dei Tribunali a Napoli.

In sala, fra statuine, profumi di forno a legna e note agrumate di Falanghina, Libero Rillo — presidente del Consorzio di Tutela dei Vini del Sannio — ricorda che “Il Sannio produce il 50% del vino campano e l’85% della falanghina che si trova in commercio“.

Con orgoglio, in quanto elemento che va a tutela dei consumatori nonostante sia un piccolo costo a carico dei produttori, Rillo porta a conoscenza i commensali che dal 2024 la Sannio IGT sfoggia, come la DOC, la fascetta di Stato. Numeri e passione che si trasformano in calici vivaci, pronti a dialogare con pizze d’autore come quelle a firma del Maestro Gino Sorbillo in una degustazione che, piccolo spoiler, non delude.

Degustazione Pizza & Falanghina: gli assaggi della serata

Pizza fritta “Completa” di Zia Esterina Sorbillo in abbinamento con Anima Lavica, linea Janare, La Guardiense

La pizza fritta Zia Esterina Sorbillo è la cosiddetta “completa”, ripiena con ricotta, cicoli, pomodoro, pepe, fritta a regola d’arte: soffice, asciutta e dorata. Era una versione ridotta per la degustazione, peccato! Si scherza: il percorso è lungo, meglio non essersi appesantiti, così da gustarsi ogni boccone e ogni sorso.

L’Anima Lavica, linea Janare, La Guardiense, è un “Metodo Italiano”, una trovata di marketing interessante che ricorda il metodo Martinotti per la sua realizzazione. Il vitigno è ovviamente falanghina del Sannio 100%: la crosta croccante e la farcia saporita trovano un alleato brillante nell’Anima Lavica. Bollicina fine, sentori di frutta bianca e melone, sorso verticale e freschissimo: pulisce e rilancia, con il palato pronto a un nuovo sorso o morso. L’abbinamento con la pizza fritta è felice, armonico, gradevole.

Margherita “Presepe Napoletano” con cornicione al cacioricotta in abbinamento con Falanghina del Sannio DOP BjondoRe 2024, Fontanavecchia

La “Presepe Napoletano”, con pomodoro San Marzano, fior di latte, basilico, cornicione ripassato nel cacioricotta grattugiato, è magia, scioglievole, realizzata con materia prima eccellente. Il giallo-verdolino BjondoRe 2024 (falanghina del Sannio 100%) entra deciso: agrumi (pompelmo), ananas, nuance vegetale. Freschezza e persistenza equilibrano la succulenza del pomodoro, invitando al sorso successivo. L’abbinamento è sicuramente armonico.

Margherita bianca con pata negra e carciofini in abbinamento con Falanghina del Sannio DOP BjondoRe 2024, Fontanavecchia

La pizza — a base bianca con pancetta di pata negra e carciofini sott’olio — è un mix di tendenza dolce, dettata dall’impasto, che con la grassezza e l’aromaticità che derivano dal pata negra chiederebbero una bolla, ma la Falanghina replica coi fatti: acidità viva e aroma agrumato detergono il palato e valorizzano anche la nota vegetale del carciofo.

Pizza Ananas (provola affumicata, caciocavallo, ananas piastrata) in abbinamento con Falanghina del Sannio DOP Identitas 2023, Cantina di Solopaca

La “famigerata, contestata, ma virale” pizza all’ananas di Gino Sorbillo che ha fatto gridare allo scandalo gli integralisti della pizza è invece una gradevolissima scoperta. La pizza è chiaramente bianca, con provola affumicata, caciocavallo, ananas grigliata. La nota fumé la fa da padrona e il sapore della pizza è intrigante. Al classico sapore dell’impasto e della provola affumicata si contrappongono l’acidità e la succulenza dell’ananas, un piacevole incontro in cui i contrasti rendono tutto interessante.

In abbinamento Identitas 2023 della Cantina di Solopaca, che si presenta di colore giallo oro, profumi di nespola e ananas matura. Bocca piena, freschezza salivante e finale lungo: chiusura armonica su nota fumé e succulenza dell’ananas. Un pairing che sorprende per equilibrio, praticamente senza esagerare, chiusura perfetta.

Pizza alla crema di nocciole e zucchero caramellato in abbinamento con Nifo Sarrapochiello – Sariano Passito Falanghina IGT

Trattasi della classica pizza alla famosa crema di nocciole nazional-popolare, che tecnicamente è una crema di nocciole con spolvero di zucchero a velo. In abbinamento è stata scelta una falanghina passita, con affinamento in barrique, quella di Nifo Sarrapochiello 2018. Il passito si presenta con tonalità ambrata, profumi di frutta secca, fichi, miele, scorza d’agrumi candita. Caldo e morbido, ma sostenuto da una freschezza sorprendente che invita a riprendere presto forchetta e calice.

Perché la Falanghina del Sannio sposa la pizza?

Acidità tagliente, sapidità naturale e profilo fruttato-floreale fanno della Falanghina del Sannio un “coltellino svizzero” dell’abbinamento, capace di attraversare fritti, latticini cremosi, note affumicate e persino dessert. La Falanghina del Sannio sa parlare la lingua della pizza, dal primo morso all’ultimo brindisi.

Campania: Carboné presenta il nuovo menù “I piaceri della carne”

C’è brace a Palma Campania, una brace viva che arde di passione per le carni e per la ristorazione. A quasi tre anni dall’apertura Carboné Meat House ha portato a termine il rodaggio e risulta convincente sia nella scelta del format, ottimamente perseguito, che nella concretizzazione di una personalità ristorativa che lo rende una perla rara nel panorama delle steakhouse campane.

Ma definire Carboné una semplice steakhouse sarebbe riduttivo: in questo piacevole locale, nato dalla passione dei fratelli Pietro e Mario Carbone l’accento è tutto sulle carni, prodotto principe del ristorante, ma anche protagonista di primi piatti della tradizione.

Figli di “don” Salvatore e macellai apprezzatissimi nell’area da almeno 40 anni, Pietro e Mario Carbone hanno immaginato il più naturale dei passaggi perché un ampio pubblico potesse anche apprezzare le loro selezioni: dal banco alla tavola.

Coadiuvati da un team giovane e focus minded, Mario è l’addetto alla brace e Pietro invece al banco, incaricandosi anche dei salumi di loro produzione, oltre alle leccornie norcine provenienti da diverse aree italiane e del mondo – come la Spagna ad esempio – e una scelta di formaggi che creano dipendenza solo a guardarli.

In sala Raffaella D’Ambrosio e Alfredo Falciano, sempre attenti, professionali e sinceramente accoglienti, diretti da Gina Memmolo, mentre in cucina presiedono gli chef Luigi Guarna, Francesca Napolitano e Michele Langella, nelle preparazioni diverse dalla braceria e dai taglieri, per un totale di circa 80 coperti tra sala interna e dehors.

Ai nastri di partenza un carpaccio tenerissimo e gustoso di razza piemontese, presentato come una tavolozza in stile Kandinsky con ciuffi di spuma di Caciocavallo Podolico, foglie di scarola riccia e pomodorini secchi: un amalgama di sapori ben abbinati e calibrati che non ha per niente prevaricato sulla delicatezza delle carni.

Squisita e scioglievole la parmigiana di melanzane, come da tradizione, con il tocco gourmet del gel al basilico, del ristretto di Pomodoro San Marzano e del cremoso di Parmigiano Reggiano Vacche Rosse.

A tangibile segno di distinzione da altre realtà gastronomiche, il Carboné offre la possibilità di assaggiare dei primi piatti strepitosi: la scelta è ricaduta sulle candele spezzate al ragù di genovese, generosa nelle carni e cremosa nel rapporto con le cipolle perfettamente appassite.

Eccellente la marezzatura e frollatura delle carni proposte, tra taglio alla fiorentina, tomahawk, filetto e costate da pregiate razze bovine. A coronamento della serata un piacevole tiramisù.

Carboné Meat House a Palma Campania convince per una selezione attenta degli ingredienti, provenienti da partner strategici e con accordi di esclusività nell’area e la filosofia mediante cui avviene la selezione delle carni: allevamenti rispettosi del benessere animale e dell’alimentazione naturale. Una scelta sostenibile sia per la tracciabilità che per l’educazione al cliente per un consumo consapevole della carne.

Capri, Campanella by Quattro Passi tra rivisitazioni e grandi classici

Mellino e la sua cucina incanta l’isola azzurra. Nel giardino di Pazziella Garden & Suites atmosfera intima e ricercata

Dalla Fettuccina alle Nerano alla Caprese dal cuore caldo, poi ci sono i Faraglioni, la Sogliola e tanto altro: dall’antipasto al dolce in un mix di tradizione, rivisitazione e contemporaneità. Che sia per il pranzo in giardino o per la cena godendosi la frescura serale, il menu di Campanella by Quattro Passi si fa sempre più accattivante. 

Il ristorante è all’interno del boutique hotel Pazziella Garden & Suites, guidato dal general manager Alfonso Saraco, ed è raggiungibile da via Fuorlovado o da via Camerelle, a pochi passi dalla celebre piazzetta. Un’idea di cucina che rispetta le materie prime e la stagionalità per un innovativo progetto che unisce la visione creativa dello chef 3 stelle Michelin Fabrizio Mellino e quella imprenditoriale del Ceo di Pazziella, Francesco Naldi. 

Nel menu, che sta ottenendo tanti consensi tra turisti italiani e stranieri, si ritrovano identità, profonda cultura gastronomica, memoria e raffinatezza contemporanea.  Ad eseguire i piatti la brigata del resident chef Angelo Fumeto, sous chef è Aniello Guerriero, chef de partie Anna Durante. 

In sala il maître Angelo Romano accoglie gli ospiti tra profumi mediterranei e sentori dell’isola azzurra. E per un drink accattivante ecco le creazioni del barman Marco Gunetti, tra cui il suo signature cocktail “Il Conte a Napoli” o la selezione vini da una carta ben curata, con alcune perle italiane ed estere.

Campanella è aperto dalle 12.30 alle 15 a pranzo (dopo è disponibile la carta snack di P Garden Lounge Bar) e a cena dalle ore 19.30 alle 22.30.